Vanuatu in libertà

Una terra sconosciuta dove essere felici è la normalità

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  • di mononeurone
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro

Prefazione di Piero Ghiandola

"Circa una decina, più o meno di milioni d’anni fa, un australopiteco affamato si aggirava nella savana. Perlustrando la stessa vide un bellissimo fungo rosso, tanto era bello ed appetitoso che decise di assaggiarlo! Poco dopo morì tra atroci tormenti. Il suo compare a poca distanza intuì che forse era meglio evitare quel genere di alimenti e preferì cibarsi di erbe aromatiche più simili all’insalata, morì pure lui. A forza di schiattare, l’umanità imparò a distinguere cosa fosse commestibile e cosa no. Con il passar del tempo qualcuno imparò a cuocere i cibi e pose le basi per il risotto ai porcini in futuro a venire. Quante vittime sia costato non è dato sapere, possiamo però dire che oggi è molto apprezzato. Il passo conseguente alla cottura delle vivande furono l’ammazzacaffé o l’aperitivo. Gli studiosi ancora si azzuffano amabilmente per stabilire quale sia nato prima, un po’ come l’uovo o la gallina, a noi poco importa, ciò che interessa è la motivazione, identica per l’uno e l’altro:assumere sostanze atte all’obnubilamento del cervello. Gli europei, climaticamente più fortunati, scoprirono che la frutta andata a male, poi così male non era e, fermenta oggi, fermenta domani, arrivarono al frizzantino. Si potrebbe ipotizzare un regresso della civiltà con il tavernello? Non è sede di tale discussione, comunque si! Al nord aggiunsero il lievito a quello che avevano e fecero la birra, in africa usarono il miglio per arrivare più o meno allo stesso risultato. In Asia fermentarono il riso. In centro america trovarono dei funghetti non velenosi come quelli di cui sopra, nemmeno molto gustosi ma con notevoli effetti metafisici. In Giamaica presero un altra strada, avendo ampia disponibilità di erbe aromatiche inventarono la tisana, millenni dopo iniziarono a bruciarla direttamente ispirandone i vapori e qui mi fermo con gli esempi, ancora molto numerosi, per non dilungarmi ed arrivare al punto. Il punto, appunto, è la risposta ad una delle domande definitive che da millenni tormentano l’essere umano, la cui importanza si pone fra: “Gli Ufo sono tra noi” ed “Elvis è vivo”? Il quesito è questo: Lo sballo è un bisogno insito nell’uomo, un istinto basilare e primordiale naturale, irrazionale e fondamentale? La risposta è si! La prova scientifica e metafisica di quanto scritto sopra si trova a Vanuatu. In queste terre disperse ed isolate nell’oceano, battute dai tifoni ed a volte bruciate dai vulcani, gli abitanti, pur di stordirsi, presi dalla disperazione, a costo di immani perdite, dopo aver probabilmente assaggiato, bollito, bruciato di tutto, in ultima spiaggia hanno scavato ed estratto dalla terra un tubero/radice dall’odore nauseabondo e dall’aspetto disgustoso. Si sono prodigati nello studio del trattamento dello stesso arrivando a macerarlo, lavorarlo a mani nude nell’acqua, ed infine filtrarlo per ottenere un liquido dal sapore atroce, stomachevole, ributtante, nauseante, vomitevole, ripugnante, unanimemente riconosciuto simile alla sciacquatura di piatti, anestetico e rivoltante, da buttare giù forzatamente in un solo sorso, che consumano allegramente pure con una certa dose di compiacimento, ma dagli effetti stupefacenti in ogni accezione del termine: la Kava.

La Kava prova, al di là di ogni ragionevole dubbio, che intripparsi è da considerarsi una azione fondamentale per la sopravvivenza dell’uomo al pari del nutrirsi, respirare, riprodursi e, che la carenza di essa, può portare a soluzioni estreme"

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