"La MIA Francigena": Milano - Roma in bici lungo la Via Francigena

Viaggio On The Road (bici da corsa, gomme 28) lungo l'antica via di pellegrinaggio Francigena, alla scoperta di storia e bellezza italiane.

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  • di Daniele Federico D25
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro

A scrivere è una persona amante della storia, della natura, dell’arte: insomma, dell’Italia. Passioni che possono ben coesistere con un altro amore, quello per la bicicletta con la quale ho viaggiato lungo la Via Francigena, un’antichissima rotta di pellegrinaggio che da Canterbury (Regno Unito), passando da Francia e Svizzera, accede in Italia dal Colle di S. Bernardo (Aosta) discendendo la penisola sino a Roma. Entrata nel mito grazie ai resoconti di viaggio dell’arcivescovo Sigerico (950 – 994 d.C.) che percorse l’itinerario al crepuscolo del X secolo da Roma alla propria sede episcopale, dal 2001 l’Associazione delle Vie Francigene si è prodigata in un lavoro di promozione di questo percorso di circa duemila chilometri colmo di natura e folklore. Una “via di culture” come la battezzò il medievista transalpino Jacques Le Goff.

DAY 1 MILANO - CORTE DI SANT'ANDREA (LO)

All’ombra della Madonnina di Milano, tuta d’ora e piscinina, che domina la città dal 1774 dalla guglia più alta del Duomo, comincia la nostra avventura. Il capoluogo meneghino non è contemplato nell’itinerario di Sigerico, così, lungo l’Alzaia del naviglio pavese raggiungiamo Pavia, antica capitale del regno longobardo e città dei Visconti – futuri Signori di Milano – che ne fecero un grandissimo centro intellettuale fondando l’Università nel 1361. Le torri medievali, il pittoresco ponte coperto e la basilica di San Michele Maggiore, una chiesa in stile romanico lombardo (XII sec.) costruita con arenaria dell’Oltrepò pavese, che deve la sua fama quale luogo d’incoronazione di re e imperatori come Federico Barbarossa nel 1155. Nel verde della pianura padana emergono il Castello di Belgioioso e la Grangia Benedettina di Orio Litta, costruzione che conservava i prodotti ricavati dalla coltivazione dei terreni annessi all’abbazia. La prima tappa si conclude alla Corte di S. Andrea, a pochi passi dal celebre Transitum Padi (o Guado di Sigerico), unico attraversamento fluviale dell’intero percorso. Ancora oggi servizi di barche accompagnano i viaggiatori oltre le acque del fiume Po.

DAY 2 CORTE DI SANT'ANDREA - FORNOVO DI TARO (PR)

Varcato il fiume più lungo d’Italia, ecco comparire la distinta Piazza dei Cavalli di Piacenza, la più antica colonia romana dell’Italia settentrionale: non a caso uno dei simboli di questa città è proprio la lupa. E’ chiamata anche la “Primogenita” essendo stato il primo centro urbano a unirsi in maniera plebiscitaria ai Savoia nel 1848. Tra le sterminate piantagioni di mais sorge l’Abbazia di Chiaravalle della Colomba (Alseno): legata a S. Bernardo, la denominazione “della Colomba” ha due origini: la prima legata ad una leggenda narrante una colomba bianca alla guida dei monaci nel momento della fondazione; la seconda è riferito al mistero dell’Annunciazione di S. Maria Assunta. Dunque eccoci a Fidenza che deve molta della sua importanza proprio al transito di pellegrini. Qui si è sviluppato nel tempo una località dotata di strutture ricettive, assistenziali e di ospedali: una Pieve che è diventata sempre più importante fino a diventare Chiesa Cattedrale, S. Donnino. Sulle sponde del fiume Taro, all’altezza di Fornovo, si chiude la seconda tappa della “Mia Francigena”.

DAY 3 FORNOVO DI TARO - SARZANA (SP)

L’ascesa tra gli appennini ci accompagna al Duomo di S. Moderanno di Berceto dove, nel 718, a seguito di un miracolo legato alle reliquie di S. Remigio, il Vescovo di Rennes decise di fondare un monastero, l’odierna chiesa. Nel 1971, in una tomba sotto il presbiterio, fu ritrovato un calice di rara bellezza: che si tratti del Sacro Graal? Dopo le bellezze che solo la montagna può regalare a 1041 metri giungiamo al Passo della Cisa ed è qui consuetudine di ogni ciclista una visita alla Madonna della Guardia, protettrice degli sportivi. Dopo la discesa nel verde dei boschi ecco comparire Pontremoli e il convento dei frati cappuccini sino giungere a Sarzana, erede dell’antica Luni, graziosa cittadina nel cuore della Lunigiana, esempio di architettura militare fiorentina, voluta da Lorenzo il Magnifico fra il 1487 e il 1492 all’alba della vittoria contro i genovesi. La Superba conquistò poi la città e completò la costruzione della cinta muraria. In questa Cittadella riposeremo in vista del nostro viaggio.

DAY 4 SARZANA - MASSA

La quarta tappa incrocia la storia antica: Luni (oggi Ortonovo) colonia della dea Selene nel 177 a.C., importantissimo porto fluviale del fiume Magra anche in età medievale quando molti pellegrini s’imbarcavano alla volta della Spagna e del Cammino di Santiago. A testimonianza della sua antica gloria oggi rimangono i resti dell’anfiteatro di epoca imperiale. Lo splendore della dea Luna si eclissò nel corso del XII secolo a causa dell’impaludamento e della malaria. Splende invece il marmo di Carrara e di Massa dove domina il castello dei Malaspina, famiglia che legò in più momenti il proprio nome a quello della città fino al plebiscito del 1859 che ne sancì l’ingresso nel Regno d’Italia. Il Palazzo Rosso, oggi Prefettura in piazza Aranci, è uno degli edifici più caratteristici, appartenuto alla famiglia Cybo – Malaspina. Le spiagge di Marina e i suoi pontili tentano il pellegrino ad una vacanza balneare ma, salvo un bagno rigenerante, il viaggio deve continuare

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