Vietnam del sud: wet wet wet

Luca e Aga alle prese con la stagione delle piogge!

  • di LucAga
    pubblicato il

Lasciamo Hanoi, ricoperta da un cielo grigio che promette una bella scarica di pioggia, comodamente sdraiati nei piccoli letti del nostro sleeping-bus, direzione Hue. Felicissimi di andare a Sud, a visitare alcuni siti Unesco ed a godere dell'esotica bellezza delle stupende spiagge vietnamite. Già dopo poco più di un'ora ci troviamo in mezzo ad un temporale. Dopo circa un'altra oretta la pioggia è ancora lì a farci compagnia, ma siamo positivi, siamo ancora a Nord, giù fa caldo, c'è il sole! Niente da fare, non ci liberiamo della perturbazione nemmeno quando arriviamo a destinazione. E' ancora presto, troviamo rapidamente una buona guesthouse e crolliamo tutti e tre sfiniti dal viaggio e dalle poche ore di sonno. Ci svegliamo dopo qualche ora e decidiamo di visitare la città ugualmente, anche sotto l'acqua che non sembra aver intenzione di smettere di cadere dal cielo. Come tre fantasmi, avvolti nelle nostre lunghe mantelline, ci dirigiamo verso la città vecchia.

Il centro storico di Hue è circondato da delle alte mura ancora ben conservate, mentre il resto della città è andato distrutto dal trascorrere degli anni e dalle bombe americane. All'interno delle mura vi è la Città Proibita, così chiamata perchè era riservata al Re, alle sue mogli ed alla servitù, nessun altro era autorizzato ad accedervi. Al suo interno si possono ancora osservare alcuni templi ed altri edifici storici, mentre al di fuori c'è ben poco da vedere. Ulteriori siti d'interesse sono sparsi lungo il fiume Song Huong, sarebbe quindi consigliabile fare un giro in barca, fermandosi a visitare le tombe dei Re ed i bei templi che sorgono sulle sue sponde. Purtroppo la pioggia non ci ha dato mai tregua, fiaccando la nostra voglia di visitare la città; abbiamo quindi preferito spendere le giornate tra il mercato coperto e le varie Bakery che sfornano torte e dolci ad ogni ora del giorno.

Chiacchierando con la gente del posto scopriamo che questa è la stagione delle pioggie nel Cento-Sud Vietnam (porca miseria!) quindi sarà davvero improbabile trovare bel tempo. Ci viene però detto che più a Sud la perturbazione non dovrebbe essere ancora arrivata e dovrebbe essere bello; decidiamo così di partire alla volta di Hoi An, nuovamente con uno sleeping-bus. Ah, ricordatevi che fa un freddo bestia la notte, per via dell'aria condizionata sempre accesa, quindi portatevi una maglia pesante, una sciarpa o qualcosa per coprire il collo e, magari, del nastro isolante spesso per tappare i diffusori dell'aria.

Alle 4.00 di notte veniamo bruscamente strattonati da uno dello staff del pullman, è la nostra fermata. Cavoli, piove ancora, e di brutto! Tempo 5 secondi ed il bus si ferma; non è che possono avvisare qualche minuto prima, di modo che si possa recuperare i propri averi con un minimo di calma... Avere gente intorno che ti mette fretta, parlando una lingua di un altro pianeta, quando si è ancora con la mente totalmente appannata dal sonno, non è sicuramente il modo più delicato per iniziare la giornata. Comunque, sia io che Aga abbiamo avuto un ottimo training sin da piccoli, entrambi "grazie" ai nostri papà. Il mio entrava in camera e tirava su le serrande ad una velocità supersonica, creando un rombo che dallo spavento faceva appiccicare me e mio fratello al soffitto, oltre a venire brutalmente accecati dalla luce del sole... Se non c'era il sole e noi ci riaddormentavamo, oltre ad accendere la luce, ci stringeva il ditone del piede fino a che non ci svegliavamo per bene... La giornata da lì in poi non poteva che migliorare! Ad Aga, invece, suo padre le toglieva semplicemente la coperta, lasciandola congelare nelle gelide temperature polacche... Oppure, se non era cosi freddo, la prendeva per una gamba e la trascinava fuori dal letto! Ci provassi io credo mi farebbe volare dalla finestra, senza nemmeno avere la cortesia di aprirla! :-)

Comunque sia, ci lasciano in mezzo ad una strada statale appena fuori le mura della città. Decidiamo di aspettare che sorga il sole e che smetta di piovere (illusi) in un piccolo caffè a bordo strada. Spendiamo lì circa 3 ore, seduti all'unico tavolino che si affaccia all'interno del piccolo appartamento dei proprietari, ascoltando musica tecno e giocherellando con le 3 piccole figlie che si preparano ad andare a scuola. Data l'insistenza della pioggia, decidiamo di prendere un taxi sino alla guesthouse. Questa volta usciamo subito, sempre avvolti nelle nostre mantelline... Fossimo stati in quattro avrebbero potuto scambiarci per i TeleTubbies. Hoi An è davvero bella. Una serie di piccoli vicoli che si snodano tra antiche abitazioni cinesi e templi molto affascinanti, il tutto intorno al fiume Thu Bon, che in quei giorni, data l'abbondante pioggia, invadeva già buona parte dell'adiacente via pedonale ed arrivava sino alle porte dei ristorantini e dei bar dall'altra parte della strada. Se una città riesce a colpirti nonostante il brutto tempo, allora vuol dire che ha davvero qualcosa di speciale. Siamo stati benissimo ad Hoi An, anche se non abbiamo potuto visitare le sue bianche spiaggie a causa del cattivo tempo, ma tra il suo mercato ed i bei localini sparsi nel centro storico, abbiamo trascorso delle piacevolissime giornate. Al mercato è possibile gustare le specialità del posto, come il Cao Lao ed i White Rose, a prezzi bassissimi, mentre molti localini lungo il fiume vendono birra di propria produzione ad un prezzo pericolosamente basso, circa 0,12€ al bicchiere. E qui ad Hoi An non scherzano mica, è una delle birre più buone che abbiamo bevuto sin dall'inizio del viaggio

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