Giappone - Hawaii - San Francisco - Miami

Viaggio di nozze facendo il giro del globo

  • di ScillaAlberto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Questo è il nostro viaggio di nozze, che ci obbliga ad inventarci qualcosa di speciale per onorarne l'importanza. Dopo un'attenta analisi, escludendo ovviamente le mete che abbiamo già visto, decidiamo di fare "il giro del mondo"! Le tappe di questo giro intorno al pianeta saranno: Giappone, Hawaii, San Francisco e Miami. A parte San Francisco che ho già visto, sono tutte mete 'vergini'. La tappa principale è il Giappone in cui passeremo 17 giorni, facendo un itinerario piuttosto classico con visita alle cose imperdibili. Per l'organizzazione di questa meta, ho trovato molto utile il blog di Marco Togni, un italiano che vive a Tokyo ed ha scritto moltissimo su cosa vedere e fare. Ci sposiamo il 29/07 e la partenza è prevista per il 31/07, ma accade qualcosa a tre giorni dal matrimonio che modificherà inesorabilmente il nostro approccio psicologico al viaggio: scopro di essere incinta! Affrontare il giro del mondo con una gravidanza agli inizi e la consapevolezza di star via un mese non è la cosa più saggia che potremmo fare, ma decidiamo di non rinunciare.

01/08 - Dopo un lungo, lungo viaggio giungiamo a Tokyo. È sera, sono passate le 23 e ci aspettiamo lunghe code al controllo passaporti come sempre ci è capitato, in altre parti del mondo, quando si atterra tardi, perché il personale aeroportuale è ridotto. Tuttavia ci viene data subito prova dell'efficienza nipponica ed in pochissimo tempo superiamo i controlli, recuperiamo le valigie, cambiamo del denaro e ci posizioniamo in un taxi. Dall'aeroporto all'hotel la corsa in taxi ci costerà circa 70€, in altre situazioni avremmo sicuramente optato per un mezzo più conveniente, ma questa è la nostra Honey Moon ed io sono incinta per cui ci concediamo qualche benefit. Quando diciamo al nostro taxista che siamo italiani, lui ci sorprende con qualche parola nella nostra lingua ed intona il ritornello della sua canzone del cuore, con parole ovviamente inesistenti: una lacrima sul viso di Bobby Solo, il suo cantante italiano preferito. Alberto lo conquista canticchiando anche la strofa ed il taxista è al settimo cielo. In circa mezz'ora siamo al Citadines Central Hotel Shinjuku, nonostante sia mezzanotte passata la strada è piena di gente, luci, macchine, locali e ristoranti in piena attività. La cosa più sorprendente è il silenzio: già dall'aeroporto lo avevamo notato, ma anche ora, per strada, non si sentono i clacson e gli schiamazzi tipici delle grandi città, le auto sono tutte elettriche e non c'è odore di smog: un'Asia completamente nuova! Facciamo due passi, avremmo voglia di immergerci subito nella vita notturna di Tokyo, ma siamo molto stanchi ed abbiamo bisogno di una doccia. La stanza è piccola, il bagno in compenso è spazioso e molto tecnologico, con ottimo set di cortesia. Buona notte Tokyo, ci conosciamo domani!

02/08 - Durante la nottata abbiamo sentito due lunghe scosse sismiche, credo proprio che dovremo farci l'abitudine. Dopo un'abbondante colazione ci dirigiamo a piedi alla stazione, qui facciamo la tessera suica che ci servirà per pagare i mezzi. L'obiettivo della mattinata è la visita al santuario Meiji-jingu. Il santuario non è una meraviglia, ma ci sono alcuni elementi interessanti come la passeggiata nel verde per raggiungerlo, le tavolette votive su cui i visitatori hanno scritto una richiesta di intercessione ed alcuni devoti che pregano lanciando una moneta e battendo due volte le mani. Per pranzo acquistiamo degli onigiri al supermercato, ma dobbiamo ancora imparare a scartarli nel modo giusto. Comunque sono ottimi. Nel pomeriggio ci facciamo un lungo riposo in camera, dobbiamo ancora recuperare il fuso! In serata esploriamo shinjuko che è un brulicare di gente e luci a neon e per cena ci rechiamo in un ristorante che ha in vetrina delle vasche con pesci vivi: è pieno di giapponesi e dobbiamo anche aspettare ordinatamente in fila fuori, in attesa del nostro turno. Ogni tavolo ha una piccola griglia dove cuocere il pesce selezionato. Prendendo spunto dagli altri tavoli, che straripano di conchigliame, assaggiamo anche delle capesante giganti. Dopo cena proseguiamo il nostro giro perlustrativo e rimaniamo molto colpiti dal Golden Gai, con i suoi minuscoli bar, il quale è ubicato proprio dietro al nostro hotel che si è rivelato essere un'ottima scelta, soprattutto per la posizione. 03/08 Stamattina ci rechiamo al Tsukiji Market dove curiosiamo tra le bancarelle del pesce. Un po' in controtendenza acquistiamo della frutta, che risulta essere più cara del sushi! Infine, ci concediamo anche un assaggio di sushi di tonno ad un banco molto gettonato dai giapponesi: sublime! Si scioglie in bocca. Per ora abbiamo imparato a fidarci dei giapponesi in coda. Terminata la nostra visita al mercato del pesce ci incamminiamo verso i Giardini Hamarikyu. Ci ricorda vagamente Central Park, con i grattaceli che svettano sul parco verde, anche se qui la vegetazione è più curata. Dai giardini ci spostiamo a Shiodome dove prendiamo il panoramico trenino per Odaiba, sulla baia. Ad Odaiba facciamo una passeggiata, vediamo la copia della statua della libertà e ritorniamo in albergo per una pausa relax. Pranziamo con gli onigiri acquistati al market sotto l'hotel e questa volta per aprirli seguiamo le istruzioni: alla fine basta leggere, non è difficile! Per la serata decidiamo di assaggiare il ramen e ci rechiamo in un posto molto quotato, tanto da avere una lunga fila d'attesa fuori, che ormai abbiamo collaudato essere una sorta di assicurazione: Ichiran. L'attesa vale la pena più che altro per la situazione che si vive: il cibo si paga ad una macchinetta con le immagini delle pietanze. Una volta introdotto il denaro e selezionato il cibo, ti rilascia dei piccoli ticket con i quali ordinerai successivamente. Nel frattempo vieni fatto avanzare nella coda e ti viene dato un modulo da compilare in cui decidi le quantità dei singoli ingredienti che compongono il ramen, anche questo foglio servirà successivamente. Finalmente arriva il tuo turno e ti accomodi in una stanza con due file di sgabelli in cui i commensali stanno seduti fianco a fianco, ma c'è un separé di legno che li divide. A meno che siano una coppia che vuole mangiare insieme, in quel caso il separé si può ripiegare su se stesso. I commensali sono rivolti verso una parete mobile di legno che viene aperta dal cameriere che sta dietro e attraverso cui viene servito il cibo. Il ramen in se non mi ha fatto impazzire (alla fine è un brodo di carne con degli spaghetti dentro), ma tutta questa situazione assolutamente si!! Il dolce , un budino al tè verde mi è piaciuto molto. Al ritorno verso l'hotel notiamo una fila smisurata di giapponesi al Donuts in cui avevamo fatto colazione stamattina. Non abbiamo idea del perché di tanta ressa, anche se le ciambelle erano buone. Dobbiamo ancora capire questo popolo!

04/08 - Stamattina ci rechiamo in stazione a shinjuku per attivare il nostro japan rail pass, siamo all'ufficio alle 9 e c'è già gente in coda. Attiviamo il JR e scopriamo che per prendere il nostro Shinkansen bisogna recarsi alla stazione 'Tokyo' con la metro. A 'Tokyo' andiamo all ufficio shinkansen per vedere quali treni sono disponibili ed il prossimo sarà tra un'ora. Poteva andare peggio! Presi dalla vacanza ci siamo dimenticati di prenotare i treni! In attesa sul binario facciamo due chiacchiere in italiano con una famiglia giapponese che ha vissuto a Genova 2-3 anni e in onore della nostra patria il figlio più piccolo l'hanno chiamato Ugo. Giunti a Odawara prendiamo un treno per Hakone e poi un bus che ci porta all'hotel: fukuzomiro. Vorremmo fare la crociera sul lago, ma oggi è nuvoloso e la visibilità molto scarsa

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