Il giro del mondo in 80 idee

Patrizio e Syusy si confrontano: i desideri per le prossime mete e i ricordi delle loro avventure negli angoli più belli del pianeta

Patrizio: E se per una volta non raccontassimo un viaggio specifico che abbiamo fatto, ma piuttosto un’idea di viaggio? Perché non ci divertiamo a ipotizzare un viaggio, a progettarlo, mettendo assieme quello che abbiamo già visto con quello che vorremmo vedere ancora?

Syusy: Già, ma cosa vorremmo vedere? I posti sarebbero tanti. E tanti anche quelli che vorremmo ri-vedere...

Patrizio: In effetti ci vorrebbe un altro giro del mondo...

Syusy: Perché no? Un altro giro del mondo, un super-giro del mondo, un giro ideale!

Patrizio: In effetti un giro del mondo l’abbiamo fatto, con una caratteristica che era implicitamente un limite: in barca a vela, all’altezza dell’Equatore. Ora che limiti ci diamo? Di tempo? Di soldi? Di mezzo di trasporto?

Syusy: No, se devo sognare, fammi sognare liberamente: niente limiti di tempo, né di mezzo di trasporto, né di soldi. E nemmeno di stagioni. Anche quando abbiamo fatto il giro del mondo in barca a vela, avevo come limite il fatto di visitare i Paesi toccati dalla barca, ma poi ho fatto molte deviazioni e tante strada via terra. Il giro del mondo è un’idea talmente forte, un sogno talmente assoluto, che vale la pena di esagerare...

Patrizio: Prima di tutto, che direzione prendiamo? Est o Ovest? Nord o Sud?

Syusy: Mi piacerebbe andare a Sud, cioè saltare il Medio Oriente e andare in Sudafrica...

Patrizio: Io ci sono stato... Ti piacerebbe andare a Cape Town?

Syusy: Sì, ma io vorrei fermarmi un po’ prima, per andare in un posto speciale, dove tu non sei stato, dove non va nessuno, nel Nord del Sudafrica... al confine con lo Zimbabwe. In quella zona un ricercatore, Michael Tellinger, ha trovato reperti archeologici stranissimi, che corrispon-derebbero a un periodo molto lontano nel tempo. Potrebbero essere l’anello mancante di tutte le ricerche storiche, migliaia di siti molto strani, che sembrano quasi dei nuraghi, un po’ come il Castello di Barumini. Ma sono più grandi, e sono migliaia. E la cosa straordinaria è che risalgono a ben 50 mila anni fa! Ma la domanda è: cosa ci faceva laggiù l’uomo preistorico, prima ancora di uscire dall’Africa per arrivare in Europa? Guarda caso da quelle parti è pieno di miniere d’oro...

Patrizio: Alludi alle teorie di Sitchin, secondo cui noi saremmo frutto delle sperimentazioni genetiche di un popolo extraterrestre, che ci ha creato per lavorare nelle miniere in cui loro si approvvigionavano?

Syusy: Bravo! Vedo che hai imparato. Ma detta così è un po’ brutale, servirebbero spiegazioni più serie: vi rimando al libro Misteri per caso. Ma certo questi incredibili reperti archeologici potrebbero fornire la prova definitiva di queste teorie... Comunque, già che sono da quelle parti, non mi farei mancare i Parchi naturali, sia del Sudafrica che della Namibia. Ma tu che ci sei stato, cosa mi consigli? E in che periodo ci devo andare?

Patrizio: Per il periodo, calcola che il clima è esattamente l’opposto del nostro: quando da noi è estate, laggiù è inverno. E le cosiddette mezze stagioni sono l’opposto: primavera a ottobre e autunno a maggio. Certamente da vedere le città, Cape Town e Johannesburg, con tutta la saga di Nelson Mandela contro l’apartheid, le lotte fra zulu e boeri. Per me sono state interessantissime le visite ai ghetti, capire gli sforzi per promuovere socialmente i neri e soprattutto i musei, che raccontano le sofferenze e le vittorie della società sudafricana, piena di conflitti sanguinosissimi. Poi ci sono anche le zone in cui si è ricostruita una sorta di Toscana, con i vini e quant’altro. Ma a quel punto resta migliore la nostra regione. I parchi naturali invece sono meravigliosi e, anche se sono molto turistici, restano un’esperienza indimenticabile, e non solo per i bambini

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Commenti
  1. meta89
    , 4/12/2015 15:16
    Ciao Susy, ciao Patrizio!
    Ma perché non lo fate davvero?!
    Non esiste ad oggi una rete televisiva che possa finanziare un progetto del genere? Le trasmissioni televisive che ora vanno per la maggiore, escludendo quelle di cucina, sono i talent/reality ed i programmi di viaggio/avventura (Pechino Express li ha fuse ed il suo successo è ben noto). Perché non pensare davvero ad un nuovo giro del mondo come faceste con Velisti per caso, ma questa volta magari tramite terra e qualche aereo ogni tanto, così da mostrare i reali confini e i panorami meno conosciuti di questo bellissimo mondo! Mostrarne le reali distanze fisiche che a volte non vengono percepite quando si viaggia in aereo! Perché non lanciare un nuovo format che calchi l'onda di turisti per caso o velisti per caso? Una sorta di turisti per caso (o per caos) 2.0, qualcosa più a contatto con gli spettatori, sfruttando anche le nuove tecnologie di adesso. Qualcosa che unisca la trasmissione con il web: renderlo più interattivo, più community, più social! Un programma che parli di questo mondo e che sia capace di pubblicizzare i luoghi che si visitano di volta in volta. Parlare della storia, del turismo, della cultura, della cucina locale (e qui ci allacciamo ai programmi di cucina! ahah. Ricette di cucina dall'estero!). Ma parlare anche, quando possibile, di argomenti sensibilizzanti dal punto di vista della natura, che devono essere trattati ai nostri tempi: inquinamento (aria/acqua), deforestazioni selvagge, situazione delle specie animali, ecc. Una specie di maxi guida ai luoghi di questa terra che sia capace di accomunare sia i giovani che gli adulti, avendo come target una vasta gamma di ascoltatori. Sarebbe bellissimo! Anzi, se lo fate... mi portate con voi?? Che sogno! Da piccolo stavo delle ore incollato alla tv per guardarvi. Girare il mondo. Fare l'inviato di viaggio per parlare di questo magnifico pianeta blu. Storie, culture, informazioni, riprese video, montaggio.. puff.. una trasmissione televisiva! Che sogno, che sogno! Io abito in provincia di Modena, per me raggiungervi sarebbe come schioccare le dita! Sarebbe davvero bello sedersi attorno a un tavolo, bere un the, conoscervi e parlare di un progetto del genere. Io chi sono? Sono solo un sognatore che a volte spera sempre che a dare qualche calcio al sedere della fortuna, quella, un giorno, possa ripagarlo, dandogli una mano ad aprire quel cassetto del comodino dove sono racchiusi sogni e speranze...

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