Cambogia e Vietnam, spunti di viaggio

Ciao, siamo appena rientrati da un viaggio in Cambogia e Vietnam. E' proprio questo l'ordine che abbiamo seguito, contrariamente all'itinerario dei molti racconti letti abbiamo preferito visitare come prima tappa Angkor...

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  • di andreaerafaella
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ciao, siamo appena rientrati da un viaggio in Cambogia e Vietnam. E’ proprio questo l’ordine che abbiamo seguito, contrariamente all’itinerario dei molti racconti letti abbiamo preferito visitare come prima tappa Angkor, ritenendo che sarebbe stata dura poi affrontare i templi dopo venti giorni di caldo e fatiche. Siamo ancora convinti che l’idea sia stata giusta. E forse anche per questa ragione non abbiamo trovato confusione e abbiamo incrociato veramente pochissimi connazionali. Qualche riflessione.

Visti. Entrando in Vietnam via fiume e non con l’aereo non abbiamo potuto usufruire del servizio visti on-line. A questo punto le scelte possibili erano due, visto all’ambasciata di Roma al costo di 60 euro + 10 di spedizione oppure direttamente in Cambogia ad un costo sicuramente più contenuto. Abbiamo scelto di partire con i visti giù fatti, qualche soldo speso in più ma molte seccature in meno, il tempo in Cambogia l’abbiamo sfruttato per visitare anziché perderlo in burocrazia. Peraltro prima di farci salire sulla barca che ci avrebbe condotto alla frontiera hanno verificato che fossimo già in possesso dei visti, non avremmo dunque potuto farli al confine, sarebbe stato necessario pensarci già a Phnom Penh. Il visto per la Cambogia l’abbiamo invece fatto on-line, e contrariamente a quanto avevo letto non ci hanno fatto pagare nulla in uscita dal paese.

Clima. Caldo, umido, ma sinceramente pensavamo peggio. E la stagione delle piogge ha prodotto qualche acquazzone (quando eravamo sempre al coperto) e due interi giorni di pioggia che fortunatamente abbiamo trascorso in gran parte impegnati a spostarci con i mezzi pubblici. L’aspetto positivo della stagione delle piogge è che regala paesaggi verdissimi e scorci incredibili.

Alberghi. Abbiamo prenotato tutto via internet e ci siamo trovati bene su tutti ad eccezione di quello di Hanoi (diciamo un po’ sporchino, ma su richiesta hanno fatto pulizie supplementari al bagno!). Il fatto di avere già prenotato tutto ha l’indubbio limite di dovere già pianificare il programma e di avere poche possibilità di variazione (d’altra parte con già due voli interni prenotati non c’era molto spazio per la fantasia), offre però il prezioso vantaggio di non essere presi d’assalto alla discesa di un mezzo pubblico e in molti casi di poter usufruire del servizio pick up dell’albergo.

Bagaglio. Abbiamo usato lo zaino, in molte occasioni assolutamente più pratico di valigie e trolley. Il contenuto può davvero essere ridotto all’essenziale, qualsiasi albergo ha un servizio lavanderia ad un prezzo che si aggira sui due dollari al chilo di biancheria lavata e stirata (e profumata), al di fuori degli alberghi lo stesso servizio si può trovare a tariffe fino a cinque volte inferiori.

Voli interni. Da casa avevamo prenotato due voli interni con Vietnam Arlines pagandoli, poco, con la postepay. In entrambi i voli al check-in ci hanno chiesto di vedere la carta di credito con cui avevamo pagato i voli, e per fortuna casualmente l’avevamo con noi. Onestamente non so cosa sarebbe successo se non l’avessimo avuta, sarebbero arrivati a non farci partire? Non credo proprio….

Navigazione nel Mekong. Esperienza che volevamo fare ma analizzando le varie opportunità avevamo scartato l’opzione dei tre giorni di navigazione essendo totalmente disinteressati alla fabbricazione della carta di riso, e altre simili amenità che avevamo letto nei vari racconti di viaggio e ritenendo eccessivo il tempo trascorso in barca. Nel contempo non ci convinceva l’unico giorno di navigazione, con un programma un po’ limitato e una sfacchinata partendo da Saigon. Alla fine ci siamo mossi in autonomia. Volendo vedere i mercati galleggianti di Can tho, da Phnom Penh abbiamo preso lo slow boat con cui abbiamo attraversato il confine e siamo arrivati a Chau Doc

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Commenti
  1. fiore456
    , 10/9/2010 14:34
    molto strano, io ho trovato persone gentili e per nulla "appiccicose" come ad es. in thailandia. però ne vale cmq la pena1 CIAO

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