Volare a Vienna!

In senso metaforico, un week-and "mordi e fuggi" alla scoperta di una delle più belle capitali europee... Come in "volo" racconterò le impressioni del viaggio nei modi e nei limiti che il Turista fai da te ha a sua disposizione

Diario letto 8405 volte

  • di ARMIC
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Fino a 500 euro

Sabato 13 Aprile

Appuntamento con Zia Maria e Massimo, Cattedrale Santo Stefano, Il museo di Sissi, La festa del Vino.

Abbiamo dormito in due camere sotto caldi piumini, per Antonia qualche problemino: ha dovuto ricorrere ad antidolorifici perché il giorno prima ha subito una piccola incisione all’orecchio destro. Dimenticavo, ci sono due bagni uno con la “tazza” e l’altro con doccia e lavandino, manca il bidet ecco credo che un regolamento europeo sui “cessi” vada adottato (ovviamente scherzo, non sui servizi ma sui regolamenti talvolta inutili). L’appartamento è ben riscaldato, fuori il cielo è grigio e la temperatura è rigida ci sono quattro gradi. L’Austria è uno dei paesi europei che adotta l’euro, almeno in questo, ci sentiamo simili e poi lo spiegherò. L’impatto: Dopo le pillole mattutine, prendiamo un buon caffè italiano con la moka inseparabile di Enzo e poi pronti per la città. All’angolo troviamo il primo bar che ci capita così per rompere il ghiaccio entriamo e facciamo colazione con cornetti e cappuccino. Ci servono a tavolino, comprendendo bene l’italiano e il nostro strapazzato inglese, molto cortesemente ci indicano la fermata del 41, il trenino che ci porterà in centro. Al capolinea, incontriamo Zia Maria (la zia Enzo) e suo figlio Massimo che da tre mesi lavora e vive a Vienna in un’importante società che produce cavi per ascensori. Massimo ci farà da cicerone per la nostra visita. Ha più di cinquanta anni e pensa seriamente di trasferirsi per sempre a Vienna perché le condizioni di lavoro e il tenore di vita sono a lui congeniali. Mi accorgo nelle sue parole un senso di rancore misto a delusione nei confronti dell’Italia; a Milano, dove per anni ha lavorato in una ditta d’impianti elettrici è stato licenziato, dopo essere stato parecchio tempo alla ricerca di un’adeguata collocazione, finalmente l’ha trovata su internet e oggi dopo un breve colloquio lavora a Vienna. Non è il solo che mi ha parlato bene della sua sistemazione lavorativa, sono in molti gli italiani e gli stranieri che si sono trasferiti e lavorano in Austria, mi dicono che qui tutti pagano le tasse e sono regolarmente retribuiti con quindici mensilità. “Sembra” proprio di essere in una comunità dove l’integrazione (ero prevenuto) trova terreno fertile assieme alla vivibilità e l’organizzazione dei servizi pubblici e il buon livello retributivo. Massimo la nostra “guida” i turisti fai da te (zia Maria, Antonia, Enzo e Menica).

Cattedrale di Santo Stefano (Stephans – dom). È la prima cosa che di solito si visita quando si va a Vienna. Simbolo della città, è sorta su un’area fuori le mura del campo militare romano nel 4 secolo, utilizzata come cimitero per molti secoli, fino a quando l’imperatore Carlo VI nel 1732 abolì questo uso per motivi di Igiene. Il suo stile gotico-romanico la rende unica ed originale con la sua torre meridionale alta 137 metri, terminata nel 1433 dopo 74 anni. Costruita nel 1200, era una chiesa parrocchiale fu poi danneggiata da un incendio, e in parte ricostruita in forme geometriche prima nel coro poi nelle navate e terminata nella seconda metà del XVI secolo con la copertura del troncone della torre settentrionale. Vari rifacimenti nel periodo barocco nel tardo 800 con l’aggiunta degli altari delle navate che hanno comunque rispettato l’antico stile gotico. Molto grave furono i danni nei bombardamenti alleati nel 1945 che provocarono il crollo della volta della navata centrale, venne perduto il grande crocifisso, gli arredi gotici e barocchi. L’opera di ripristino si concluse nel 1957 con la ricollocazione della campana più grande d’Austria. All’interno tre navate, slanciate statue di santi sotto baldacchini gotici che popolano i pilastri ai quali si addossano altari barocchi. Mi ha colpito la tribuna, dove trova posto l’organo. C’è molto da dire e vedere specie nei sotterranei (kataKomben) con le varie cripte, da quelle degli appestati a quelle della nobiltà asburgica, purtroppo una lunga coda ha reso impossibile completare la visita

  • 8405 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. ale16
    , 12/6/2019 16:57
    Ciao grazie per il tuo post, anche io questa primavera sono stata a Vienna con il mio ragazzo. Una città spettacolare, da visitare sicuramente. Noi siamo partiti da Milano e grazie a questa pagina https://www.virail.it/milano-vienna/2019-09-21/2019-09-24?p=1&t=allreturn siamo riusciti a trovare un volo super conveniente.
    Ve la consiglio!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social