Uzbekistan, un viaggio fuori dal comune!

Un compleanno che segna una tappa importante nella vita è l’occasione di un viaggio fuori dal comune. Ed una tappa della leggendaria Via della Seta sembrava l’ideale.

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  • di mronz
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Ceniamo in un semplice locale dove servono un ottimo chawarma (un tipo di kebab) bevendo acqua con menta ed arancia. Sentiamo di essere solo all’inizio. Ci aspettano ancora tante meraviglie che ancora non sappiamo quanto ci lasceranno esterrefatti.

Il giorno successivo è il mio compleanno. Andremo in treno a SAMARCANDA, distante circa 300 km. L’impatto con le linee ferroviarie uzbeke è ottimo. La stazione è nuovissima, organizzata ed efficiente, i treni moderni e puntuali ed il personale di servizio cortese e disponibile a tradurre le incomprensibili indicazioni delle destinazioni e delle rotaie scritti in cirillico; gli unici evidenti sono i numeri, ma cosa te ne fai se non capisci il resto? Senza di loro saremmo ancora là a guardare i tabelloni con un enorme punto di domanda sopra la testa... Le carrozze sono silenziose e pulite e viaggiano a velocità da TGV. Fuori dalla capitale scorre una campagna piatta interrotta da sparuti gruppi di abitazioni con i tetti in lamiera; a circa metà percorso diventa brevemente collinare per poi tornare pianeggiante fino a Samarcanda. In un paio d’ore totali siamo a destinazione ed essendo metà mattina abbiamo quasi l’intera giornata a disposizione. Fuori dalla stazione, anch’essa moderna, troviamo 42° e Umi’d, un simpatico taxista che parla inglese e che si offre di farci da cicerone nei due giorni in cui resteremo qui. Samarcanda ha molti luoghi da visitare, ma sono sparsi su un territorio piuttosto grande e quindi molto meglio girare in taxi per ottimizzare gli spostamenti. Girare a piedi sarebbe impensabile ed il prezzo richiestoci è onesto. Lasciati i bagagli all’Hotel Orient Star iniziamo la perlustrazione della città lungo ampi e luminosi viali. Prima tappa la Fabbrica della Carta dove assistiamo alla linea produttiva artigianale, a partire dalla pianta fino al prodotto finale; tutti i macchinari sono mossi dall’acqua con ingegnosi meccanismi in legno e le lavorazioni avvengono ancora a mano per tramandarne la tradizione. Passiamo poi a ciò che resta dell’Osservatorio Astronomico di Ulugh Beg. Questo illuminato studioso ed astronomo del XIV-XV secolo realizzò un edificio grandioso con un enorme sestante che permetteva di identificare posizione ed altezza delle stelle; a causa della sua scienza ritenuta antireligiosa fu ucciso ed il suo osservatorio distrutto. Proseguiamo verso l’area archeologica della collina Afrosiab. Dalla Moschea Khazret-Khizr, eretta nel XIX secolo sulle fondamenta di un antico tempio pagano, si gode un ottimo panorama sulla città; qui troviamo una delle più ricorrenti e caratteristiche sagome architettoniche del paese: le colonne lignee. Queste strutture portanti a sezione cilindrica affusolata e riccamente intarsiata ricavate da un unico tronco, sono poste a sostegno di soffitti e porticati detti “talar”. All’interno del piccolo Mausoleo di Khodja Danyar, realizzato in mattoni a vista, si trova un curioso lunghissimo sarcofago ricoperto da un drappo verde ricamato in oro che conterrebbe le spoglie del Santo, uno dei primi a divulgare l’Islam a Samarcanda e che la leggenda vuole non smetta mai di crescere. Arriviamo poi alla Moschea di Bibi Khanum del XV secolo, superbo esempio della grandiosità delle opere dell’epoca e da lì, attraverso il Bazar delle Spezie, alla Necropoli di Shakhi-Zinda, all’interno della quale si trovano oltre trenta tra moschee, madrase e mausolei con cupole, facciate e iwan splendidamente decorati ma anche semplici ed essenziali tombe. Va detto che i musulmani accettano la morte quale volere di Allah e credono in un aldilà di pace e serenità; vengono accompagnati nell’ultimo viaggio avvolti nel lenzuolo bianco indossato, per chi ha potuto, durante il pellegrinaggio alla Mecca. Le normali tombe sono spesso a forma di culla, il luogo in cui inizia la vita, ed il corpo del defunto è deposto nella terra, generatrice di nuova vita

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