Pellestrina, laguna vintage

Pellestrina è la sorella minore del Lido. Con le case dei pescatori e le oasi naturali al posto delle ville liberty

  • di INK
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L’isola di Pellestrina, a sud di Venezia, è un angolo di laguna veneta d'altri tempi. Geograficamente, l’isola costituisce il prolungamento meridionale della più nota e frequentata Isola del Lido, e ha caratteristiche simili: lunga come il Lido (più di 10 km) e ancor più stretta, è protetta dai Murazzi, le fortificazioni di pietra costruite dalla Serenissima fra laguna e mare aperto. Rispetto al Lido, l’atmosfera è più ruspante: i piccoli borghi, abitati da “gente di laguna” doc, hanno casette colorate, campielli silenziosi e una manciata di ristoranti e trattorie di pesce. Tutto attorno, piccoli orti e spiagge con dune di sabbia. L’area naturalistica più bella è il bosco di Ca’ Roman: 50 ettari di dune, macchia mediterranea e pineta tutelata come oasi faunistica e gestita dalla Lipu. L’habitat è integro e ospita grande varietà di uccelli, specie nelle stagioni delle migrazioni (primavera e autunno); in estate è una meta balneare per una giornata nella natura.

Lungo il mare in bicicletta

Per raggiungere l’isola si prende il traghetto da Sottomarina di Chioggia o il vaporetto dal Lido di Venezia. Spostarsi è facilissimo, non ci si può sbagliare: Pellestrina è percorsa da un’unica strada asfaltata, che corre lungo il murazzo, dall’imbarcadero di S. Maria del Mare, a nord, a quello di Pellestrina, a sud: da un lato, ci sono le spiagge, dall’altro i centri abitati e gli orti. Più oltre, la punta meridionale dell’isola è attraversata da una stradina sterrata che dopo circa un km si riduce a una fondamenta stretta tra il murazzo e la laguna e sfocia nel bosco di Ca’ Roman (c’è la fermata del vaporetto). Un percorso ideale anche per chi vuole fare una bella gita in bicicletta. Di ritorno, nel tardo pomeriggio ci si può fermare per uno sprizt (l’aperitivo a base di prosecco, soda e Aperol, molto popolare in Veneto) al bar La Siesta (via Vianelli 421, tel. 041 5277043), che nei weekend fa anche cucina di pesce.

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Commenti
  1. Nadia Gavagnin
    , 8/11/2011 10:21
    Bello vedere che l'isola viene apprezzata così come appare nella sua semplicità. L'unica nota che devo fare, da brava isolana, è il mio consiglio a NON venire in bici dato che l'isola è sprovvista di una pista ciclabile e che quindi i turisti dovrebbero ammassarsi sull'unica strada esistente. Tutti pubblicizzano l'isola come ciclabile, ma NON C'E? nessuna pista ciclabile, anzi, dovrebbe esserci ma non è mai stata iniziata! Il grosso problema è far capire che l'isola è percorsa da auto, bus, camion... e i turisti che arrivano in massa non son preparati a questo dato e sembrano ignorare l'esistenza delle auto sull'isola credendo di poter "spaziare " liberamente sulla strada. Inoltre, sembra che sia possibile violare ogni regola del codice della strada: procedere affiancati 2-3 bici per volta; circolare sui marciapiedi pretendendo che i pedoni si spostino; circolare sopra i Murazzi (che sono pedonali). C'è una sbagliata pubblicità rispetto all'accesso a Cà Roman: l'oasi risulta essere accessibile solo a piedi -almeno a noi residenti hanno detto cos- e per questo mi risulta che i traghetti non possano far salire o scendere bici o qualsiasi mezzo su gomma (circolare LIPU e WWF). Io consiglio piuttosto una passeggiata a piedi per l'isola: questo permette di visitarla in tutti i suoi angli, calli, campielli, e vedere come vivono i suoi abitanti. Se un giorno faranno la pista ciclabile, sarò la prima ad informare questo sito.

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