Isole Vergini Britanniche

BVI 26.12.2002 – 06.01.2003 Il nostro viaggio ha inizio in una gelida mattina di dicembre: si parte alla volta delle Isole Vergini Britanniche. Un viaggio lungo che ci porterà nel vasto arcipelago che si estende fra l’Oceano Atlantico ed il ...

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  • di Marco Monottoli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

BVI 26.12.2002 – 06.01.2003 Il nostro viaggio ha inizio in una gelida mattina di dicembre: si parte alla volta delle Isole Vergini Britanniche.

Un viaggio lungo che ci porterà nel vasto arcipelago che si estende fra l’Oceano Atlantico ed il Mar dei Caraibi, con Puerto Rico ad ovest e il gruppo delle Isole Leeward ad est. Qui bellezze naturali e tradizioni, folclore e leggende convivono da sempre in perfetta simbiosi.

Cristoforo Colombo fu il primo a scoprire l’arcipelago durante il suo secondo viaggio nel 1493, in quelle che si ritenevano le Indie. La prima ad essere avvistata fu St.Croix, oggi statunitense, ma gli scogli, le isole e gli isolotti che si susseguirono agli occhi degli spagnoli furono talmente tanti da richiamare alla mente dell’ammiraglio genovese la leggenda di Sant’Orsola. Bellissima figlia del re di Bretagna chiesta in sposa da un principe pagano, per sottrarsi alle nozze, lei che aveva fatto il voto di castità, fuggì in pellegrinaggio a Roma in compagnia di undicimila vergini e da qui si diresse a Colonia, allora invasa dagli Unni, il cui re chiese in sposa Orsola. Al suo netto rifiuto il re la fece uccidere insieme alle sue undicimila compagne, creando così un esercito di vergini martiri cui queste isole caraibiche devono il proprio nome.

Dalla loro scoperta, le Isole Vergini vedono il susseguirsi di coloni e pirati spagnoli, inglesi ed olandesi, che vi si stabilirono, rivendicandone il possesso: le navi corsare furono a lungo le più assidue frequentatrici di queste acque, a caccia di prede fra i bastimenti che partivano dalle isole caraibiche e dirette in Europa. Primo e più famoso di tutti , Sir Francis Drake, il famoso pirata inglese che approdò con le sue navi nel 1585.

L’arcipelago per la sua particolare posizione e costituzione era un ottimo riparo per la navi corsare che in queste acque trovarono sempre ottimi rifugi, tanto che ancor oggi si narra di favolosi tesori nascosti sugli isolotti e nelle baie più deserte e solitarie.

Le Isole Vergini tornano definitivamente sotto la corona britannica nel 1672 godendo di un fiorente periodo di sviluppo grazie all’impegno dei coloni inglesi che qui si stabilirono e che incrementarono la coltivazione della canna da zucchero e del cotone.

La prima capitale dell’arcipelago fu Virgin Gorda cui si sostituì dal 1742 Road Town, nell’Isola di Tortola.

Le Isole Vergini sono ancora parte integrante del Commmonwealth britannico: il governatore viene nominato dalla regina ed il primo ministro viene eletto a suffragio universale.

Il legame con la Gran Bretagna si è mantenuto molto forte ed è particolarmente evidente in numerosi piccoli dettagli quali lo stile di vita, le cassette postali, le cabine telefoniche rigorosamente rosse ed il vezzo di chiamare il Drake’s Passage – la profonda fossa sottomarina che attraversa l’arcipelago – “the Channel” quasi a sentirsi più vicini alla Manica.

Le Isole Vergini Britanniche, tutte di origine vulcanica ad eccezione di Anegada, l’unica isola corallina, contano una cinquantina fra scogli, lembi di terra e isole , e solamente 16 sono abitate.

Particolare attenzione è rivolta alla salvaguardia ambientale e alle bellezze naturali che fanno dell’arcipelago un vero e proprio paradiso tropicale, l’isola deserta dalle bianche e solitarie spiagge: l’attenta politica di protezione e l’istituzione del Parco Nazionale delle Isole Vergini, per volontà del miliardario americano Laurance Rockefeller , ha permesso al mare dell’arcipelago di conservare intatto il proprio colore azzurro, che sfuma dal lapislazzulo allo zaffiro, fino all’intensità della giada

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