Da Bari a Lussino (Croazia) passando dal Trentino Alto Adige

Una vacanza all inclusive... nel senso che non ci siamo fatti mancare niente: montagna, mare, avventura, panorami mozzafiato ma poco relax e bassi costi

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  • di giulive
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Dopo ore ed ore su internet (anche sul sito di Turisti per caso) e in libreria per trovare i luoghi e le sistemazioni più adatte alle nostre esigenze… finalmente arriva il giorno della partenza: domenica 8 agosto ore 20:30. Chi vi parla è Floriana, promotrice, insieme al mio ragazzo, della vacanza che prevede 3 destinazioni: Sudtirol, Lussino (isola della Croazia), Parco nazionale di Plitvice (entroterra della Croazia).

Siamo in 4, 2 coppie di fidanzati, con una Opel Vectra strapiena (compresa di baule porta tutto montato sulla cappotta) e quando dico strapiena vuol dire che il solo spazio libero è quello necessario per stare seduti immobili al proprio posto… Prima destinazione: Sudtirol, Val Racines, Località Casateia (BZ) a più di 1000 km da Putignano (BA), il nostro paesello. La raggiungiamo dopo solo 11 ore di viaggio notturno (compreso di soste), quasi interamente in autostrada. Il campeggio è piccolino, confortevole e ordinato ma quello che ci fa dubitare è la ridotta quantità di tende sistemate. Ci sono tanti bungalow, roulotte e camper ma poche tende. Ci preoccupiamo subito per il freddo e i temporali e la receptionista ci conferma l’alta probabilità di temporali e piogge in questi periodi. Catturati dai paesaggi che già si intravedono, dall’aria frizzante e dal sole che fa capolino dai monti ci lasciamo alle spalle questi cattivi pensieri e cominciamo a montare le tende e a programmare la prima escursione. Passiamo prima dall’ufficio turistico a 2 passi dal campeggio e acquistiamo la tourcard (costo 35 €) che dà accesso, 3 giorni su 4, a diverse attrazioni, quali cabinovie, funivie, musei, noleggio bici, piscine, minigolf ect. e consente l’utilizzo gratuito dei mezzi pubblici. La prima escursione (sentiero panoramico “Val Giovo”) ci offre una prima impressione del paesaggio tirolese: immensi prati verdi, boschi di conifere altissime, ruscelli e sorgenti d’acqua ghiacciata ad ogni passo, strade poco trafficate, costruzioni ordinate e rade sempre circondate da giardini e balconi fioriti. Ah! Ho dovuto rallentare la passeggiata per gustare i lamponi maturi che sbucavano numerosi dai cespugli ai bordi del sentiero! Che scorpacciata! Nel tardo pomeriggio dopo il pranzo a base di melanzane ripiene in ricordo dell’amata Puglia e dopo il riposino obbligatorio, abbiamo visitato le cascate di Stanghe, camminando su passerelle, scalette e ponti in legno e circondati completamente (tranne che dall’alto… per fortuna) dalla vista dell’acqua che violentemente sgorga da rocce molto alte.

Il giorno seguente (martedì 10/08/’10) decidiamo di prendere l’ovovia di Monte cavallo per giungere al punto di partenza del “Sentiero dolomieu” o “Sentiero delle sei malghe”, un sentiero che passa vicino diverse malghe in cui è possibile ristorarsi assaggiando i prodotti tipici e raggiunge un punto panoramico da cui si ha la vista del Tribulaun, la montagna oggetto degli studi di Dolomieu, colui che diede il nome alle Dolomiti. Dopo un pranzo a base di formaggi e salumi tipici rientriamo a valle con la seggiovia Ladurns. Nel pomeriggio decidiamo di noleggiare le montainbike a Vipiteno. Ci divertiamo a scansare i passanti nel centro di Vipiteno e poi ci dirigiamo verso località Mareta seguendo una pista ciclabile immersa nel verde e che per alcuni tratti costeggia un fiume, alle sponde del quale è d’obbligo una sosta. Ci sorprende una pioggia improvvisa che ci fa rientrare prima del previsto al campeggio. Da questo momento la pioggia ci accompagnerà ad intervalli (per fortuna) per il resto dei nostri giorni in Sudtirol. Nelle due notti successive il sonno è stato disturbato dal freddo e dall’umidità da una parte e da tuoni e lampi dall’altra.

Al mattino del giovedì 11/08/’10, seppur con nebbia e nuvole, partiamo per una nuova escursione. Con la cabinovia “Racines” saliamo fino al punto di partenza di svariati sentieri escursionistici ed una volta lì optiamo di nuovo per un sentiero tra le malghe che ci consenta di non allontanarci troppo dalla cabinovia, nel caso in cui piova. La foschia si dirada e sulla Val Racines si affaccia anche un caldo sole che ci ritempra dalla umida notte. Il paesaggio ci riserva pascoli verdi, vegetazione bassa, laghetti di montagna, animali in libertà tra cui cavalli, marmotte e insetti di vario tipo. Il tutto incorniciato dalle alte vette alpine. Dopo aver terminato i panini che ci eravamo preparati per il pranzo, ci fermiamo nuovamente in una malga dove assaggiamo un altro prodotto tipico tirolese: i canederli. Li degustiamo allo speck in brodo e alle mele insieme alla crema. Vale la pena assaggiarli anche se non sono eccezionali

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Commenti
  1. jettero
    , 20/8/2011 23:57
    Ah... complimenti anche all'organizzatore del viaggio che ha voluto creare una cosa tipo dolce-salata, unendo montagna e mare. Ottima idea, però forse un po' impegnativa e stancante alla fine.
  2. jettero
    , 20/8/2011 23:52
    Avete fatto veramente una bella (mini) avventura, raccotata tra l'altro anche molto bene. Complimeti anche al narratore.

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