Esplorando il Vietnam... fai da te

L'eleganza di Hanoi, la bellezza di Hoi An, la frenesia di Saigon e la natura del Delta del Mekong

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  • di kasta83
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Cat Ba Town - 25/11/13

Dopo un viaggio stancante aereo-aereo-aereo-taxi-barca-bus, ieri sera siamo finalmente giunti nella nostra tappa iniziale di questo viaggio in Vietnam. Prima volta in Asia. L’impatto è cosi cosi; l’aeroporto di Ho Chi Minh City (HCM) in cui abbiamo fatto scalo non corrisponde al nostro ideale di aeroporto di città di 5000000 di persone: sporcizia, pochi negozi, pochi servizi in generale. Tant’è, siamo di passaggio solo per un volo interno che ci porta a Haiphong, a sud di Hanoi. Unici occidentali sul volo, ci facciamo qualche domanda. Un attivissimo tizio senza un braccio si prodiga a tirar giù bagagli dalla cappelliera salendo sul sedile, come se nulla fosse e ricambia il nostro sguardo incuriosito presentandosi dandoci l’unica mano rimasta: primo sorriso vietnamita. Ad Haiphong veniamo assaliti da orde di taxisti in cerca di una preda da sbranare; purtroppo non abbiamo alternative, dovendoci spostare in un porto fuori città. Tuttavia, nonostante le apparenze, il viaggio fila liscio, il taxista è onesto e non vuole abbandonarci nelle risaie per depredarci, bensì ci porta al punto di partenza delle barche per l’isola di Cat Ba, il porto di Dinh Vu. Qui ci imbarchiamo, sempre ovviamente unici occidentali, con abitanti locali dotati quasi tutti di motorini, tant’è che arrivati sull’isola rimaniamo da soli alla stazione dei bus, ad aspettare un’altra imbarcazione che svuota decine di altre persone, tra cui-finalmente- gente con occhi rotondi e pelle rosea. Dopo un’ora di bus si arriva a Cat Ba Town, una schiera di hotel di cemento un po’approssimativi su un lungomare fronte-baia carina. Individuiamo il nostro in una via laterale, evitando persone che vorrebbero venderci qualunque cosa. L’hotel Cat Ba Palace ci offre una stanza carina, pulita e abbastanza spaziosa per cifre vietnamite (57 $ per due notti a camera). Cena in locale internazionale (tra fuso e 30 h di viaggio non siamo pronti a cibo locale) e prenotazione per l’escursione del giorno dopo. Dopo 11 h di sonno ristoratore siamo pronti quindi a conoscere questo paese. L’escursione (Cat Ba Ventures) prevede la partenza da un porticciolo assieme a un’altra coppia, con una guida che parla molto bene inglese e altri 2-3 soggetti (tra cui il capitano della nave) non meglio identificati. Si inizia a esplorare la bellissima baia di Lan Ha, con faraglioni di calcare coperti da vegetazione fittissima che sorgono in mezzo al mare e attraverso cui, con ritmo assai tranquillo, passiamo. Lo scenario è meraviglioso e tra l’altro ben poche sono le imbarcazioni con turisti a bordo. Per questo abbiamo scelto come base Cat Ba, rispetto ad Halong City, da cui partono escursioni nella più celebre Halong Bay (patrimonio Unesco) che noi comunque raggiungiamo dopo un po’. Lo scenario è simile, ma con spazi più larghi e qualche imbarcazione in più. Dopo una breve visita a una grotta, ci concediamo un pranzo a base di pesce in barca e subito dopo un’oretta di fantastico kayak tra baie nascoste raggiunte attraverso tunnel nella roccia. Senso di pace estremo, sembriamo dei piccoli esploratori a confronto di imponenti massicci di roccia coperti da giungla. Tornati a bordo, proseguiamo il giro e ci fermiamo per un tuffo. Contrariamente a quello che pensavamo, infatti, il sole ha deciso di accompagnarci nella giornata con temperatura più che gradevole. Anche l’acqua è perfetta, il fondale non è granchè esplorabile perché un po’torbido, ma comunque l’acqua è pulita. Al rientro, ultime foto a un tramonto mozzafiato sulla baia.

Hanoi - 26/11/2013

Stamattina abbiamo effettuato un’escursione con la medesima agenzia di ieri per un mini-trekking di un’oretta nel parco nazionale. Sentieri tra la foresta fino alla cima (255 m) di una collina da cui ammiriamo uno splendido panorama sulle alture coperte da foresta dell’isola. Tornati a valle, sempre con la guida ci portano a vedere una grotta che durante la guerra era usata come ospedale dai vietnamiti. La grotta non è un granchè e la visita dura 10 minuti o poco più, ma tanto era comunque compresa. Tornati in città, ci prepariamo al viaggio-odissea verso Hanoi. Bus-barca-bus-bus. Ad Haiphong, gli unici occidentali del bus (ovvero noi 2 e una ragazza tedesca) vengono “scaraventati” al volo giu dal primo bus e, accompagnati da uno strano tizio dal lavoro ignoto, ci spostiamo nel bel mezzo di una trafficata rotonda del centro ad attendere l’ultimo bus. Non capiamo il criterio di tutto ciò, tant’è che dopo un paio di sigarette il tizio individua un bus con la scritta HANOI e, caricate le valigie, con il mezzo in movimento saliamo su di corsa tutti e 3 guardandoci e ridendo. Dopo circa 2 h e mezza di clacson, fermate improvvise a caricare gente per strada, musica e video vietnamiti da mettere a dura prova la nostra occidentale tolleranza. Un paio di episodi sono degni di nota: buttando distrattamente lo sguardo fuori dal finestrino, vedo un ragazzo steso a terra, incosciente, in una pozza di sangue, verosimile vittima di incidente motociclistico in un folle traffico simil-autostradale e una sola persona vicina a proteggerlo dalle macchine e moto che indifferenti continuano a passargli a 1 metro. Il secondo episodio è una donna che, a una fermata di circa 2 minuti per caricare alcune persone, sale sul bus per vendere frutta e altri alimenti non meglio definiti, che credo costino “offerta libera” perché non dà mai resto e raccoglie banconote senza controllare. Ma non è finita qui

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