Honeymoon in terra Maya e tra i grattacieli di Miami

Relax a Playa del Carmen e quattro giorni American Style

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  • di dhali16
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Per il nostro viaggio di nozze scegliamo come mete il Messico e Miami. Prima un tour di 7 giorni, che ci porterà a visitare la Riviera Maya, facendo anche una tappa in Guatemala e Belize. Poi un’altra settimana a Playa del Carmen, di riposo assoluto, e infine 4 giorni in quel di Miami.

Partiamo il 27 maggio con la Air Berlin, scalo a Dusseldorf e volo per Cancun. La Air Berlin è un’ottima compagnia, hostess cordialissime, cibo non male, intrattenimento a bordo per ogni viaggiatore (ci sono gli schermini video sul sedile di fronte). A Cancun arriviamo alle 20, fa veramente molto caldo, giusto il tempo di lasciare i bagagli in hotel (il Flamingo, nella zona Hotelera, senza infamia e senza lode), e andiamo alla ricerca di un posto dove poter mangiare qualcosa… Proprio di fronte all’hotel ci sono alcuni ristoranti, tra cui un Bubba Gump (ispirato a Forrest Gump), e il Margaritaville, dove finiamo noi. È pieno di turisti americani urlanti e casinisti, ma per mangiare un hamburger va più che bene.

L’indomani viene a recuperarci la nostra guida che ci accompagnerà per tutto il tour. Ogni giorno percorriamo centinaia e centinaia di km in macchina, infatti il consiglio che posso dare è quello di fare il pieno prima di affrontare gli spostamenti, perché i benzinai sono come un miraggio nel deserto… nell’autostrada tra Cancun e Mérida la prima uscita si trova dopo quasi 150km, e non ci sono aree di sosta o “autogrill”.

Durante il tour vediamo alcune delle piramidi Maya più affascinanti, ogni sera cambiamo albergo e città. Qui vi elenco ciò che abbiamo visto noi, sperando di risultarvi utile con i miei commenti:

- Chichén Itzà: praticamente la tappa obbligata per chiunque visiti la Riviera Maya. Troverete, all’interno del sito, tantissimi venditori di souvenir, e abbiamo notati che i prezzi proposti qui sono migliori che in altri siti archeologici. Per fotografare El Castillo, la piramide più famosa, potete fare il giro sul lato ovest, così eviterete la ressa di persone che si accalcano davanti alla facciata principale. Se vi trovate ad osservare guide e turisti che battono le mani davanti al Castillo, non vi preoccupate: stanno sfruttando l’eco delle mura, che riproduce il verso di un pappagallo! Per pranzare, noi avevamo compreso il buffet dell’hotel Mayaland, che si trova a un ingresso secondario. Comunque con circa 10 euro si ha il buffet illimitato (bevande escluse), tra l’altro con delle tortillas fatte al momento e molto buone

- Mérida: l’hotel era il “Presidente Intercontinental”, veramente bello, camera spaziosa e pulita. Il centro della città è carino, un po’ meno la gente che lo frequenta. Portatevi sempre appresso un ombrellino se uscite alla sera (e se capitate, come noi, durante la stagione delle piogge): gli acquazzoni, di solito verso tardo pomeriggio, sono brevi ma veramente intensi. Per mangiare, attorno allo Zocalo (la piazza principale) si trovano tanti baretti e ristorantini, con i camerieri che faranno di tutto per attirarvi all’interno. Bella la passeggiata lungo Paseo Montejo, ricco di ville coloniali. Merita una visita anche la Cattedrale, con una statua enorme di Cristo in croce

- Uxmal: a mio avviso, una delle piramidi Maya più belle. Si può salire sulla Gran Piramide (a 30mt d’altezza), e il panorama che si gode dall’alto è spettacolare…

- Campeche: graziosa cittadina nello stato omonimo, con case colarate, una bella piazza, e un fantastico ristorante (Marganzo), dove abbiamo mangiato gamberi al cocco serviti nella noce di cocco, e il “Pan de cazòn”, ovvero una tortilla di squalo, oltre a un margarita al tamarindo omaggio della casa

- Palenque: ci arriviamo dopo 5 ore di macchina da Campeche, l’hotel (Villa Merced) è stupendo, immerso nella natura, davanti alla stanza ci sono le amache per riposarsi, il pranzo che ci viene servito è squisito… e la visita al sito archeologico merita la fatica fatta per non svenire a causa dell’umidità… anche sulle piramidi di questo sito si può salire, bellissimo il complesso delle Croci, e alcune parti del sito non sono ancora state scoperte e si trovano immerse nella giungla… Tra le centinaia di piante presenti, ci ha affascinato la “mimosa pudica”, le cui foglie si richiudono su se stesse non appena vengono sfiorate… E si sentono continuamente le urla del mono aullador (le scimmie urlatrici), le prime volte fa davvero impressione visto che sembra il richiamo del giaguaro! Fuori dal sito di Palenque troverete tante bancarelle di prodotti artigianali, oltre alla presenza dei Lacandones, che fanno parte di una tribù del Chiapas: uomini con capelli lunghi, vesti bianche, occhi chiari e denti d’oro. Saranno felicissimi di raccontarvi le loro storie (anche se è meglio avere accanto la guida che parla il loro dialetto, perché molti di loro non parlano nemmeno lo spagnolo)

- Yaxchilàn: sito raggiungibile solo via motolancia, con un percorso di circa 30 minuti. Bellissimo viaggio, molto emozionante, con un po’ di fortuna si riescono a vedere coccodrilli e uccelli vari… Il sito è piccolino, ma ricchissimo di animali: scimmie urlatrici, tucani, serpentelli, pipistrelli… Si può salire sul tempio principale, con una scalinata fatta di gradini sconnessi e molto ripidi, tutto molto in stile Indiana Jones… Il pranzo al ristorante “Escudo Jaguar”, che si trova alla partenza delle motolance, è veramente molto buono

- Flores: ci arriviamo dopo aver passato il fiume Usamacinta sulle “solite” motolance, arrivando in Guatemala. La strada che dalla città di confine (Betel) porta a Flores è, per i primi 50km, sconnessa e sterrata: non a caso viene soprannominata “la strada delle cavallette”… Però ai bordi della strada si vedono tantissime piantagioni di mango, papaya, alberi di filigrana… E si passano anche villaggi dove le persone vivono in condizioni di estrema povertà, in baracche senza corrente, ma con gli immancabili maiali e galline che scorrazzano liberamente per strada… L’hotel (Peten Esplendido) dovrebbe essere il migliore della città, anche se lascia un po’ a desiderare… Per arrivare all’Isola di Flores c’è un ponticello, ma piove, non è illuminato, e il parapetto è basso e incute timore. Lasciamo perdere la visita della città

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