Ricordi di un weekend tra colline moreniche, laghi, passeggiate e tradizioni carnevalesche

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  • di viaggi63
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Stavo qui distesa (ho una discopatia...tradotto mal di schiena) a guardare la rivista di febbraio di Syusy e Patrizio, leggevo l’articolo dedicato al Carnevale e con la mente sono andata a quella settimana.. quella del Carnevale intendo. Ogni anno tornavo a casa per quel periodo, ad ivrea, (Piemonte ) e facevo il GIRO dei Carnevali.. eh si perché in Canavese, zona del Piemonte è un’avvenimento molto sentito. Ve ne racconto uno molto particolare che permette oltre alla goliardia tanto altro, anche perché almeno per quest’anno il Carnevale in senso classico non ce lo potremmo consentire. Vi racconto la mia due giorni a Chiaverano..e la battaglia dei Tominieri.

Allora, io e Enrico partiamo dalla Provincia di Milano e con un’ora e mezza di auto giungiamo al casello autostradale di Albiano d’ivrea, di li prendiamo la statale che attraverso piccoli paesi, ci porta alle porte d’Ivrea, di li seguiamo le indicazioni per i laghi e Chiaverano. La zona offre un bel panorama: prati, laghi e colline. Qui infatti vi è la SERRA MORENICA, o meglio l’Anfiteatro Morenico: è un rilievo morenico di origine glaciale situato nel Canavese, risale al periodo Quaternario e fu creato dal trasporto di sedimenti verso la Pianura Padana operato nel corso delle glaciazioni dal grande ghiacciaio che percorreva la vallata della Dora Baltea, con i suoi quasi 500km è il più grande d’Europa, un grande e bellissimo anello di alture...Quindi la strada è panoramica e mentre saliamo a Chiaverano passiamo lungo le sponde del Lago Sirio, appena più sopra vi è La Torbiera, altro specchio d’acqua di qui partono innumerevoli passeggiate e sentieri che portano, ad esempio, alle terre ballerine e al lago Coniglio dove si può ammirare il Castello di Montaldo, tra le cui mura e boschi è stato girato il remake de: "La freccia nera", o salire al Mombarone... la scelta è ampia.a piedi, in bici, a cavallo, in canoa, in parapendio.. qui vi è molto da fare si può fare in sicurezza, anche ora, in questo momento complicato, che si tratti di una giornata all’aperto o un weekend o una vacanza riposante. Ecco siamo in arrivo a Chiaverano. Questo paese canavesano nasce da un antico borgo medioevale, di cui è ancora possibile trovare traccia nel ricetto e nei resti del castello. Lungo viottoli tra le vigne, sentieri nei boschi, mulattiere selciate, viuzze campestri, le passeggiate si snodano tra scenari sempre diversi. Ciavran in piemontese, si sviluppa tra una quota minima di 237 metri ed una massima di 792 , Sono famosi in tutto il Canavese(e non solo) i suoi tomini, t un tipico formaggio prodotto da un’azienda artigianale del posto. Ubicata al centro del paese, da generazioni è attiva la distilleria Revel Chion che trasforma le vinacce prodotte dai contadini del posto, i suoi cioccolatini alla grappa sono esportati anche in America, e il rosmarino profumato... che dà vita ad una associazione. Con Enrico andiamo a visitare la Bottega del Frer, una fucina rimasta intatta da oltre un secolo, e visitiamo la bellissima Pieve romanica di Santo Stefano Sessano, con gli splendidi affreschi del XI secolo, che tramanda Clavarius strategica fra feudi e vescovi. Ceniamo con Alessandro e Davide, qui non mancano piccoli locali con le specialità del luogo: salumi, bagna cauda, agnolotti e la carne di razza piemontese..mmmmh. Domani siamo invitati ad assistere a un’evento, il cui protagonista è il celebre Tomino di Chiaverano, piccoli formaggi freschi ottenuti dalla cagliata del latte fresco, io so di cosa si tratta...ma Enrico neanche lontanamente immagina cosa l’attende. Immaginate quindi il suo stupore quando il giorno dopo si ritrova in un prato ad assistere ad una Battaglia dei Tomini!! Alessandro Nuzzo e Davide Cossettini, sono infatti il Presidente e Vice_presidente della Associazione Tominieri Chiaverano, cosa che ho omesso di dire a Enrico... A Chiaverano il Carnevale è sacro tanto quanto a Ivrea, ma qui la battaglia è fatta con i tomini, quelli di scarto quindi non più commestibili e destinati al macero e d’un tratto si trova ad ammirare una nevicata di soffici tomini, i Rioni si danno Battaglia

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