Impressioni Vietnamite

Anche quest’anno il nostro amore per il sudest asiatico, dopo Myanmar, Tailandia, Malesia, Indonesia, ci porta in Vietnam. Siamo i soliti quattro amici Alba, Arturo, Daniela e Roberto che dopo una preparazione durata qualche mese si trovano al check in ...

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  • di ArturoB
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Anche quest’anno il nostro amore per il sudest asiatico, dopo Myanmar, Tailandia, Malesia, Indonesia, ci porta in Vietnam.

Siamo i soliti quattro amici Alba, Arturo, Daniela e Roberto che dopo una preparazione durata qualche mese si trovano al check in della Qatar, Roma Fiumicino ore 22.oo. Il volo comodissimo e confortato da una assistenza eccezionale ci porta in 15 ore, compresa sosta per coincidenza, a Saigon. Con il taxi arriviamo in meno di mezz’ora al nostro albergo a Phan gu lao, caratteristico e centralissimo quartiere. La sua posizione ci consente il giorno successivo di andare a piedi a visitare le cose più interessanti di Saigon: il Palazzo della Riunificazione, il museo dei residuati bellici, la Cattedrale di Notre Dame, l’ufficio postale costruito da Eiffel e la elegante via Dong Khoi. La sorpresa più bella l’abbiamo quando sul retro del palazzo della Riunificazione sentiamo della musica e ci dirigiamo verso il giardino di fronte, è l’ultimo giorno del Tet, il capodanno cinese. Pagando una cifra irrisoria per l’ingresso, entriamo in questo splendido parco dove da una parte dei suonatori di tamburi eccitano un coloratissimo drago che provoca la gioia dei bambini. Più avanti vediamo una esposizione di bonsai e di paesaggi creati con rocce, cascate e fiumiciattoli. Composizione floreali aventi come tema la tigre riempiono di profumi e colori tutto il giardino. Si respira un’atmosfera di festa e la gioia dei locali è palpabile.

Il pomeriggio ci troviamo a passeggiare sulla Nguyen Huè , strada salotto di Saigon a due corsie strapiena di persone e di composizioni floreali. I colori e la bellezza delle mille varietà di fiori ci colpisce e percorriamo ammirati e divertiti la strada in su e in giù.

Per riposarci saliamo sul tetto dello Sheraton. E’ quasi il tramonto e quale migliore occasione per bere qualcosa e fare delle foto alla città che si riempie di milioni di luci..

La Lonely ci consiglia di andare a cena al Quan An Ngon. Non lo fate! Taxi e Pullmann vomitano senza sosta turisti che vengono radunati in attesa di un posto a sedere. Dopo qualche minuto arriva un cameriere che dice : "Follow me!" E li comincia la corsa tra sale, corridoi e giardini dietro a questo che non si cura neanche di vedere se lo stiamo seguendo. Bene o male ci trova un tavolo sotto ad un ventilatore a tutto gas. Il tavolo è ancora ingombro dei resti del pasto precedente, ma niente paura, un inserviente con straccetto e vetril dà una pulita sommaria la tavolo e senza mettere tovaglia e tovaglioli prende la comanda. Dopo mezz’ora arrivano tre dei quattro piatti ordinati. Aspetto il mio con pazienza, ma dopo venti minuti i morsi della fame si fanno sentire e mi rivolgo al cameriere chiedendo informazioni sulla mia cena. Passano altri dieci minuti e un altro cameriere molto dispiaciuto si scusa dicendomi che quello che avevo ordinato era terminato. Ordino un’altra cosa pregando una certa urgenza, infatti dopo neanche un minuto arriva il cameriere con una pietanza che non era quella ordinata, ma a detta sua era molto buona e la potevo mangiare…… Il conto per favore!

Finiamo la cena in un altro locale in via Pasteur: quasi peggio.

Non voglio spaventare nessuno. Questa serata è stata l’unica del genere. Abbiamo sempre mangiato ottimamente!

La mattina dopo prendiamo un taxi per l’aeroporto, poi torniamo in albergo: Roberto ha dimenticato la macchina fotografica, poi di nuovo all’aeroporto in zona Cesarini e, con la lingua di fuori ci imbarchiamo per Huè.

Un’ora di volo e dall’estate torrida di Saigon ci ritroviamo sotto una pioggerellina tipo Londra e 12 gradi in maglietta a maniche corte

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