Uzbekistan e Turkmenistan: Riflessioni di viaggio

Ciao Bimbe, quest’anno dove andate in vacanza? Avevamo pensato ad una meta alternativa… Tipo andare in solitaria a Montecristo? O magari a fare le carcerate a Pianosa? Sulle orme di Napoleone a Sant’Elena? Vi sembrano posti abbastanza alternativi? Mmm si, ...

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  • di Meridiano307
    pubblicato il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Ciao Bimbe, quest’anno dove andate in vacanza? Avevamo pensato ad una meta alternativa… Tipo andare in solitaria a Montecristo? O magari a fare le carcerate a Pianosa? Sulle orme di Napoleone a Sant’Elena? Vi sembrano posti abbastanza alternativi? Mmm si, potrebbero andare… ma pensavamo ad altro, a qualche terra dove non ci stan troppi turisti! Eh pensavate di farvi un viaggio tra le tribù Amazzoniche? No, pensavamo di andare in UZBEKISTAN ed in TURKMENISTAN!!!! ?? Dove andate?? Uzbekistan e Turkmenistan! Aaah!!! Si, ma di preciso… dov’èchestan??

Ecco, questa, più o meno, è stata la reazione comune una volta comunicata la destinazione delle vacanze; reazione immancabilmente seguita da: “E di preciso che ci andate a fare”?? Bella domanda questa.Che ci si va a fare in due dei cinque stati dello "Stan’s club", ex domini della vecchia madre Russia?

Noi ci siamo lasciate ammaliare dal mito di Samarcanda, della Via della Seta, delle notti d’oriente e dei bazar; ci siamo fatte suggestionare dalle storie di mercanti e carovane, di cammelli e caravanserragli ;incantare da miti, leggende e misteri e conquistare da Khan, Sultani e condottieri. E poi oh, per dircela tutta eravamo anche un po’ curiose di sapere che cosa succede al tramontare del sole da queste parti, visto che sono secoli che non si fa altro che parlare di queste famigerate mille e una notte.

Per non parlare poi di ‘sto benedetto Turkmenistan di cui si sa poco o niente. Quindi ci siamo sentite in dovere di andare a prendere visione… che siamo curiose l’ho già detto vero?

Tutto questo carico di aspettative però ha anche un rovescio della medaglia: il pericolo della disillusione! Ed onestamente, anche il solo pensiero di varcare la soglia che divide l’immaginario dalla realtà ci incuteva un certo timore: e se il mito non ci fosse più? E se la Via della Seta non fosse così ammaliante come siamo abituati a figurarcela? E se i casermoni russi avessero soppiantato antichi palazzi rivestiti di maioliche?

Effettivamente parte di questi timori si sono rivelati più che fondati, ma se non fossimo andate non l’avremmo certo saputo; se durante il viaggio ci fossimo focalizzate su ciò che non abbiamo trovato piuttosto che su quello che stavamo vivendo, chissà con quante idee sbagliate e con quanta meno soddisfazione saremmo tornate. Forse, qui più che altre volte, ci siamo accorte che non sono – solo – i monumenti imponenti e le attrazioni rinomate a riempire gli occhi ed il cuore di meraviglia, ma è la semplice esperienza che ti sbalordisce e che ti fa tornare a casa diverso da come eri partito, "cresciuto". Perché, mai come stavolta, la bellezza del viaggio l’abbiamo trovata nel viaggio stesso, in tutto ciò che succedeva minuto dopo minuto, chilometro dopo chilometro.

Tashkent ti accoglie con la sue strade immense, le tracce di un passato vissuto all’ombra dei grandi imperi ma con la voglia di aprirsi al resto del mondo, a costo però di perdere la sua genuinità.

I palazzi di Samarcanda ti tolgono il fiato, il blu delle piastrelle dei rivestimenti fa a gara con quello del cielo, i mausolei sono talmente raffinati sensazionali da farti dimenticare che alla fine siamo pur sempre in un cimitero; il Registan di giorno ti fa impazzire di gioia e di notte ammutolire dall’emozione.

Bukhara, culla delle religioni, gioca a confonderti le idee con le sue cupole azzurre e lucenti, che a seconda di quale via percorri sembrano giocare a nascondino, cambiare di posto e mischiarsi l’una con l’altra

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