Una settimana a Zanzibar

Soggiorno di una settimana nell'incantevole Isola africana di Zanzibar

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  • di gigi'
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Siamo partiti da Bologna martedi’ 16 con volo Neos con un’ora di ritardo. Dopo 8 ore di volo, per me travagliate (ho avuto la billante idea di usare i polsini antinausea: inutili. Se avete problemi come me ve li sconsiglio, usate piuttosto le Travelgum), atterriamo a Zanzibar. L’aria calda e umida che ci accoglie appena scesi dall’aereo ci fa capire che non è un sogno: finalmente, dopo 2 anni di non ferie, siamo a Zanzibar!

Siamo abituati ai piccoli aeroporti, ma questo presenta una novità: il classico rullo per i bagagli non esiste! Tutte le valigie sono accatastate nell’unica saletta che è l’aeroporto! Per fortuna un uomo prende in mano la situazione e comincia a gridare i nomi scritti sulle valigie cosi’ finalmente recuperiamo le nostre e saliamo sul pulman che ci conduce al nostro villaggio situato nella costa est dell’isola tra Pwani Michaigani e Kiwengwa.

Ah dimenticavo: dall’Italia munitevi di dollari e euro di piccolo taglio (1 e 5) perche’ vi saranno utilissimi per accontentare i numerosi zanzibarini che chiederanno le mance! Dall’arrivo alla partenza!

Il villaggio è fantastico: abitazioni con il tipico tetto in paglia suddivise in 3 appartamenti al piano terra e 3 al primo piano. Ognuno con ampio bagno munito di doccia in mosaico, 2 lavandini, wc e bidet; lussuosa camera da letto con baldacchino e zanzariera, tv, dvd-cd, minibar e grande porta-finestra con all’esterno terrazzino con tavolino e poltroncine. Noi avevamo vista sul giardino e su una piccola piscina.

Il villaggio è dotato di 5 ristoranti: a buffet, italiano, africano, asiatico e a la carte con specialita’ pesce situato sulla spiaggia. Il cibo è ottimo e abbondante!

C’è una grandissima e bellissima piscina con comodi lettini alcuni a baldacchino con bianche tendine.

Noi pero’ preferiamo la spiaggia: candida sabbia bianca e acqua cristallina. Gia’ il primo giorno ci tuffiamo: com’è calda l’acqua! Purtroppo a riva ci sono un po’ di alghette, ma nulla in confronto a quelle trovate 4 anni fa sulla spiaggia di Malindi. Il fenomeno della bassa marea è spettacolare. La mattina del 2° giorno ci ha permesso di fare una lunga passeggiata verso la barriera accompagnati da un beach boy che si fa chiamare Salvatore. Ci ha mostrato delle meravigliose stelle marine sia rosse che nere. Che belle foto abbiamo fatto! Un consiglio: noi avevamo le scarpette di gomma che ci sono state molto utili visto che durante la passeggiata il cammino era roccioso.

A proposito dei beach boys: ragazzi simpatici, un po’ insistenti nel proporti souvenir e gite, parlano l’italiano meglio degli italiani! Noi abbiamo comprato da loro un’infinita’ di souvenirs ( parei, portachiavi a forma di animali con il nome inciso, ciabatte, magliette, borse in paglia stupende, statuette masai, collanine, braccialetti e degli straordinari quadri dai colori fantastici!) risparmiando parecchio rispetto ai prezzi della boutique del villaggio. Abbiamo anche fatto 2 escursioni con loro: tour delle spezie + visita della capitale Stone Town e la gita alla spiaggia di Kendwa + parco marino.

Il tour è stato fatto in una piantagione dove ci facevano annusare le foglie e le cortecce di alberi e piante x indovinare di che spezia si trattava ( peperoncino, vaniglia, cannella, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata,……….). Ho acquistato una boccettina di essenza di gelsomino e divesi tipi di spezie. Ci hanno inoltre regalato: cappello e cravatta ai ragazzi, borsetta e collana alle ragazze. Tutto fatto a mano intrecciando foglie di palma da cocco. Poi visita alla capitale : il colorato mercato della frutta, quello del pesce (un po’ puzzolente!), i negozi di stoffe e artigianato. Tra i nostri acquisti un bellissimo tappeto in cotone dipinto a mano. Nei negozi vale la regola del contrattare il prezzo. Loro sparano alto ma poi si riesce sempre ad avere uno sconto. Noi piu’ di tanto non insistiamo perché ci rendiamo conto della loro situazione economica. Da dicembre poi, in vista delle imminenti elezioni, la Tanzania ha tolto l’elettricità all’isola. I villaggi turistici e chi ne ha la possibilità utilizzano i generatori, tutti gli altri vivono senza elettricità

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