Toccata e fuga a Ventotene

Weekend nell'arcipelago Ponziano

Diario letto 4198 volte

  • di ARMIC
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

VENTOTENE dal 4 al 6 settembre “toccata e fuga”

Tramonto a Ventotene

Premessa:

Troppe volte ho promesso a mia sorella Mery che sarei stato a Ventotene per qualche giorno, magari lasciando il camper a Formia per poi imbarcarmi con l’aliscafo. Questa volta ci siamo, abbiamo deciso con Grazia ed Enzo, i miei inseparabili compagni di viaggio, che questo venerdì saremo stati a Ventotene; senza camper e nonostante le avvisaglie sul mio mal di gola che hanno messo in forse fino all’ultimo la partenza.

Perché Ventotene?

Oltre all’aspetto sentimentale, sono almeno tre i motivi che mi hanno portato con i miei amici e mia moglie a Ventotene. Per primo, questa isoletta Pontina, a metà strada tra Ponza e Ischia, è famosa per il suo “Manifesto”; scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, ed Eugenio Colorni, che nel periodo fascista furono confinati perché ostili al regime. Insieme, stesero il primo documento il cui titolo è stato un presagio d’intuizione politica futura: “ Per un’Europa libera e unita”. Il secondo motivo è quello legato alla natura dell’isola, aspra, profumata, non turisticamente deturpata; infatti, molti sono i documentari “incontaminati” su Ventotene e l’isoletta di Santo Stefano, istituita con la sua area Marina Protetta fin dal 1977 poi divenuta Riserva Naturale Statale. Il terzo aspetto forse quello meno comprensibile, è da ricercare nella particolare atmosfera che avvolge l’isola e i suoi isolani, si passa con estrema facilità tra il sacro e profano, dalle nubi al cielo terso, al vento che soffia sferzante, per poi ritornare a una quiete surreale; insomma è difficile spiegare, ma è un unicum che affascina e che t’invoglia a ritornare, per meglio capire noi stessi. Ne è testimonianza, la festa di Santa Candida che ogni 20 settembre riunisce a Ventotene molte persone, come uccelli migratori, si ritrovano sull’isola per ammirare le colorate mongolfiere che vengono lasciate volare al vento.

Ventotene, fa parte dell’arcipelago Pontino, nato da grandiose eruzioni vulcaniche alla fine del terziario da 3 a 1,3 milioni di anni fa. E’ una delle isole più recenti, modellata dall’erosione marina e dai venti, il suo manto tufaceo si contorce stratiforme in tutto il suo perimetro con i suoi colori dal giallo al rosso. Dirupi e falesie, fanno ricordare l’isola per la sua fragilità idrogeologica. Come tutte le cose fragili e belle, Ventotene va protetta e preservata nel rispetto della sua naturalezza.

Storicamente: l’isola venne abitata alla fine del 1 secolo a.c. quando l’imperatore Augusto diede inizio alla costruzione della villa imperiale agustea destinata all’Otium” con annesso porto e peschiera. In seguito venne esiliata la figlia Giulia, da cui il nome della stessa villa. Poi l’sola rimase disabitata per alcuni secoli fino al 1772, quando per volontà di Carlo III di Borbone, ventotto famiglie diedero via alla colonizzazione dell’isola . A partire dal 1817 Ventotene e il carcere di S.Stefano divennero luogo d’esilio per coloro che ostacolavano il consolidanento del Regno di Napoli, dopo 1870, rimase come luogo di detenzione solo per gli Ergastolani.

Scorcio di Villa Giulia L’isola di S. Stefano

LUOGHI VISITATI:

Area Archeologica villa Giulia -Chiesa Borbonica dedicata a S. Candida -Porto Romano -Carcere Borbonico di S. Stefano (solo circumnavigato con la barca) -Cisterne Romane -Sentieri Naturalistici (in parte) poco tempo - Ristorante “zia Amelia”(lo consiglio)

LUOGHI DA VISITARE:

Museo della Migrazione degli uccelli -Museo storico ARCHEOLOGICO- Parco Marino, Escursione Subacquea - sentieri Naturalistici

4 sett

  • 4198 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social