Lonely Vietnam ovvero donne che viaggiano da sole in Asia

Le principali città del Vietnam, i templi rimasti indenni ai bombardamenti, le colorate pagode khmer del delta del Mekong e un po’ di mare in terra di frontiera

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  • di egi2010
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Se avete lasciato in malo modo il vostro ultimo amante, se l’amore della vostra vita ha deciso improvvisamente di andarsene o se semplicemente siete felicemente single e avete voglia di un viaggio, è il momento giusto per il VietNam, nulla di impegnativo per il fisico e una miriade di spunti per la mente.

La stagione non è mai perfetta ma, nemmeno completamente sbagliata, visto che il VietNam si sviluppa per circa 1600 Km da nord a sud, troverete sicuramente una zona climatica adatta al vostro umore e un percorso compatibile con i vostri interessi.

Pur non trovandomi in nessuno dei casi sentimentali sopra citati, parto di pessimo umore e viaggio da sola.

Per non peggiorare il mio stato mentale, vorrei evitare le zone di guerra e tutti i musei che ne tracciano in modo più o meno oggettivo fatti e misfatti, dunque snocciolo un itinerario che include le principali città ed i templi rimasti indenni ai bombardamenti, le colorate pagode khmer del delta del Mekong ed un po’ di mare in terra di frontiera.

28-29 dicembre 2012

Volo Air France Parigi-Hanoi, un diretto di lusso che non ti fa perdere nemmeno un giorno di viaggio, caro arrabbiato ma ne vale la pena, arrivo ad Hanoi pimpante il 29 dicembre alle 6.30.

Coda per il VOA (Visa On Arrival – costo 12USD per Invitation Letter e 24 USD per VISA) e finalmente esco dall’aeroporto, non prima di aver cambiato un po’ di Euro in Duong e conservato in tasca USD in tagli piccoli che servono per le emergenze.

Clima grigio ma non freddo.

Qui in Asia è così facile verificare e prenotare tutto on-line che persino i più incalliti backpackers cedono alla tentazione di accaparrarsi le stanze migliori via internet. E dunque la mia stanza al Finnegans2 con vista sul parco cittadino include il pick up on arrival e l’autista con cartello in attesa al varco passeggeri. Quando si è da sole qualche coccola fa piacere.

L’hotel non è male, la stanza è in mansarda e dalle finestre del tetto si può dare un’ampia occhiata ad Hanoi, una città rumorosa, grigia ma molto animata, come inizio è perfetto.

Colazione con frutta e caffè offerta dall’efficiente gestore e parto per l’esplorazione della città.

Azzardo i primi attraversamenti pedonali da suicidio nell’intenso via vai di motorini e biciclette.

Si deve osare e procedere con decisione, loro tendono ad evitarvi, ma non dovete assolutamente fermarvi o rallentare il passo perché in quel caso il successo non è garantito.

LonelyPLanet alla mano raggiungo il lago Hoan Kiem, attraverso il Ponte Rosso - non perdete assolutamente il trash notturno delle sue lucine al neon multi colore - ed entro nel tempio Ngoc Son. Un luogo pacifico e ordinato. Turisti e fedeli locali si mescolano tranquillamente lungo le brumose rive dell’isolotto cittadino da cui si può intravvedere la Thap Rua ovvero la Torre della Tartaruga che emerge dalle acque.

Esco e mi avventuro a caso per le vie della città vecchia che sono tutte un banchetto ed un negozio.

Ci sono persino negozi di lapidi preconfezionate, manca giusto il dettaglio della foto e dei dati anagrafici.

Nonostante il fuso, l’appetito mi colpisce mentre transito davanti al Namaste, un ottimo locale indiano dove mi fermo per un breve pranzo. Lassi quasi identico all’originale.

Mi concentro nuovamente sulla città vecchia e dopo aver valutato un po’ i prezzi, mi iscrivo ad una delle numerose gite per la Pagoda dei Profumi: bus, barca, pranzo, salita in ovovia e discesa a piedi.

Il clima, come previsto, è grigio e freddino ma sopportabile. Mi ributto tranquilla nel caos commerciale fino a che fa buio, non sono nemmeno le 19.00

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