Primissimo viaggio di Turistipercaso, Syusy alla ricerca dell'Agarthi
Val la pena di ripeterlo: il nostro primo viaggio in assoluto è stato appunto l’India, perché è il viaggio di formazione per eccellenza. Il viaggio che hanno fatto Pasolini e i Beatles. Il viaggio che ti cambia la vita. Io, in India, ci volevo andare a tutti i costi, perché sono disponibile a cambiarmi la vita (e più che la vita il punto di vista sulle cose) ad ogni piè sospinto. Patrizio no, naturalmente… Quindi lui non ci voleva venire. Per lui l’India erano appunto le tre EMME: merda, malaria, miseria. Per convincerlo gli regalai la nostra prima telecamerina Super8HB, in modo che, stando dietro all’obiettivo, pensasse di essere semplicemente… in televisione. Insomma, come qualcuno ricorderà è stato il nostro primo filmato della serie di Turistipercaso. Era il 1990. Ma poi io in India sono tornata, molto più recentemente, con una Missione da compiere: trovare l’Agarthi, cioè il Mondo sotterraneo! Che secondo le mie fonti si dovrebbe trovare a Pathal Bhuwaneshwar, un luogo semi sconosciuto e difficile da raggiungere nel nord-est dell’India. Ho cominciato con l’arrivare a Delhi.
Per prepararmi al viaggio, per prima cosa sono andata in una… beauty farm ayurvedica! Dove usavano soltanto erbe ed estratti oleosi naturali e vegetali per fare massaggi, bagni e soprattutto il fantastico trattamento con la goccia d’olio caldo che ti scende sulla fronte. L’olio scende appunto da un imbuto che ti mettono sulla testa, poi ti fanno fare una sauna in una specie di sarcofago di legno profumato. Le Beauty Farm del Kerala sono molto conosciute e frequentate: una nuova moda che però discende da una antichissima tradizione medica indiana. Ma anche questa medicina è frutto sì della lunga esperienza umana ma (lo dicono anche gli stessi cultori di queste discipline) anche di un “regalo divino”: un ulteriore traccia che mi fa pensare che la mia ricerca dell’Agarthi sia giusta. Comunque, rinfrancata dal trattamento, vado alla stazione dei treni. Dove in cinque minuti tutti i benefici della medicina ayurvedica vanno a farsi friggere, in mezzo alla confusione totale, con grida e strepiti e gran folla, e l’immancabile scontro coi portatori di valigie (i famosi coolies, che noi pronunciamo “culi”, ma senza offesa). Tutto mi lascia pensare ad un futuro viaggio tragico, in un treno ottocentesco: invece il treno è modernissimo e dotato di tutti i confort.
E durante il viaggio mi rileggo il libro sul Re del Mondo, il Reggitore dei nostri destini, Colui che entra ed esce appunto dall’Agarthi, cioè dal Mondo Sotterraneo. E arrivo nello Stato dell’Uttar Pradesh, e in particolare ad Haridwar, una delle città più sacre dell’India. Poi in taxi arrivo sulle rive del Gange, o meglio della Ganga, perché la fiuma è femminile. Dove i pellegrini fanno offerte e abluzioni. Gli uomini col costumino da bagno, tutti ganzi, e viceversa le donne completamente vestite, sia pure con trasparenze che mostrano tutto. Uomini e donne si immergono nell’acqua, attaccati a catene ancorate alla riva per non fasti trascinare dalla corrente del fiume. E’ giorno di offerte, e prima della puja (preghiera) serale bisogna procurarsi degli spiccioli perché la ticka (l’elemosina) è obbligatoria. E lo spettacolo serale è meraviglioso: quella che di giorno sembra una semplice spiaggia o una piscina affollata, di sera assume un aspetto sacrale incredibile. Da una parte della riva i sacerdoti (i bramini) suonando insistentemente dei pezzi di metallo che emettono un suono ancora più penetrante e acuto delle campane, officiano la cerimonia del fuoco