Meraviglioso Venezuela

Fiumi e isole all'insegna dell'avventura

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  • di ros1980
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il giorno della partenza non arriva mai, specie quando il viaggio che si sta per intraprendere è stato programmato e sognato da tanto tempo. Ho cercato di carpire più leggendo sulle varie guide (Lonely Planet) e dopo innumerevoli e-mail scambiate con Beatriz moglie e titolare insieme a Cosimo.

20 settembre

Finalmente, sveglia alle 4 della mattina, taxi, aeroporto di Fiumicino e volo Roma-Caracas. Arrivati in aeroporto abbiamo fatto una coda medio lunga all’immigrazione dove abbiamo consegnato il foglio compilato con i nostri dati che viene distribuito in aereo, e abbiamo risposto alle domande del tipo “dove andrete? Quanto tempo vi trattenete? Qual è il motivo del viaggio?”; superata l’immigrazione abbiamo recuperato i nostri bagagli. Superata anche la dogana siamo finalmente usciti c’era Felix della Energy Tour che a piedi ci ha accompagnato al terminal dei voli nazionali che si trova a 300 metri, comunque c’è un passaggio interno per passare da un Terminal all’altro. Il volo per Ciudad Bolivar era previsto per le 19.30 p.m. ed è partito in perfetto orario, il volo fa uno scalo a Maturin, siamo arrivati a C.B. alle 20,30. C’era Cosimo ad aspettarci, ci ha accompagnato alla sua posada dove abbiamo passato la notte.

21 settembre

Sveglia presto perché si parte per la Gran Sabana! C’ è strada da fare. Ci viene a prendere la guida Jonas (che si fa chiamare Indiana Jonas) della Energy Tour con la splendida jeep 4x4 che ci accompagnerà per tutto il giro. Jonas è un ragazzo davvero simpatico e parla bene l’italiano. La prima sosta è al Parco Cachamay dove abbiamo il primo contatto con la natura e le cascate. si riprende il viaggio verso Upata per la visita di un centro di produzione di casabe, pane fatto con farina della Yucca, una radice simile alla patata. Si prosegue quindi alla volta di El Dorado Km 0, da lì si continua per il km 88 si arrivava alla Piedra de la Virgen un masso che emerge una ventina di metri al di sopra della vegetazione. Si dice che in questo posto è apparsa la Vergine Maria; continuiamo la risalita passando per la selva tropicale Il paesaggio in alcuni punti è da documentario. Verso sera arriviamo a Kamoiran, una posadain cui alloggiare molto carina.

22 settembre

Colazione di buon ora e poi ci si dirige con il furistrada alla volta del Salto Aponguao, o Chinak Merù, una delle cascate più spettacolari della Gran Sabana. Si percorre uno sterrato di circa 50 km e raggiungiamo il villaggio di Iboribò. A bordo di una curiara, si naviga il Rio Aponguao circa 20 minuti; ci si ferma, si prosegue camminando per circa 10 minuti. Lo spettacolo che infine si presenta agli occhi è stupefacente. La cascata è spettacolare e l'acqua precipita da un'altezza di 105 m. Un sentiero segnalato conduce ai piedi della cascata dove si può fare il bagno e nuotare nei laghetti naturali che vi si formano. Jonas ci porta dopo una camminata di circa 15 minuti, al Pozo Escondito, una piscina naturale in cui è possibile fare il bagno nell'acqua turchese. Ritornati al villaggio di Iboribò, si pranza in un ristorantino gestito dagli indios. Si prosegue quindi alla volta di Santa Elena dove si passa la notte al Lodge Yakoo.

23 settembre

Colazione il mattino si continua verso la Quebrada de Jaspe (Kako-parù), dalla caratteristica colorazione rosso levigato roccia di puro diaspro (Jaspe significa diaspro). Per il pranzo ci si ferma a San Francisco de Yuruanì altro villaggio indio. Ci si dirige alla volta del Salto Kamà, subito dopo un salto kauwi è formato una pozza d'acqua, ove è possibile fare il bagno. Il bagno è quasi obbligatorio per rinfrescarsi. Si prosegue quindi verso la posada dove passiamo la notte, dopo una cena favolosa

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