Vietnam sull'acqua e tra i motorini

Un tour da nord a sud utilizzando aerei, autobus, auto, barche e risciò

  • di ziadenny 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Per la nostra prima esperienza in Asia ho scelto il Vietnam. Non c'era un motivo particolare, da qualche parte si doveva pur cominciare, quindi inizio a leggere diari di viaggio, forum, recensioni, guide e... sì, sembra proprio che la scelta sia giusta. Agosto non è proprio il mese più indicato, ma in effetti pare che non lo sia per buona parte del globo, dunque per quanto riguarda il meteo prenderemo quello che verrà.

Acquisto i voli con Emirates dal 5 al 23 (voli non proprio economici, ma i migliori per aeroporto di partenza e scali), faccio i visti online, contatto un'agenzia locale x alcune escursioni e sono pronta per iniziare la pianificazione del viaggio.

HANOI: 6-7 AGOSTO

Dopo un volo perfetto e una discreta fila per il controllo dei visti, nel primo pomeriggio facciamo il nostro ingresso in Vietnam. Una botta di caldo-umido allucinante e un numero folle di motorini ci danno il benvenuto.

Hanoi sarà la base per la prima parte del viaggio alla scoperta del nord.

Il primo pomeriggio lo dedichiamo alla città vecchia, non prima però di essere stati attentamente istruiti dal ragazzo della reception su come muoverci nel fiume di motorini che non si ferma mai. Basta procedere tranquillamente con passo cadenzato, senza brusche accelerazioni, arresti improvvisi o cambi repentini di direzione. Saranno loro a capire la nostra traiettoria e ci eviteranno. Lo avevo già letto e riletto prima di partire. Facile dai. Facile da dire, perché da fare è tutta un'altra cosa. Restiamo impalati sul bordo della strada a dire... adesso... adesso... no aspetta... ma un quarto d'ora dopo siamo ancora lì. Ok, bisogna risolvere la situazione. Guardiamo avanti... e cinque, sei, sette, otto, partiamo. Sudiamo freddo, ma a quanto pare funziona!

Giriamo per la zona definita “delle 36 strade” che però ci lascia un po’ delusi, forse avevo letto troppo in merito al fatto che ogni via corrisponde ad un antico mestiere e alle mercanzie in vendita mentre i negozi sembrano tutti uguali e molto anonimi. Ci piace invece particolarmente osservare l'incessante viavai di persone che trasportano ogni cosa a piedi con i caratteristici bilancieri o su bici e motorini carichi all'inverosimile. Anche la particolare architettura delle case definite “a galleria” con la facciata stretta stretta e alta è interessante. Altra cosa che cattura la nostra attenzione è il fatto che ogni attività si svolge in strada. Dal commercio, ai pasti, ai servizi tutto avviene per terra o su piccolissimi sgabelli in plastica ai bordi della via.

Dopo aver girovagato a caso per la città vecchia (impossibile seguire l'itinerario letto sulla guida, o almeno per noi lo è stato) ci dirigiamo verso il ponte Long Bien, indicato come bello e romantico al tramonto, ma non ci troviamo nulla di particolare, tranne l'incredibile quantità di motorini che lo attraversa incessantemente. Ci piace molto invece il lago Hoan Kiem , perfetto per una tranquilla passeggiata. Ci sediamo anche noi su di uno sgabellino ai lati della strada e ceniamo con spiedini alla griglia serviti in una baguette con salsa. Ottimi e ad un prezzo irrisorio.

Il giorno seguente è tutto dedicato alla scoperta della città . La giornata qui inizia non appena c'è un filo di luce. Alle 6 usciamo e restiamo allibiti da come sia già tutto un brulicare di persone intente alle loro attività. Formichine operose è la definizione che mi è venuta in mente ogni volta che ho osservato gli abitanti del Vietnam al lavoro

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