Aria di libertà a Valencia

Spiagge, monumenti e piazze della città spagnola

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  • di Summergift
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ci sono posti nel mondo in cui si respira aria di libertà. Forse questo respiro è effimero, distorto dalle sensazioni del viaggio e dell’ età ma in alcuni luoghi c’è. La libertà è poter uscire la sera, anche se sei una donna, e sentirti sicura nelle strade in cui porti a spasso la tua vita. La libertà è poter entrare nei luoghi della cultura sentendoti accolto e parte di ciò che è lontano dal tuo Paese d’origine. La libertà è poter scegliere chi avere accanto, a chi dare la mano in segno del tuo amore senza sguardi di disapprovazione o di curiosità morbosa. Ecco in poche, forse enfatizzate, parole come ci si sente quando per la prima volta si cammina per le strade di Valencia. Sicuramente l’occhio del viaggiatore è l’occhio di una persona fortunata perchè riesce a cogliere sfumature che a chi è del luogo appaiono ormai come abitudine e consolidata realtà. L’accoglienza appena scesi dall’aereo è delle migliori. Non bisogna chiamare un taxi o aspettare ore per salire su pulman gremiti. Basta fare un biglietto della metro che comodamente ti accompagna verso il centro.

Per me, per quattro giorni, il centro è stata Plaza del Ayuntamiento, metro Colon o Xativa, dove è stato costruito l’hotel in cui ho alloggiato. Quest’ultimo era dotato di una terrazza panoramica sulla piazza che di notte diventava il posto ideale dove fare delle scenografiche fotografie. Subito, nemmeno il tempo di posare i bagagli, che riprendendo un pulman pulito e accogliente mi dirigo presso la Ciduad de Las Artes Y Ciencias. Prima di arrivare, però, sono incuriosita dai ponti che vedo dal finestrino del bus e decido di scendere. Mi aspetto, allora, di trovare un fiume o almeno un corso d’acqua su cui quei ponti svolgono la loro naturale funzione. Con mio grande stupore quello che vedo è ben diverso: un ricco parco che occupa il letto di quello che era il fiume Turia, che venne spostato per evitare le inondazioni che colpivano frequentemente la città. Il parco è attrezzato con campetti da calcio e da tennis, c’è lo splendido Palau de la Musica e ci sono persino gli attrezzi che di solito troviamo dentro le palestre e non sicuramente in un parco. Riprendo la mia camminata perchè sono attratta dai profili bianchi che si ergono all’orizzonte. Sono i capolavori di Calatrava, gli edifici che ospitano l’Oceanografic, l’Hemisferic, il Museu de Les Ciencies e il Palau de Les Arts. Visito l’Oceanografic perchè non ho mai visitato un acquario di queste dimensioni. Il prezzo è abbastanza alto e alcuni animali, come i Beluga, mi fanno impressione perchè mi sembrano troppo grandi per stare in delle vasche. Se siete delle persone sensibili vi sconsiglio di andare a vederle. Comunque la visita è positiva ed esco felice di aver visitato questo grande mondo sommerso.

Il secondo giorno esco presto per fare colazione e seguo il ritmo del risveglio della città. Mi fermo in una delle tante ‘panetterie’ del centro dove gusto un'ottima colazione e un pane croccante. Cartina alla mano mi dirigo verso l'arena di Plaza de Toros dove sono state e sono svolte le corride con i toreros più famosi di Spagna. Vicinissima alla Plaza c’è la Estacion del Norte (La stazione del Nord), una modernissima quanto antica stazione ferroviaria. La facciata mi colpisce molto per le elaborate decorazioni in ceramica ma anche l’interno, pulito e arioso, esula dal concetto stesso di stazione come crocevia di uomini e di mondi perchè ha più l’aspetto di un enorme sala da te.

Decido allora di prendere un bus turistico che fa il giro panoramico della città con partenza e arrivo direttamente dall’arena. Scendo alla fermata Las Arenas e visito le spiaggie di Valencia (La Malvarrosa, Las Arenas ed El Cabanal) che distano dal centro solo una quindicina di minuti. Per andare in spiaggia si passa dal circuito urbano di Formula1 realizzato vicino al porto dove si è svolta anche l’America’s Cup nel 2007.La giornata non è molto calda e così posso fare una passeggiata sulla larga e bella spiaggia di Valencia. Ritorno in centro verso l’ora di pranzo e vado al Mercat Central. Anche in questo caso mi colpisce l’architettura esterna del mercato, rivestito interamente di azulejos ovvero le ceramiche colorate valenciane. L’interno, poi, è una festa di colori e suggestioni per il palato e per gli occhi. Tra banchi di frutta, di formaggi, pesce, prosciutti e dolci c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Acquisto un panino che faccio imbottire con il buonissimo prosciutto iberico e per dolce delle dolcissime ciliege. Provo anche l’horchata che ha un gusto forte e deciso, un pò troppo per me

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