Uganda in pratica

Alla ricerca dei gorilla, degli scimpanzé e non solo

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  • di honey-sunny
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro

UGANDA – FEBBRAIO 2017

Hi Omuzundu...

Tutto incomincia alle sorgenti del Nilo. Tante cose hanno visto i nostri occhi, tante immagini immortalate e tante altre rimarranno indelebili nella nostra mente. Tanti chilometri percorsi su strade sterrate, molte al limite della percorribilità, dove la polvere ti copre la pelle come un velo.

La vita lungo la strada un susseguirsi di capanne fatte di legni e fango o, per i più fortunati, di mattoni costruiti a mano lavorando la terra rossa, uno per uno, e fatti cuocere in piramidi. Piccoli e grandi villaggi dove viene svolta ogni genere di attività, dove i fuochi vengono accesi prima dell'alba e vengono cucinati i cibi più strani.

La strada è percorsa ininterrottamente da persone ed animali, fedeli che indossano gli abiti della festa per recarsi alla Messa domenicale, ragazzini che con le taniche gialle vanno al pozzo a prendere l'acqua, motorette rosse e nere sulle quali trasportano tutta la famiglia, capre comprese... biciclette cariche di ananas e di caschi di matoche, le banane verdi... bambini con le divise colorate, un colore diverso per ogni villaggio, che percorrono lunghi tratti a piedi sotto la pioggia o sotto il sole cocente per andare a scuola. E, ancora, bambini a cui la vita non consente di essere tali. Sono piccoli uomini e donne che devono lavorare. Bambini che portano al pascolo gli animali, che lavorano la terra, che costruiscono mattoni, che curano i fratellini più piccoli. Bambini vestiti di stracci o di niente che quando sentono il rumore di una jeep, una delle poche, arrivano da ogni dove urlando e salutando e poi, vedendo il colore diverso della pelle, ancora più felici, urlano: Hi Omuzundu, ciao uomo bianco... tutti tranne i pigmei Batuwa. Loro hanno lo sguardo arrabbiato, i loro piccoli occhi hanno già visto troppo, hanno visto cose che vanno oltre, ma oltre, il minimo della tollerabilità.

Gli uomini interrompono le loro attività, ti guardano, ti scrutano un po' diffidenti ma quando tu li saluti, i loro visi si illuminano dei più bei sorrisi. E poi ci sono le donne, fiere, nei loro vestiti colorati, camminano con le cose più disparate in equilibrio sul capo e tengono i loro bimbi in fasce legati sulla schiena. Le vedi chinate a lavorare la terra con attrezzi rudimentali. E questi territori non le agevolano, coltivazioni infinite di banane, ananas, thè e di ogni sorta di ortaggio, venduti poi nei coloratissimi mercati lungo le strade, si trovano sui ripidi pendii delle fertili colline, dove i vulcani Virunga fanno da cornice.

I Virunga, con Bwindi, l'unico posto in cui vivono i gorilla di montagna, gli ultimi sopravvissuti. Ti avvicini a loro in punta di piedi, loro ti guardano con gli occhioni color castagna e tollerano che tu, per poche decine di minuti, invadi la loro privacy. Probabilmente hanno capito che questa intrusione è la loro unica speranza di un futuro. Con il tuo contributo vengono remunerati i coraggiosi rangers che vegliano su di loro 24 ore su 24. Dura la vita dei rangers, una vita in condizioni proibitive per la loro salvaguardia.

E poi ci sono i simpatici scimpanze', ora fuori pericolo, ma anche loro continuamente controllati. Anche per gli altri animali africani la vita non è facile. Dopo lo sterminio durante la guerra, ora c'è una lenta crescita anche se lo scontro uomo/animale e la siccità, non semplificano le cose. Gli elefanti percorrono ancora i sentieri segnati dai loro avi, il ruggito del leone risuona nuovamente nella savana, gli ippopotami ed i coccodrilli nuotano placidi nelle acque dei laghi e dei fiumi, ed i rinoceronti, sorvegliati speciali grazie ad un grande progetto, fanno una timida comparsa dopo 3 decenni, da quando tutti sono stati sterminati

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