Sei "turista" o "viaggiatore"?

Ma non è una contraddizione ormai superata? Patrizio e Syusy dicono la loro...

 

Una nota rivista di viaggi, con tanto di canale televisivo dedicato, nel presentarsi e pubblicizzarsi di fronte al pubblico, ci ha tenuto a precisare che si rivolge esclusivamente ai viaggiatori, e i turisti li lascia proprio perdere. Naturalmente si tratta di uno slogan, cioè di una operazione di marketing che tende a focalizzare il proprio target, cioè la fetta di mercato a cui ci si rivolge. Operazione che tra l’altro ci fa vedere la suddetta rivista subito con occhi colmi di simpatia: visto che noi viceversa ci rivolgiamo dichiaratamente ai turisti, significa che non saremo mai concorrenti, quindi possiamo considerarci amici e complementari… Ma quello che colpisce è appunto il ritorno di una definizione-contraddizione che pensavamo del tutto superata: la differenza fra turisti e viaggiatori.

Ma se una rivista prestigiosa basa la sua strategia pubblicitaria su questa dicotomia, vorrà dire qualcosa. Forse davvero ancora nella testa della gente queste due definizioni hanno un senso, e un senso ben diverso fra loro. Interessante! Noi però questa differenza fatichiamo a capirla, allora cerchiamo di fare mente locale.

La differenza fra turisti e viaggiatori potrebbe essere innanzitutto “storica”, tipo a.C e d.C., che potrebbe significare non tanto avanti Cristo e dopo Cristo, ma avanti-Chatwin e dopo-Chatwin, il famosissimo viaggiatore che dalla fine degli anni ’60 ha girato il mondo, autore di “In Patagonia”, “Che ci faccio io qui”, “Le vie dei canti” ecc ecc. In pratica potremmo concludere che chi ha viaggiato prima di una certa data, quando erano pochi privilegiati o audaci a farlo, può essere considerato viaggiatore, e chi invece si è mosso dopo gli anni del boom economico e di massa, è un turista. Oppure la discriminante può essere la durata del viaggio: se uno sta via meno di 15 giorni è un turista, più di un mese è viaggiatore… Altra ipotesi: se uno parte per un viaggio organizzato è un turista, se viceversa si organizza tutto da solo è un viaggiatore: peccato però che molti viaggi-fai-da-te si rivelino poi piuttosto maldestri, quindi più che mai “turistici”. Oppure la discriminante potrebbe essere economica: se uno ha pochissimi soldi o tantissimi soldi da spendere è un viaggiatore, se spende una cifra normale è turista. In questo senso viaggiatore ha il significato della straordinarietà, cioè uno che dorme per strada o uno che dorme nei posti più esclusivi sarebbero a pieno titolo viaggiatore, mentre chi dorme in una Pensione o in un Villaggio-vacanze sarebbe un semplice, banale, ordinario turista. Altra ipotesi: chi viaggia per lavoro è viaggiatore, chi viaggia per diletto è turista: quindi un rappresentante di spazzole o un grande manager sarebbero viaggiatori, chi va in vacanza o in villeggiatura sarebbe turista. Oppure: chi sa bene la lingua, è esperto e si muove bene è viaggiatore, chi non sa una parola d’inglese, chi si perde, chi non sa litigare bene con i poliziotti degli aeroporti e si lamenta che si mangia male, sarebbe il perfetto turista. Pian piano ci stiamo avvicinando ad una conclusione: il viaggiatore è originale, straordinario, competente, romantico (sia che sia ricco che molto povero), mentre il turista prevedibile, inadatto, quindi è banale, ordinario,viaggiatore uguale gran figo, turista uguale sfigato.

A questo punto ci sembra evidente l’inutilità, la vaghezza e l’idiozia di queste definizioni. Ne facciamo molto volentieri a meno e quindi, con grande orgoglio e una punta di understatement ci piace molto definirci con orgoglio semplicemente turisti. E basta. O forse no, forse una differenza e una specifica c’è: va bene essere tutti turisti, ma ci sono turisti che si fanno trasportare dalla corrente come sardine e turisti che nuotano anche controcorrente come salmoni. Questi ultimi, semplicemente, sanno dove andare e perché: riescono a dare al proprio viaggio un senso, una logica, un obiettivo. Leggono prima un libro, sono spinti da una curiosità, o almeno da una suggestione.

Non viaggiano a caso, anche se si chiamano… turistipercaso Syusy & Patrizio

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Commenti
  1. Maya7
    , 27/7/2010 04:45
    Mi e' sempre piaciuto, durante qualunque viaggio, conoscere la gente del mondo: pensieri differenti, modi de vedere la Vita differenti,.modi sentire e percepire differenti e uguali.....Consigli che arrivano dalle persone piu' incredibili o piu' semplici. viaggiare per andare a conoscere cosa pensa un popolo, cosa crede....come vive .
    Posso dire con fermezza, che tante genti delle cuali ho sentitto parlare con scetticismo, sono state le stesse che mi hanno aperto sempre e ovunque le porte delle loro case per darmi da dormire o offrirmi da mangiare o da viaggiare sulle barche o sui camion......Tutto questo da' veramente tanto, ti riempie d'amore del Mondo intero. Logicamente ho passato anche storie di viaggio meno facili! tutto e' vedere dove uno si vuol fermare di piu' a guardare! Un abbraccio Planetario da Panama' Centro America
    E come si usa qui il saluto per lasciarsi e: QUE DIOS TE BENDIGA!
  2. orietta44
    , 25/7/2010 21:40
    orietta44

    Cari Susy e Patrizio, anzi carissimi amici perchè vi seguo da sempre e adesso che finalmente ho impararo ad usare il web(si dice così ,vero?) mi permetto di scrivervi. Avete avvicinato in modo splendido il concetto turista- viaggiatore, Concordo pienamente con la vostra tesi. Viaggiare è "essere " ,viaggiare è"realizzarsi" viaggiare è "vivere" e tutto questo non può portare a distinzioni e differenze. Il vostro pensiero sottolinea l'uguaglianza delle opportunità di apririsi alla conoscenza ed all'etica del bello e del diverso. Ho la fortuna di avere un marito che condivide la mia ansia di conoscere , la mia gioia di partire per vedere, sentire , conoscere e condividere quando si torna le esperienze del viaggio e poi raccogliere in un cassetto il racconto dell'esperienza stessa. Si, ancora in un cassetto anche se mio marito insiste per il loro salvataggio su "una cartella" speciale in "documenti Orietta" Grazie di esistere !!!.
  3. Stefano Palmieri
    , 25/7/2010 15:47
    Salve,
    ho ascoltato nel film di Bertolucci "il tè nel Deserto" una definizione sulla dicotomia Turista-Viaggiatore che mi ha colpito. Uno dei protagonisti segna questa differenza evidenziando che:
    il Turista è colui che pensa al ritorno a casa, il viaggiatore è colui che potrebbe non ritornare mai.
    Personalmente penso che, nel ventaglio infinito di possibili definizioni che soddisfano una pura esigenza di catalogazione a cui colui che viaggia libero dovrebbe sfuggire,

    il viaggiatore pone importanza al Viaggio (nel senso di processo, di cammino), il turista spesso è concentrato sulla meta.

    Stefano
  4. Antonio T.
    , 24/7/2010 18:55
    Ancora una volta si riapre il dibattito “Turista contro Viaggiatore”, argomento analizzato in tutti i modi, al centro anche di dotte dissertazioni, e che ha in sé il concetto che ci sia qualcuno capace di viaggiare meglio di un altro. Probabilmente è vero che alcuni modi di viaggiare sono superiori ad altri, però il dibattito “Turista contro Viaggiatore” è, come dice Potts, più una questione di status da esibire all’esterno che un approccio interiore. Penso che il vero dibattito sia tra il turista e l’antiturista che non va confuso con il viaggiatore perché nella sua ostentazione dell’essere diverso (si veste come gli abitanti del luogo, non ha macchine fotografiche o video camere, evita le attrazioni standard ecc.) ha come unico scopo quello di differenziarsi, salvo poi chiedersi e adesso cosa vado a vedere?
    Non credo che le affermazioni di Aldo Casadei possano essere condivisibili. C’è una grossa differenza tra chi viaggia con i T.O. e chi viaggia da solo. Sapete qual è? E’ il tempo e l'utilizzo che se fa! Unica ma sostanziale differenza. I T. O. ti trattano come un pacco postale, ti spostano da un luogo all’altro senza soluzione di sorta e l’unico momento di riposo sono le 2 ore che ti fanno perdere ogni giorno nei negozi o fabbrichette che sei obbligato a visitare. Emblematico di quello che vi dico è un episodio accadutomi qualche anno fa ad Efeso. Eravamo seduti sui gradini, mia moglie ed io, della Biblioteca di Celso godendoci il luogo tra una lettura della storia e uno sguardo al monumento, quando passa un gruppo di 15-20 persone(viaggiatori T.O.?!) si fermano 5 minuti 5 e vanno via. Due ragazzi che si erano attardati affascinati dal luogo sono stati subito ripresi e riportati in gruppo dal “pastore” del tour operator.
    Per essere un viaggiatore, a prescindere se siete in viaggio da soli od organizzati bisogna: prendersela con calma. L’unica cosa certa deve essere l’arrivo e il ritorno. Subito dopo essere arrivati a destinazione non lanciarsi subito a visitare tutti i posti di interesse, ma rilassarsi acclimatarsi, tanto tutto quello che vedete è nuovo, improvvisare le proprie giornate, dare una seconda occhiata a ciò che si vede e non farsi ossessionare dai programmi di marcia.
    Caro Aldo tutti abbiamo necessità di tornare a casa è nella la natura stessa del viaggio, il ritorno fa parte del viaggio e ne è una parte importante, se non avessimo il biglietto di ritorno saremmo non viaggiatori ma faremmo vagabonding, ma quella è un’altra storia.
    Ritengo opportuno dire che sono una GPC e che da anni viaggio autonomamente. Questo solo per farvi capire chi vi scrive.

    Un saluto a tutti
    Antonio
  5. merigianluca
    , 24/7/2010 14:02
    secondo me esistono viaggiatori -turisti , e turisti .
    io mi considero un viaggiatore turista in quanto con la mia moto io e mia moglie viaggiamo per l'europa ovviamente facendo i turisti , perche' andiamo a visitare altri luoghi monumenti musei castelli ,ecc.ecc.

    quindi secondo me la parola turista comprende tutti e due i significati , e cioe' sia turista organizzato e piu' sedentario ,
    e turista organizzato e viaggiatore che ogni gg o ogni 2 ad esempio viaggiando con il proprio mezzo cambia luogo destinazione ecc.

    in fondo si e' sempre turisti perche' quello che spinge a viaggiare e' la voglia di visitare vedere rilassarsi ecc. ecc. e facendolo in un modo o in un altro si e' alla fine sempre turisti agli occhi degli abitanti del luogo che si visita . .

    ciao gianluca
  6. GiancaPerCaso
    , 23/7/2010 18:26
    La differenza fra viaggiatore e turista la rimanderei alla sensibilità personale, ma sicuramente una definizione non deve essere per forza di spregio all'altra. Io naturalmente, come ho già scritto in un mio personale contributo, aspiro a far parte della schiera dei viaggiatori, quelli che cercano di capire la realtà dove si vanno a calare, la cultura, le abitudini in tutte le sue molteplici sfaccettature, quelli che non chiedono un caffè espresso in Baviera o il Parmigiano Reggiano nelle Cicladi e, di fondo, tendono ad avere grande rispetto per chi vive e pensa diversamente. Il rispetto poi, lo intendo nel senso più ampio del termine: rispetto per il credo religioso e le culture diverse dalla propria e rispetto per l’ambiente; chi si diverte a fare evoluzioni con una moto d’acqua per esempio, magari mettendo a repentaglio l’incolumità dei bagnanti, sicuramente non lo considero un viaggiatore, ma nemmeno un turista. Il prototipo del viaggiatore, ma questa è una mia personale valutazione, è quello che si muove in bicicletta, con bagaglio appresso, così come fanno tanti nord-europei. Semplificando: il turista che altro non fa che alimentare il business, sicuramente non è un viaggiatore; il viaggiatore senza scomodare Ulisse o i grandi navigatori della storia, è colui che cerca nuovi mondi, nuove culture, nell’ottica di un arricchimento personale.
  7. robyrossi
    , 23/7/2010 16:29
    trovo straordinario, tra tutti, il commento di @daniluca: "non so dove si risponde"!!! ecco, credo sia questo il commento più apprezzabile di questa sterile questione, come se esistesse una disputa tra categorie! qualcuno dice che invece esiste? forse la rivista con canale televisivo dedicato? beh, la risposta a tale dissanguante contenzioso è scritto nell'intervento stesso di Syusi e Patrizio, cioè che trattasi di semplice operazione di marketing, pertanto con un valore pari a 0. Ecco perchè liquido così "in scivolata" tale diattriba, lasciando in estrema sintesi finale quanto segue: sempre più si sentiranno viaggiatori coloro che si credono superiori e più impegnati nel vagare in the world, quanta è maggiore l'attenzione che si dedica a loro.
    p.s.: non sfugga che il sottoscritto si ritiene assai "viaggiatore"!
  8. autori
    , 23/7/2010 15:46
    ...e la citazione da "il tè nel deserto" di Paul Bowles? credo che sia fondamentale per capire la differenza tra turista e viaggiatore!
    cmq buon viaggio sia ai viaggiatori che ai turisti!?
  9. IgorDR
    , 23/7/2010 11:22
    Al liceo il mio professore di filosofia si arrabbiava invece se gli auguravamo Buone Vacanze: egli sosteneva infatti che vacanza deriva da vagare, cioè girare stupidamente senza meta.
    Buon Viaggio a tutti dunque.
  10. PaolaSole
    , 23/7/2010 11:13
    @flower1978:

    Concordo al 100%.
    Anche secondo me si tratta più della mentalità e dell'approccio con cui si viaggia che della durata o delle modalità.
    Aggiungerei anche che un pizzico di spirito di avventura, di non stretta programmazione e la libertà di cambiare intinerario o direzione in qualsiasi istante fanno più parte del bagaglio del viaggiatore che di quello del turista.

    A proposito di bagali, suggerirei anche di considerare il perchè generalmente un viaggiatore ne ha pochi & pratici mentre, il turista si muove più pesso con molti bagagli a volte anche poco maneggevoli.
    Si tratta certamente di un diverso approccio all'esperienza del viaggio.
    La cosa bella è che ognuno di noi sceglie in qualsiasi momento che aspetto far prevalere sapendo che una cosa non sempre esclude l'altra.
    Per esempio posso viaggiare "intruppato" e in situazioni molto organizzate per poi prendere tre gg di stacco, scalare le montagne e infilarmi in una grotta a recitare mantra con un santone indiano.
    Oppure fare un viaggio di quelli davvero "selvatici" e poi trascorrere gli ultimi gg in una struttura turistica senza mai uscire dall'idromassaggio che ho in camera.
    Ognuno ha il suo mix personale di viaggiatore e turista inside.

    Come ulima cosa aggiungerei che, oltre all'approccio al viaggio, la differenza la fanno anche i requisiti personali che ciascuna tipologia di viaggio richiede. E anche questo è un aspetto da nn sottovalutare.

    Credo comunque che il viaggio sia espressione costante di armonia con noi stessi e con ciò che ci circonda e che ognuno di noi abbia il suo presonale modo muoversi all'interno di questa meravigliosa magia.
  11. PaolaSole
    , 23/7/2010 11:12
    @flower1978:

    Concordo al 100%.
    Anche secondo me si tratta più della mentalità e dell'approccio con cui si viaggia che della durata o delle modalità.
    Aggiungerei anche che un pizzico di spirito di avventura, di non stretta programmazione e la libertà di cambiare intinerario o direzione in qualsiasi istante fanno più parte del bagaglio del viaggiatore che di quello del turista.

    A proposito di bagali, suggerirei anche di considerare il perchè generalmente un viaggiatore ne ha pochi & pratici mentre, il turista si muove più pesso con molti bagagli a volte anche poco maneggevoli.
    Si tratta certamente di un diverso approccio all'esperienza del viaggio.
    La cosa bella è che ognuno di noi sceglie in qualsiasi momento che aspetto far prevalere sapendo che una cosa non sempre esclude l'altra.
    Per esempio posso viaggiare "intruppato" e in situazioni molto organizzate per poi prendere tre gg di stacco, scalare le montagne e infilarmi in una grotta a recitare mantra con un santone indiano.
    Oppure fare un viaggio di quelli davvero "selvatici" e poi trascorrere gli ultimi gg in una struttura turistica senza mai uscire dall'idromassaggio che ho in camera.
    Ognuno ha il suo mix personale di viaggiatore e turista inside.

    Come ulima cosa aggiungerei che, oltre all'approccio al viaggio, la differenza la fanno anche i requisiti personali che ciascuna tipologia di viaggio richiede. E anche questo è un aspetto da nn sottovalutare.

    Credo comunque che il viaggio sia espressione costante di armonia con noi stessi e con ciò che ci circonda e che ognuno di noi abbia il suo presonale modo muoversi all'interno di questa meravigliosa magia.
  12. manga73
    , 23/7/2010 09:56
    ciao syusy e patrizio, siete sempre i migliori...altro che alle falde del kilimagiaro. IO opto per questa versione : Sono forse uno sfigato perche' qualche volta mi sono appoggiato a tour operator perche' magari risparmiavo qualcosa? sono forse uno sfigato perceh invece altre volte ho fatto TURISTA FAIDATE? NO ALPITOUR? E chi se ne frega.... dipende essenzialmente dalla disponibilita' che uno ha in quel momento..ma poi fra viaggiatore e turista non c'e' alcuna differenza.
    L'importante e',come ho sempre fatto e anche voi nei vostri viaggi,cercare di vivere pienamente l'esperienza viaggio,comunicare ed entrare in sintonia con la gente e con l'ambiente che si sta' visitando,riuscire a staccare completamente la spina e la mente che abbiamo nel posto dove viviamo...fare diciamo tabula rasa dei nostri pensieri e modi di fare..per diventare delle spugne quando si arriva in un nuovo luogo.....cosi mi piace VIVERE un viaggio...questo cosa vuol dire ? essere turista o viaggiatore? cosa me ne frega...l'importante e' essere li'!!!!!
  13. daniluca
    , 22/7/2010 07:38
    Ohhhhhhhh finalmente!!!!!
    Anche io sono proprio stanca di questa definizione!! Adesso questo articolo me lo stampo e lo faccio a leggere a tutti gli schizzinosi che si schierano dall'una o dall'altra parte!!!!
    E' la testa con cui si viaggia che conta!
    Bravi!
  14. flower1978
    , 16/7/2010 12:28
    ciao patrizio, ciao susy,
    quello che dite voi lo condivido al 95 per cento e vi spiego il perche. io la distinzione fra turista e viaggiatore la faccio e naturalmente mi inserisco nella seconda schiera perche secondo me viaggiare non e' scendere da una nave crociera visitare 4 monumenti risalire e l indomani ritrovarsi in un posto diverso oppure salire su di un autobus appena arrivati all'aeroporto visitare luoghi standard e tornarsene a casa con i souvenir del caso. questo per me non e' viaggiare!!! io intendo il viaggiare una possibilita' di vivere il luogo che visito, cercando d'intrufolarmi il piu' possibile nella vita quotidiana , cercare di parlare con la gente di assaporarne il loro stile di vita nei limiti del possibile naturalmente... per me la differenza fra turista e viaggiatore e' questa, non e' una questione di piu' fiko e meno fiko e' solo una questione di forma mentis del viaggio!!!! detto questo vi ringrazio per il vostro sito che e' una fonte inesauribile d'informazioni e per la gradevolissima rivista!!! gianluca grasso da messina la citta' senza ponte!!!!!!!

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