Un mese on the road in Venezuela

Un viaggio di oltre 5000 km a tutta natura

Marco Schiavina, detto Orso (per motivi di stazza fisica e di aspetto pilifero) ha, da sempre, organizzato tutti i nostri viaggi, da Turistipercaso a Velistipercaso. Ancora oggi pianifica i nostri itinerari italiani, per Slow Tour. In gioventù grande viaggiatore post-fricchettione, per crescere due figli ha dovuto ad un certo punto fermarsi e sospendere il suo peregrinare e allora si è sfogato aiutando me e Syusy a progettare i nostri viaggi. Ha iniziato in epoche pre-internet, quando organizzarsi da soli un viaggio era una vera impresa. Poi si è scatenato sul web, curando personalmente la preparazione di tutti i nostri itinerari. Viaggiatore curioso e instancabile, ci ha cucinato programmi di viaggio massacranti e improbabili, in cui non era mai prevista una sosta per riposare, ma comunque pieni di curiosità e di chicche sconosciute ai più. Ci ha sempre aiutato anche nella scelta del Tour Operator giusto nel posto giusto, dosando il “fai da te” con le collaborazioni locali con Guide professionali. In molti casi si è unito a noi, programmando il viaggio via via, sul campo, in diretta. E qualcuno di voi lo ricorderà, involontario protagonista dei nostri filmati: epica la sua diarrea del turista alle Isole Svalbard o la sua interpretazione di Sandokan in India. Adesso i suoi figli sono cresciuti ed è proprio con il suo secondogenito Galileo, di 17 anni, che ha affrontato questa estate un lungo viaggio in Venezuela. Il loro resoconto è interessante e soprattutto preciso e utile per chi volesse rifarlo a sua volta.

Patrizio

INTRODUZIONE

di Marco (Orso) Schiavina.

Concettualmente e ideologicamente ho sempre costruito tutti i miei viaggi con il 'fai da te', anche quelli per lavoro (turisti/velisti per caso) ma ho imparato sulla mia pelle che in alcuni paesi (il Venezuela è uno di questi) è più opportuno (pratico ed economico) rivolgersi ad un organizzatore locale: il modesto ricarico, infatti, compensa ampiamente le difficoltà (e i costi) dei servizi, come la prenotazione degli alberghi, dei mezzi di trasporto, la qualità delle guide, i vari permessi e ogni altra necessità di viaggio, permettendo inoltre di esplorare luoghi assolutamente inediti. Anni fa avevo conosciuto alla BIT, la borsa internazionale del turismo, un imolese, Spartaco Schiassi, trasferitosi da 25 anni in Venezuela, direttore del Tour Operator Ma-Ci-Te turismo e del consorzio Conturven con il quale siamo diventati amici. CONTURVEN - consorzio turistico venezuelano (tel. 0058 295 249 1085 - fax 0058 295 249 1471 - cell. 0058 414 8165450, presidencia@conturven.net) promuove il turismo attraverso soci, periodicamente testati, i quali hanno la mission di garantire la qualità e l'affidabilità dei servizi offerti al cliente.

Spartaco, ex viceconsole, ha curato viaggi per personaggi dello spettacolo, del mondo imprenditoriale, dello sport, della politica, della televisione, per gruppi di ricerca: insomma ogni genere di turisti; è esclusivista delle migliori compagnie di viaggio italiane ed è stato consulente per il turismo del Governo venezuelano: a chi, meglio di lui, potevo rivolgermi? Il Venezuela (ora Repubblica Bolivariana del Venezuela) è percepito, soprattutto in Italia, come un paese a rischio, pericoloso, ma se il viaggio viene concordato con un Tour Operator affidabile, che mette la sicurezza del viaggiatore al primo posto, non lo considera una 'valigia' da spostare, sceglie le sistemazioni più appropriate (cosa che è quasi impossibile fare dall'estero, perché molto spesso si tratta di strutture, come quelle in cui siamo stati noi, molto ospitali, ma con poche camere, quasi sempre full), le guide migliori, tara gli itinerari (o soltanto alcuni servizi) sulla base delle necessità del turista, si occupa dei cambi più vantaggiosi e sceglie la maniera più sicura per viaggiare (ad esempio gli aerei di ultima generazione per 'Los Roques', a volte quadrimotori, non le 'carrette' che di tanto in tanto cadono, creando sensazione di insicurezza), tutto diventa più semplice e la vacanza rimane tale

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