Partenza il 14/7/2018 · Ritorno il 15/7/2018
Viaggiatori: 2 · Spesa: Fino a 500 euro

VALTELLINA: weekend in Valmalenco

di I viaggi di Ines - pubblicato il

L’arrivo dell’estate coincide quasi sempre con la voglia di stare all’aria aperta ed entrare in contatto con la natura. In Valtellina si ha la possibilità di trascorrere qualche giorno tra relax e passeggiate, trovandosi di fronte a panorami che lasciano a bocca aperta e che nulla hanno da invidiare alle più rinomate regioni montuose del nostro Paese.

Percorrendo la SS36 (Valassina) da Milano si arriva comodamente a Piantedo. All’imbocco della vallata avrete come l’impressione di essere catapultati in un’altra dimensione: il caos della città diventa un lontano ricordo che lascia spazio alla quiete. In questi paesini disposti in fila indiana la vita dell’uomo e la natura vanno avanti di pari passo. Guardandovi attorno vedrete i pendii delle montagne coltivati a uve e mele, le mucche allineate nelle stalle pronte per la mungitura, i trattori che fanno la spola tra una fattoria e l’altra carichi di balle di fieno o cataste di legna.

Per questo viaggio di due giorni ho deciso di condurvi in Valmalenco, una valle famosa soprattutto per le sue piste da sci e per le attività invernali. Eppure non bisogna dimenticare che da Caspoggio e Chiesa partono fantastici itinerari fruibili durante la bella stagione che conducono sulle vette fino a scollinare in territorio svizzero.

Ho scelto come base “Campo Moro“, frazione di Lanzada (SO). Per raggiungere il grande parcheggio che fiancheggia il Lago bisogna affrontare una quindicina di minuti su strada a tornanti e gallerie. Arriverete a quota 2.000 mt, un buon punto di partenza per spingervi verso rifugi, alpeggi e ghiacciai.

Sono stata ospite del Rifugio Zoia comodamente accessibile dal parcheggio, scelto volutamente per poter affrontare il weekend anche in caso di pioggia. La struttura è ben gestita, le camere sono ampie e pulite ma la vera chicca è la sala da pranzo con una grande vetrata che proietta verso la natura circostante. Scegliendo il trattamento di mezza pensione potrete approfittare della cena basata rigorosamente sulla cucina locale valtellinese e di una buona colazione a buffet.

Arrivati a Campo Moro lo sguardo viene catturato dal turchese intenso dei due laghi alpini (il Bacino di Campo Moro e quello di Alpe Gera) separati dalla grande diga, punto di partenza di molti sentieri che, costeggiato per un tratto lo specchio d’acqua più grande, si diramano verso luoghi e Rifugi incantevoli. Le passeggiate sono abbastanza agevoli, non troppo in salita e su percorsi sicuri. Potrete raggiungere il Rifugio Bignamiche domina il Lago oppure imboccare la sterrata sulla destra e dirigervi verso la Val Poschiavina, un suggestivo spiazzo punteggiato da cascine e grossi massi che, dopo essersi staccati dalle cime, riposano su un prato attraversato da un ruscello. In alternativa potete puntare al Rifugio Marinelli Bombardieri oppure al Ghiacciaio di Fellaria, ma si tratta di percorsi che richiedono molto più tempo e anche un maggiore allenamento.

Dopo avere valutato a tavolino tutti gli itinerari possibili (cosa che consiglio di fare prima di partire per un’escursione in montagna), la mia scelta è ricaduta sul percorso ad anello che abbraccia il lago. Passeggiando lungo il sentiero si riesce ad immergersi completamente in un contesto naturale incontaminato dove il silenzio regna sovrano e viene interrotto, a tratti, dallo scroscio dell’acqua di torrenti e cascate che dalle vette scendono lungo i pendii fino a tuffarsi nel lago sottostante. Lungo il tracciato vi capiterà di incrociare mandrie e greggi che qui vengono lasciate liberamente al pascolo per muoversi alla ricerca delle erbe più tenere. Tutto è avvolto in una vegetazione varia e profumata che si alterna alle rocce rivestite da muschi e licheni.

Qua e là, sparse, le casotte impreziosiscono in paesaggio. Si tratta di piccole costruzioni in pietra utilizzate dai pastori per la lavorazione sul posto del latte appena munto. Non fatevi problemi a ficcare il naso in una delle tante porticine: le persone sono molto ospitali e, vi potrà capitare di vedere qualche mucca in riposo forzato dopo il parto, con tanto di vitellini al seguito. Oppure potrete assaggiare e comprare direttamente il formaggio fresco d’alpeggio. Sullo sfondo di questo paesaggio da cartolina domina il Ghiacciaio di Fellaria. Mai avrei pensato di vederlo così da vicino! Con altre tre ore di cammino dal Rifugio Bignami, seguendo il sentiero glaciologico, si arriva praticamente a toccare le nevi perenni che, compattate, formano la lingua azzurra che scende verso valle. Proseguendo lungo il percorso arriverete all’Alpe Gembrè, un gruppo di casotte che sovrasta il Lago. Per completare l’intero anello calcolate di impiegare tutta la giornata, compresa la tappa per il pranzo al Rifugio.

Un’altro itinerario che suggerisco partendo dal Rifugio Zoia è quello che si dirige verso il Rifugio Cristina. Si tratta di un trekking molto più semplice, adatto a tutti (persino alle famiglie con bambini) dato il poco dislivello. In un paio d’ore si raggiunge l’Alpe Prabello, un luogo davvero affascinante. Anche qui protagonista è un nucleo di cascine in pietra, dominate da una chiesetta. Sparse tra le abitazioni incontrerete delle simpatiche capre bianche, le vere padrone di casa. Di fronte a voi potrete ammirare il Pizzo Scalino in tutta la sua maestosità. Prima di rientrare a Campo Moro consiglio di fermarvi uno dei rifugi presenti in zona per il pranzo. Io mi sono trovata molto bene a Ca Runcasch: cibo ottimo e terrazza panoramica con vista sulle montagne…un vero peccato dover ripartire!

La Valmalenco è una zona ricca di possibilità e adatta a tutti: dalle famiglie con bambini agli anziani, dagli amanti del trekking poco impegnativo agli scalatori esperti. La destinazione perfetta per una fuga rigenerante, per immergersi in una natura incontaminata e, perchè no, per riempirsi la pancia di buon cibo.

di I viaggi di Ines - pubblicato il