Vietnam: "caos calmo"

Da Bangkok ad Hanoi, poi a sud fino a Saigon

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  • di enzo46
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Difficile raccontare un mese intenso e bellissimo, passato tra sorrisi, motorini, frutta esotica, giovani e tranquillo caos.

Parto da qui, dallo spettacolo più bello che è dato, secondo me, dall’etica e dalla cultura di questo popolo. Un popolo giovane, intanto: ovunque tu guardi, in strada, vedi giovani e motorini. Ma è tutto il Paese che guarda in avanti, che vuole uscire dalla miseria e dai lutti, che si “arrampica” sulla scala sociale.

Nel museo della guerra a Saigon, che contiene la documentazione delle barbarie della guerra, un posto di rilievo è dato dalla valutazione di Trip Advisor sul gradimento del museo stesso, tanto per dire che pur non dimenticando il passato, i vietnamiti non si piangono addosso.

Agenzie specializzate organizzano tour degli ex soldati che avevano invaso il paese e li portano sui luoghi che avevano bombardato o in cui avevano combattuto. Compresa l’esperienza di sparare, di nuovo, con le armi d’epoca.

Ma è anche un paese dove tutti i giovani spippolano con il telefonino ed in cui trovi wi fi ovunque, non solo nelle camere di tutti gli alberghi ma anche in tutti i ristoranti e, come mi è successo, nel pieno del deserto di Mui Ne.

Insomma un paese che vuole crescere e cresce realmente a ritmi altissimi e questo per ora mette in secondo piano le restrizioni alla libertà politica che pure sussistono. Ma a differenza di Cuba non da l’impressione di un paese “militarizzato”.

A questo si aggiunga la “filosofia” orientale che cerca di evitare conflitti e contrapposizioni, che si basa sulla reciproca comprensione e considera l’egocentrismo come una colpa sociale.

Non si capirebbe altrimenti nemmeno il traffico, che si basa appunto sul fatto che ognuno non tenga di conto solo dei segnali o delle proprie esigenze, ma sia estremamente disponibile a capire anche le esigenze degli altri.

Ne viene fuori un caos indescrivibile, un “caos calmo” in cui si intrecciano flussi di traffico che vanno in sensi diversi, senza incidenti e senza rabbia.

E si impara anche noi, abituati al razionalismo, alle regole, alla classificazione, si impara anche noi ad attraversare le strade.

La prima regola è “se vedi una strada con poco traffico, attraversala” che può sempre tornare utile.

La seconda regola è che non è l’attraversante che deve cercare di evitare i motorini, ma vale la regola opposta. Tu attraversi, con andatura costante e senza scarti, e “loro” ti evitano. Le auto sono invece più “cattive” perché sono meno agili.

Questo indipendentemente se sei o meno sulle strisce, che sono segnali della nostra civiltà che inquadra e seleziona, mentre la loro è molto più volta alla “complessità”.

Il corollario generale è però stringente: mai arrabbiarsi! Non vale la pena e poi siamo pure in ferie. Magari sorridere, per ricambiare i loro, perenni e sinceri, sorrisi.

Il Vietnam è un paese che corre, e ci sono tanti dei segnali di uno sviluppo caotico e contraddittorio, ma noi siamo visitatori che non vanno per giudicare ma per capire. E siamo amici di questi piccoli uomini e di queste flessuose e belle ragazze che incrociamo.

Veniamo agli aspetti pratici. Siamo arrivati a Bangkok da Roma con Ehtiad con un volo attraverso Abu Dhabi perfetto.

Avevamo prenotato a Bangkok per 4 notti al feung nakorn balcony rooms & cafe, di medio livello.

Buona l’ubicazione vicina ai palazzi più importanti ma di media qualità la camera, senza una vera finestra e di modesta qualità nell’arredamento.

Per la visita agli edifici più importanti ed ai mercati si può far riferimento alle guide che certamente vi accompagneranno.

L’impressione del Palazzo Reale e dei complessi religiosi e politici è grandiosa, così come il primo impatto con i mercati, sia quelli “storici” che quelli più “moderni” e consumistici.

Ma non sapevamo ancora che in VietNam saremmo andati “oltre” nella confusione e nella somma di colori, sapori e brulicante umanità sorridente.

Poi volo da Bangkok ad Hanoi e qui faccio subito una nota positiva per tutti i vettori interni che abbiamo usato (Airasia, Vietnam aerlines e VietJet) che sono risultati ottimi. Certo, spartani, ma i voli durano circa 1 ora e ½ e quindi c’è poco da brindare ad ostriche e schampgne. L’importante è stato che i velivoli apparivano (e poi sono stati all’atto pratico) affidabili ed abbastanza nuovi.

Ad Hanoi era ad attenderci il taxi dell’Hotel Serene che ci ha portato nel centro storico.

Qui primo vero impatto straordinario con questo intrico di strade che sono un mercato permanente ed immanente.

Sui gradini del Serene, o nelle immediate vicinanze, si affettano carpe, si espongono carni e pesciolini rossi da mangiare, si servono pranzi nei minuscoli tavoli rossi in plastica.

Una menzione speciale per l’Hotel Serene e per le sue gentilissime ed efficienti ragazze. Camera più che accettabile, ma quando la mattina arrivavamo nella hall sempravamo l’apparizione della Mdonna di Lourdes, dai saluti e dai sorrisi che ci accoglievano.

Poi nel seminterrato per la colazione, con preparazione espressa di alcuni piatti (cosa che troveremo poi in quasi tutti gli hotel).

Inizia quindi il giro “standard” di Hanoi, dal teatro dei burattini d’acqua, al museo Ho Chi Min, dal tempio della letteratura al Lago Hoan Kien con una stagione grigia e con brevi pioggiarelle (eravamo ai primi di Febbraio).

Sempre il personale del Serene ci organizza la gita di due giorni (una notte) nella baia di Hai Long. Imperdibile e bellissima gita, specie se organizzata dal vettore convenzionato con il Serene che si è dimostrato veramente affidabile.

Abbiamo amato veramente Hanoi, quel centro storico tumultuoso, con i marciapiedi che sono ristorante, mercato, centro espositivo, posteggio dei motorini. Insomma tutto, escluso luoghi di transito dei pedoni.

Dopo 6 giorni volo per Hue che però parte dall’aeroporto dei voli nazionali. Arrivo in città nell’imminenza del Tet e di nuovo Hotel Serene Palace. Anche in questo caso troviamo ad attenderci il taxi concordato con l’hotel via mail.

Questo più elegante, anche se la strada è altrettanto secondaria, ma la stessa gentilezza e disponibilità.

Loro ci organizzano, bene, la gita alla città imperiale e ad una pagoda, con la barca sul fiume.

Bellissima tutta la gita ed anche la vita “notturna” della città che però lasciamo dopo solo due notti, sbagliando (me ce ne siamo accorti a posteriori) perché avrebbe meritato un soggiorno più lungo.

Trasferimento a Hoi An con un taxi che si sofferma sui punti più interessanti del tragitto per la modica somma di 20 €.

Ad Hoi An avevamo prenotato a Villa Hoa Su – Frangipani Village Resort. Scelta sbagliata perché troppo lontano dal centro, con poca attenzione da parte dell’unica addetta incontrata e con una camera spaziosa si, ma “dotata” di due scalini all’altezza del letto, che dovevano essere state concordate con il reparto ortopedia dell’ospedale

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