Vanuatu, isole di fuoco e felicità

Un viaggio alla scoperta di isole sconosciute al turismo europeo, per incontrare persone che vivono in modo molto diverso dal nostro in terre magnifiche

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  • di Debora e Luca
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro

SABATO 6

La giornata inizia con una piccola spesa per sopperire alle prime necessità. Evitiamo la passeggiata e prendiamo il minibus, un furgoncino con la B sulla targa. Una corsa per la città 150VATU. Il Market è molto animato, come la sera prima; oggi scopriamo che le donne dormono sotto i banchi con i loro bambini e tornano a casa solo il sabato a mezzogiorno e la domenica. Verso le 11 prendiamo un bus che ci porta a Mele Beach per l'imbarco a Hideaway Island. La spiaggia è attrezzata con lettini prendisole e si possono noleggiare maschera e pinne (le ns. sono in valigia). Ci tuffiamo subito alla ricerca dei pesci colorati che però non sono presenti in grande quantità. Le formazioni coralline invece sono molto grandi simili a enormi funghi. Qualche anemone coni pesci pagliaccio, qualche pappagallo ma nulla più. Ci resta ancora da imbucare la speciale cartolina dell'unico underwater post Office del mondo. Con una veloce immersione Luca viene immortalato nella spedizione! Alle 16 facciamo rientro in città perché il tramonto è molto presto e alle 17.30 c'è già buio. Se il venerdì sera la città era poco animata il sabato la troviamo completamente deserta, solo la Brewery risulta animata da calorosi neo-zelandesi che guardano la partita di rugby sul maxi schermo. Visto il menù da birreria, con nessun piatto tipico, optiamo, cosa per noi inaudita, per una fumante pizza ai funghi che si rivela niente male!

DOMENICA 7

Abbiamo definitivamente capito che le valigie arriveranno solo nella tarda serata a Port Vila e quindi ci accordiamo in aeroporto perché le tengano in custodia per quando torneremo tra due giorni nel passaggio da Tanna a Malekula. Alle 12:30 partiamo con un aereo da 15 posti dove ci siamo divertiti a fotografare tutte le manovre del pilota perché gli eravamo proprio dietro le spalle. All'uscita ogni ospite dell'isola trova il proprio driver perché qui non esistono bus o taxi , non c'è possibilità di improvvisare perché scopriamo di essere davvero in mezzo al nulla. L'unica città citata anche dalla Lonely è un insieme di 7/8 case , un piccolissimo negozio di generi alimentari e nulla più. Qualunque cosa serva deve essere portata da Vila e noi ci siamo dimenticati snack e acqua! La sistemazione scelta per Tanna è infatti molto ... spartana, scelta per esaudire un desiderio fanciullesco di Luca: dormire su un albero. Ed ecco il Banyan Castle ad un'ora e mezzo dall'aeroporto attraverso una strada molto sconnessa (qui non esiste asfalto) ma proprio ai piedi del vulcano Yasur. David e la famiglia ci accolgono con grandi sorrisi e saluti in lingua BISLAMA , un inglese un po' "adattato". Tutta la ns. attenzione dedicata alla tree house e alla lunga e ripida scala che vi conduce. L'interno è composto dal solo letto matrimoniale con due lettini, zanzariere e nulla più. L'elettricità è contemplata solo dal generatore in funzione dalle 19 alle 20, cioè il tempo della cena poi ... il buio totale. Le ns. torce da grotta si rivelano utilissime. Alle 16:30 finalmente si parte per la metà tanto bramata: il vulcano. I trasferimenti sono sempre molto costosi (4000VT a/r 2px per 25 minuti di auto). Si paga anche l'ingresso: 3350VT il primo giorno, 50% se si torna anche il secondo. Alle 17:30 siamo posizionati con il cavalletto per la macchina fotografica ben saldo perché tira un forte vento, pronti per goderci i fuochi d'artificio. È l'esatta definizione del fenomeno, da gustare in rigoroso silenzio per godere del frastuono che precede e accompagna ogni esplosione, fino a quando non arrivano i giapponesi che ad ogni colpo fanno echeggiare un oh oh oh corale con annessi risolini. Grrrr ... come perdere la magia. Tutte le condizioni di luce si rivelano bellissime; al primo imbrunire la roccia grigia si copre di piccoli frammenti di lava incandescente ad ogni esplosione, tanti coriandoli rossi e arancio che restano a friggere sulle pareti del vulcano. L'emozione infatti non è solo sentire il boato e vedere lo zampillio, ma anche ascoltare il crepitio della lava che si deposita sulle rocce. Tutti i sensi sono coinvolti. Quando cala il buio più profondo, tutti sono pronti per vedere i fireworks, non sono di mille colori come quelli delle sagre paesane, ma di un unico intenso arancio, alcuni brevi e al limite della bocca del cratere, altri più lunghi con gettito di pietre a centinaia di metri di altezza, che si deformano in volo in vere e proprie lingue di fuoco. Questo è lo spettacolo ed è il solo livello uno, quello minimo di attività. Il 2 e 3 risultano visivamente più spettacolari, il 4 è pericoloso e non viene consentito l'accesso, con il 5 si procede all'evacuazione. Al ns. rientro nella modesta sala ristorante troviamo per cena tre nuovi ospiti australiani, con i quali condividiamo riso, verdure, pomodoro e taro, una specie di patata rossa dolce. L'acqua sul tavolo è in una bottiglia della Fanta decisamente datata. Che facciamo? Stiamo due giorni senza bere e lavarci i denti o confidiamo nel lavoro dei fermenti lattici che prendiamo già da alcuni giorni? Opzione N. 2. Alle 20 tutti a nanna e silenzio di tomba. Purtroppo il cielo è nuvoloso e non possiamo ammirare la bellezza delle stelle in un cielo così buio

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