Anghiari, il bastione della Toscana

Uno splendido borgo, famoso nel medioevo per la sua importanza strategica, che domina dall’alto la valle del Tevere

  • di Ink
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Questo è il posto giusto per chi vuole tutto in un weekend. Arte, storia, architettura, natura, tavola e buon vino si esprimono ai massimi livelli ad Anghiari, piccolo paese medievale che si trova - ecco il perché di tanta ricchezza - dove si intersecano i territori di Toscana, Umbria ed Emilia Romagna. Bellissimo e con una cosa in più: la possibilità di fare shopping nelle botteghe artigiane del centro.

ANTICO E MODERNO

Un sacco di volte, i negozi di souvenir fanno venire il sospetto che ci sia nel mondo un unico produttore di oggetti ricordo. Tanto sono tutti uguali e tutti già visti, mille volte. Invece nelle stradine di Anghiari si aprono botteghe “vere”, che oggi come un tempo realizzano manufatti in vimini, stoffe per la casa, vasi in ceramica. Ma la vera specialità del luogo è l’antiquariato, che fonde due tradizioni, quella dei rigattieri e quella dei restauratori, capaci di riportare al loro splendore originale oggetti e arredi consumati dal tempo. Per farsi un’idea della quantità e della qualità della merce, ogni seconda domenica del mese in Piazza Baldaccio si svolge Memorandia, un divertente mercato di antiquariato, modernariato e collezionismo. Praticamente un’istituzione in città è Valerio Dragonetti, antiquario e restauratore: ha ereditato la passione per questo lavoro dal padre e si divide fra il negozio (piazza Sant’Agostino) e il laboratorio (viale Gramsci, 18). Da conoscere anche Santi Del Sere, che ha una bellissima bottega in via Nova 8, dove Mastro Santi organizza anche corsi di restauro, intarsio e intaglio di vari livelli. Per chi ama i tessuti, il lanificio della famiglia Busatti è un paradiso: dal 1842 vengono lavorati con lo stesso metodo, lino, lana, canapa e cotone, con i colori e i disegni della tradizione toscana. I prodotti sono tantissimi, dalle tovaglie agli asciugamani, fino ai tessuti d’arredamento, ma soprattutto merita una visita il laboratorio, dove funzionano ancora telai e macchinari della prima Rivoluzione Industriale (via Mazzini 14). Sculture e oggetti in terracotta si comprano da Artefatta in Toscana (Piazza Baldaccio 14), mentre chi vuole vedere come si lavora al tombolo può fare una puntata da Arxaia Carabattole (vicolo della Piazzuola), dove la signora Marinella è pronta a raccontare le sue tecniche. Ha un bel laboratorio, oltre che negozio, Marilena Del Pia, che in via Matteotti 63 lavora e decora finemente la ceramica: il suo spazio si chiama Il Borgo della Croce.

DOPO L’ARTE, LA GOLA

Da queste parti si mangia bene, si sa. Per proseguire negli acquisti, ma questa volta gastronomici, conviene farsi un giro nelle aziende agricole del territorio attorno ad Anghiari. Valle di Mezzo è una fattoria che produce formaggio di capra di vario tipo: caciotte, brie e caprino. Su prenotazione, è possibile fare anche un tour dell’azienda e addirittura adottare una capretta. Per olio e vino bisogna andare dal Frantoio Ravagni, che produce e vende anche prodotti a carattere artigianale quali aceto, olii aromatici, miele, salse, saponi e cosmetici a base di olio. Qui si organizzano degustazioni e visite guidate. Per i salumi e gli insaccati l’indirizzo giusto è l’Antica Macelleria, in via Martiri Antifascisti.

UNA BATTAGLIA E UN MISTERO

Non si può parlare di Anghiari senza fare almeno un cenno alla celebre battaglia. Il 29 giugno 1440 si svolse proprio qui un combattimento fra i fiorentini, alleati della Santa Sede e guidati da Michelotto Attendolo, e Giampaolo Orsini e i milanesi, condotti da Niccolò Piccinino. A dire la verità, non ci furono molti caduti: ma con la vittoria dei “padroni di casa”, la Toscana rimase ai fiorentini e la storia andò come la conosciamo noi. Probabilmente, la battaglia di Anghiari sarebbe finita nel dimenticatoio se non fosse legata a un “giallo”

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