Vietnam e Cambogia risalendo il Mekong, con salto finale al mare in Thailandia

Negli anni scorsi avevamo visitato il Vietnam (dal sud al nord) e la Cambogia (Angkor Wat). Al primo viaggio si visitano le mete più famose ma ci era rimasto nel cuore il Mekong e quindi abbiamo voluto approfondire un po' ...

  • di mrc1962
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

25 dicembre

Can Tho è una delle più grandi città del Vietnam ed è tappa per il Cai Rang Floating Market che ha anche una parte su terraferma; ci sembra la parte più bella, ricca di frutta e colori. Si parte verso il nord, destinazione Chau Doc con tre ore di auto ma con deviazione verso la foresta di Tra Su Bird Sancturay. A bordo della tipica imbarcazione a motore Tac Rang prima e con una barca a remi poi, per un’ora circa si percorrono corsi d’acqua all’interno degli 850 ettari di foresta pluviale alla ricerca di bellissimi uccelli colorati, in un ambiente tutto colorato. Le numerose foto che si trovano in rete rappresentano correttamente quanto si vede dal vivo: una tappa obbligatoria … ed anche qui pochissimi turisti, che bello. Per la sera di Natale ci attende il Victoria Nui Sam Lodge che sorge su una collina a Chau Doc. Attenzione a non confondersi con il Victoria Chau Doc che è invece a valle ed affacciato sul fiume. Solo dal Nui Sam si gode di una vista mozzafiato sulla pianura sottostante; quando arriva il tramonto … centinaia di foto alle risaie dove si riflettono i diversi colori del sole man mano che scende all’orizzonte. Come si suol dire: vale il viaggio.

26 dicembre

Si parte alla volta di Phnom Penh con un motoscafo veloce che ha a bordo una trentina di persone. Sono cinque ore di navigazione tutto sommato piacevoli. Ci si ferma a metà percorso al confine Vietnam/Cambogia per fare il visto; non necessario per l’arrivo in Vietnam, almeno per quest’anno, richiesto invece per l’ingresso in Cambogia (37 USD + 2 fototessera a testa). Phnom Penh ci accoglie con un bel caldo per cui l’immediata visita al tempio buddista Wat Phnom si fa con un po’ di fatica dovendo risalire la, per altro unica, collina della città.Da un ATM preleviamo USD e non utilizzeremo altra moneta. Più interessante la visita del Palazzo Reale anche se con il caldo si cerca riparo all’ombra. La giornata si chiude con la visita al Museo del genocidio Tuol Sleng. Battezzato Ufficio di Sicurezza S-21 era il luogo in cui i Khmer rossi di Pol Pot imprigionarono ed uccisero 17.000 persone. In quattro anni (dal 1975) furono uccisi 1,6 milioni di cambogiani pari al 25% della popolazione, la più colta, con l’obiettivo di stabilire una nuova società agraria completamente autosufficiente. Faccio sempre fotografie ma qui ho spento tutto e per sempre ricorderò questo triste luogo. E’ utile ricordare che altra cosa è l’etnia Khmer la cui civiltà ebbe il massimo splendore tra il IX e l’XIII con la costruzione di Angkor Wat e che è l’etnia principale della Cambogia. I Khmer rossi sono stati insomma un tragico errore della storia. Per cena siamo all’ottimo Romdeng dove, in compagnia di una famiglia di italiani conosciuti la sera prima, e che scopriamo essere quasi vicini di casa a Milano, assaggiamo tra le altre cose la tarantola che sa di... mah non saprei, di certo qualcosa di non memorabile; è solo una questione di coraggio.

27 dicembre

Si parte per Kratie ed è il tratto di strada peggiore di tutto il viaggio; circa 6 ore per 300km, in larga parte in costruzione. Iniziano ad intravedersi diverse risaie. Lungo la strada ci fermiamo per pranzo in un ristorantino dove la scelta del cibo si effettua direttamente dai pentoloni esposti: si alzano i coperchi e si sceglie. Giunti nella carina città di Kratie una barca ci porta, in una decina di minuti, all’isoletta di Koh Trong. Molti preferiscono come esperienza il soggiorno in una delle numerose Homestay, ma noi decidiamo di andare all’unico Resort esistente (Rajabori Villas Resort) che è ottimo, ed il prezzo ragionevole. Anche qui ci fermeremmo qualche giorno. Koh Trong è un isolotto rettangolare lungo tre chilometri con una pista ciclabile che corre lungo tutto il perimetro ed in mezzo campi coltivati. Fare il giro richiede un paio d’ore, soste comprese, ma è un’esperienza bellissima. Si incontrano bimbi che tornano da scuola con le biciclettine, agricoltori che si muovono per le loro attività quotidiane ed il tutto nella più assoluta tranquillità. Diverse famiglie vivono in abitazioni galleggianti. Con il driver ci attardiamo per cogliere una papaia che ci viene offerta dalla famiglia della piccola Visa, che si chiama così perché è nata in Thailandia ed il giorno dopo i genitori hanno fatto ritorno in Cambogia: Visa in inglese=Visto d’ingresso in italiano. Tornati a Kratie, dopo il pranzo andiamo a visitare l’area protetta dei Delfini del Mekong. Con una barca si va per un’ora alla ricerca degli Irrawaddy, che ogni tanto si scorgono, un po’ in lontananza. Tipicamente nei safari (Tanzania, Kenya, Namibia e Borneo malese) nella nostra esperienza) ci vuole un po’ di pazienza, che magari dura un paio d’ore al massimo, e poi qualcosa di significativo si vede sempre. Qui invece abbiamo la sensazione che se dovessimo stare anche più a lungo non otterremo grandi risultati, soprattutto fotografici; ma è comunque una esperienza da fare sia per il paesaggio che la tranquillità del luogo

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