Atlantico, ritmo impetuoso

In Bretagna è l'oceano a dettare legge, con una forza che si ritrova ovunque, dal carattere dei bretoni al paesaggio. 

 

Onde fragorose contro falesie e dune. Lingue di sabbia sotto le maree, andata e ritorno. Boschi rigogliosi e ottima gastronomia. La Bretagna affascina da sempre artisti e curiosi. Infatti, già nella seconda metà dell’Ottocento un gruppo di giovani pittori si trasferì a Pont-Aven, nel Finistère, estremo lembo della Cornovaglia francese. Tra loro c’erano Paul Gauguin, Paul Sérusier e Émile Bernard, che venivano qui per rubare alla terra e al mare tinte, umori e atmosfere. Con gli artisti della scuola di Pont-Aven, antesignani dell’Art Nouveau, i colori scoppiano dentro ai quadri come non si era mai visto: densi, pieni, violenti. Volevano sembrare rozzi, ma erano colti e snob. Geniali. Quella stessa forza si ritrova oggi nei paesaggi: autentici, forti, suggestivi. I bretoni non si sono mai lasciati avvilire dall'avversità degli elementi, primo tra tutti l’Atlantico. Quello stesso oceano che lambisce il porticciolo di Pont-Aven con le sue case di granito e le strade selciate del Seicento. Nel Bois d’Amour, che sovrasta il borgo marinaro, spicca la Chapelle de Trèmalo, con il crocifisso dipinto da Paul Gauguin. Altre opere di importanti artisti del tempo sono conservate nel Musée de Pont-Aven (tel. 0033 2 98061443). La malìa del villaggio di pescatori caratterizza la fortificata Concarneau, detta anche la città azzurra, celebre per il suo patrimonio storico. Qui la prima fabbrica di pesce aprì nel 1851 e cinquant’anni dopo arrivarono a trenta. Oggi i diorami e i modellini del Musée de la Peche (tel. 0033 2 98971020) descrivono le attività marinare del borgo. Ci sono anche un acquario con le specie atlantiche, il peschereccio Hémérica e una barca per la pesca del tonno (visitabili).

rendez-vous al cafè di max jacob

Le aste del pesce, a cui è possibile partecipare, si svolgono lungo il Quai d’Aiguillon, mentre i barconi con le celle frigorifere che solcano le acque tropicali approdano al Quai Est (per visite guidate del porto (tel. 0033 2 98505518). Centralissimo il Marinarium, una delle prime stazioni di ricerca marittime d’Europa, che ospita una decina di vasche in cui sono conservati flora e fauna delle coste bretoni. La miglior panoramica sulla cittadina si ha dalla Pointe du Cabellou, tre chilometri a sud dal centro storico, e in particolare dal forte seicentesco sulla cima del promontorio. Da qui parte un sentiero che arriva al fiume Minaouet, dove si vede un mulino cinquecentesco azionato dalle maree. Percorrendo le strade della Bassa Bretagna è facile vedere all'interno dei recinti parrocchiali, tra chiesa, battistero e area cimiteriale, i calvari bretoni, rappresentazioni sacre scolpite nella pietra, eretti tra la metà del Quattrocento e la metà del Seicento. Si tratta di basamenti in granito sui quali poggiano tre fusti di colonne con Cristo e altri due personaggi. I più scenografici sono quelli di Guimiliau e Plougastel-Daoulas. Lasciata Concarneau s’imbocca la strada per Quimper altra città storica da poco ristrutturata. Se la zona medievale di fronte alla secolare cattedrale St. Corentin è una delle più belle impreziosita dalle case a colombage (intelaiature in legno a vista), nei pressi dell’Eglise St. Mathieu, con la sua vetrata colorata cinquecentesca, lungo le banchine dell’Odet e alla halles du Chapeau-Rouge ogni giorno si tiene un pittoresco mercato. Il Cafè de l’Epée era il luogo d’incontro Flaubert e Max Jacob, e ancora oggi è un'istituzione, come lo sono le maioliche con scene di vita quotidiana a colori vivaci che si acquistano nelle tante botteghe artigiane. Inoltrandosi nella penisola di Crozon, uno dei paesaggi più spettacolari e selvaggi della regione, si vedono le onde oceaniche che colpiscono con violenza le alte falesie, ma con la bassa marea La quintessenza dello spirito bretone vive ancora a Brest. Per tutto il '600 si lavorò per rendere inespugnabile il suo porto che divenne la principale base navale del regno è possibile accedere alle tante grotte scavate dalla foga del mare nelle alte pareti di scisto. Qui al silenzio delle brughiere deserte risponde il boato dei marosi sulla scogliera. Il nome della penisola è legato al borgo di Crozon, la cui chiesa custodisce una grande pala d'altare lignea del 1602. La quintessenza dello spirito bretone vive ancora a Brest, base sicura su uno sperone scoperto dai romani. Per volontà di Richelieu, Colbert e Vauban per tutto il Seicento si lavorò per rendere inespugnabile il suo porto naturale che divenne la principale base navale del regno. Nonostante gli abbondanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale ne abbiano distrutto il fascino, Brest mantiene un'atmosfera marittima interessante. Si vedono l’arsenale, i bacini di carenaggio, navi in cantiere, imbarcazioni in rada e, su tutto, il grido dei gabbiani

  • 6761 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Il Cippa
    , 16/4/2011 16:02
    Non vediamo l'ora di tornare !

    La Bretagna ha qualcosa di magico in se' , la prossima volta vorremmo fermarci qualche giorno in piu' a Ile D'Oussant sperando di vedere il Faro della Jument sotto la tempesta .....

    In bretone vi dico:

    ... En em gavout a rin bev a-dal d'an Ankoù .



    Ciao da Nicola, Gianna e Edo

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social