Un'emozione, un solo nome... Kenya

Un po' di mare a Watamu e un safari allo Tsavo East

Diario letto 6483 volte

  • di annaebeppe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

La data tanto attesa sembra essere arrivata … l’11/03/11.

E’ stato un anno di grandi cambiamenti e di grande stress e io e Beppe abbiamo proprio bisogno di questa vacanza.

E’ la prima volta che lui vola oltre oceano. La decisione del luogo non è stata semplice, volevo che per Beppe fosse una cosa veramente speciale e che se la portasse dentro per il resto della vita; considerando il suo carattere sensibile e attento ho pensato che l’Africa potesse fare breccia nel suo cuore e così ho proposto il Kenya come nostra meta… mi aveva sempre affascinato. La decisione è stata accolta con molto entusiasmo.

Siamo partiti da Bologna e siamo atterrati dopo 8 ore di volo. Scesi dall’aereo veniamo subito avvolti dal clima tropicale e in lontananza,con le prime luci dell’alba leggiamo Welcomes you to Mombasa. Ci siamo, siamo in Africa. Beppe si guardava intorno incredulo, non so se era più incredulo del fatto che era in Africa o del fatto che l’avevo convinto a fare 8 ore di volo! Attendiamo i bagagli che sembrano non arrivare più, bè l’organizzazione non è delle migliori ma in fondo, Hakuna Matata! Ci caricano su un pullman datato e senza aria condizionata, il caldo è soffocante ed arriviamo a Watamu dopo un paio d’ore devastati dalla stanchezza.

Soggiorniamo al Barracuda Inn della Condor. Ci assegnano il nostro bellissimo bungalow; letto a baldacchino, arredo in tipico stile africano, veranda… e scimmietta compresa nel pacchetto!

Il villaggio è piccolo ma accogliente, il mangiare è buono anche se non molto vario. Nel complesso niente male. La spiaggia è la migliore di tutte, gode di un’ottima vista ed è molto vicina all’isola degli innamorati, raggiungibile a piedi con la bassa marea o attraversando il paesino di Watamu e terminando il tragitto con un passaggio in canoa dai locali.

Il primo giorno ci godiamo la spiaggia del villaggio e il primo sole dopo il lungo inverno. Il mare e la spiaggia sono bellissimi e il continuo mutare dell’acqua a causa delle maree incanta.

Il primo giorno veniamo “assaliti” dai ragazzi della spiaggia che vogliono vendere escursioni, oggetti e altro ma alla nostra risposta che avevamo organizzato già tutto dall’Italia veniamo lasciati stare. In effetti dall’Italia avevo contattato un beach boy del posto, trovato su internet, il carissimo Jammy con la quale si è instaurato subito un rapporto di amicizia che continua anche adesso. Vorrei aprire una parentesi su di lui e dire che ci siamo trovati benissimo e che la sua serietà è eccezionale. Come si fa a venire in Kenya e a non organizzare un safari? Non me lo sarei mai perdonata. Ed è così che Jammy ha organizzato 2 giorni al parco Tsavo East con pernottamento al campo tendato (chiesto appositamente da noi) Ndololo Safari Camp.

Siamo partiti per Tsavo la mattina molto presto con il pulmino 4x4 con tettuccio apribile. Abbiamo attraversato molti villaggi, fermandoci qua e là per lasciare un po’ di cose. La realtà africana è molto dura e fa assai male. E’ a contatto con questi luoghi fuori dal turismo che ci si sente rende davvero conto di essere in Africa. Sapevo che avrei fatto breccia nel cuore di Beppe che guardava commosso i bambini che correvano incontro al nostro pulmino con le braccia alzate sperando che buttassimo qualche regalino per loro… sono davvero tanti e vorresti regalare un sorriso a tutti ma non è possibile purtroppo e ci si sente impotenti davanti a loro, ai loro stenti per la sopravvivenza perché è di questo che si parla… non della fatica che possiamo fare noi ad arrivare a fine mese con lo stipendio, concedendoci 1000 lussi… ma si tratta di non sapere se si arriva alla fine della giornata vivi perché mancano l’acqua e il cibo. Ci fermiamo e un sacco di bambini ci corrono incontro, tutti sorridenti, non ci sono musi lunghi e capricci, qui non esistono. E’ il momento di Beppe e distribuisce i quaderni e le matite ai bimbi e approfitto per scattargli qualche foto ricordo… lui mi guarda, capisco che è commosso e adesso ho la certezza che l’Africa ce l’avrà sempre nel cuore e che ricorderà questo viaggio come il primo lontano, il primo insieme. Io lo ricorderò come il primo a cui dare un significato ed è a lui che dedico questo diario

  • 6483 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social