Zanzibar l’isola delle spezie? Ma no, è Pemba…

Due settimane di mare a zonzo tra Zanzibar e Pemba

Diario letto 29899 volte

  • di gigimarika
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

25 dicembre: Buon Natale!

Rigenerati dalla giornata di ieri, a metà mattina partiamo per la prima escursione: la laguna Blu. Per raggiungere la spiaggia saliamo sul dala - dala, il tipico pulmino utilizzato dalla popolazione locale per gli spostamenti sull’isola. È caratteristico perché non ha le finestre e spesso sul tetto viene caricato con biciclette, scatoloni e tutto cosa capita! In spiaggia il costo del lettino è 2 dollari, non sembrano proprio le tariffe italiane! All’arrivo c’è la bassa marea ma dopo poco il paesaggio cambia completamente e il mare si avvicina a noi. Ha colori dal verde smeraldo all’azzurro intenso. La spiaggia è bianca e sabbiosa, molto lunga ed è lambita da un lungo pontile di un albergo. Non possiamo non immergersi e fare snorkeling! Il mare ci regala alcuni pezzi di barriera corallina con bellissimi anemoni, pesci pagliaccio (sono veramente grandi), pesci farfalla, alcuni pesci palla, tanti ricci e pesci trombetta a filo d’acqua. Dopo l’Egitto, non vedevamo l’ora di indossare di nuovo pinne e maschera. Per pranzo, visto che è Natale, pranziamo seduti a tavola ed assaporiamo un buon piatto a base di pesce. L’attesa è veramente lunga: quasi due ore! Qua in Africa il motto è “pole – pole” cioè piano piano. Al pomeriggio relax in spiaggia ma rigorosamente all’ombra, il sole picchia tantissimo! Verso le 17:00 in mezz’ora di pulmino torniamo al resort. Per cena barbecue sulla spiaggia a base di pesce. Spendiamo 20000 scellini Tanzaniani (TSh) a testa. L’illuminazione con sole candele, la luna piena e il cielo stellato creano un’atmosfera da sogno!

26 dicembre

Al mattino sveglia abbastanza presto, a colazione sulla terrazza osserviamo il mare. C’è la bassa marea e osserviamo le persone al lavoro che raccolgono le alghe o interrano nella sabbia i gusci di cocco per farli ammorbidire e poi filare le fibre. Al largo vediamo le ngalawa (le barche dei pescatori) e i sambuchi (caratteristici velieri di origine araba). Oggi la giornata sarà dedicata alla foresta e al tour delle spezie (20 Usd a persona incluso il pranzo). Veniamo accompagnati dalla guida Bata detta “Papero”. Il nome a noi sembra veramente bizzarro e dispregiativo, ma scopriamo che lui è stato così soprannominato poiché il padre era un venditore di papere! In pulmino raggiungiamo la Jozani Forest. Qui a piedi ci addentriamo all’interno e cogliamo una vegetazione molto fitta con felci e platano rosso. Per il tour consigliamo scarpe da ginnastica, pantaloni lunghi e un buon antizanzare! Lasciamo la foresta e raggiungiamo la Pete Jozani Mangrove. Qui percorrendo una lunga passerella ammiriamo le mangrovie rosse/bianche e grigie caratterizzate dalle lunghe e folte radici immerse nell’acqua salata. La visita si conclude con fotografie alle scimmie colobo rosse mentre mangiano bacche acerbe. Ripartiamo con il pulmino e a lato strada osserviamo banani, enormi palme, piante di mango, mandorli e piante del cotone con i caratteristici fiocchi appesi.

Sul ciglio della strada diverse persone a piedi, in bici o con storiche Vespa. Raggiungiamo Kisizani dove c’è un piccolo villaggio e la piantagione delle spezie. Le piante che vediamo sono veramente tantissime: la noce moscata, il Jackfruit, il cardamomo, l’albero dello iodio (la cui linfa è antisettica e disinfettante per le cicatrici), la pianta della Donna (con i bacelli rossi usati come rossetto), la citronella, la vaniglia (una pianta parassita rampicante), il Durian, la cannella (considerata la Regina delle spezie usata per le radici, per le foglie e soprattutto per la corteccia) e i chiodi di garofano (considerati i re delle spezie). Il percorso didattico continua con la pianta dell’ Henné, il frutto stella, lo zenzero, la curcuma, il pepe e l’ananas. Il calo di zuccheri legato al caldo viene superato bevendo latte di cocco, mangiando la polpa e osservando un abile ragazzo che sale su un’altissima palma intonando Jambo Jambo… Il pranzo ci riserva un assaggio di ottimi piatti locali speziati fortemente speziati! I profumi e i gusti sono veramente intensi e gradevoli!

Nel pomeriggio raggiungiamo Stone Town – città di Pietra che è la capitale dell’isola. Pernottiamo in pieno centro storico al Safari Lodge Hotel (60 USD per la camera doppia). La camera anche in questo caso è modesta ma il caratteristico letto semedari crea un certo fascino! La serata trascorre con una breve visita della città lato lungomare. Visitiamo l’Old Dispensary, un antico edificio in stile coloniale Indiano sotto il dominio britannico; lungomare osserviamo il National Museum con la torre dell’orologio, il Big Tree, un enorme baniano e camminiamo nei verdi giardini

  • 29899 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social