Cappadocia e un po' di Istanbul

Dai minareti ai camini delle fate

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  • di battirena
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Ci sono dei luoghi che ti rimangono negli occhi e nel cuore: uno di questi è la Cappadocia o meglio una sua porzione abbastanza circoscritta. È una regione particolarissima che prima la natura e poi l’uomo hanno resa indimenticabile. È una regione vulcanica dove le eruzioni si sono sovrapposte apportando materiali di vario genere e consistenza. Nei milioni di anni seguenti la natura, tramite i suoi agenti, non tanto segreti, ha compiuto la sua opera, trasformando una parte di questa regione in un susseguirsi di coni, canyon, fenditure, altissimi funghi o camini delle fate che ne fanno una splendida follia geologica. Il paesaggio lunare, che non smetteresti mai di guardare, cela al suo interno chiese, monasteri, abitazioni, stalle, cucine, depositi scavati nel tenero tufo dagli abitanti della regione a partire dall'epoca romana fino quasi ai nostri giorni. Le città sotterranee vennero in particolare scavate per sfuggire alle invasioni dei popoli nomadi che si susseguirono nei secoli e in gran parte risalgono al periodo bizantino e sono un grande esempio di adattamento e resistenza dell’uomo. Ma quello che colpisce maggiormente sono le piccole chiese e cappelle spesso magnificamente affrescate che bucano questa tormentata e affascinante terra e ne fanno un luogo unico.

Ma cominciamo dall'inizio! Arriviamo a Istanbul da Pisa atterrando al nuovo grandioso aeroporto in funzione da pochi giorni e situato ad una cinquantina di km dalla città non lontano dal mar Nero. Raggiungiamo Istanbul con bus navetta che ci scarica in pieno Sultanahmet. Il viaggio in bus è piacevole e il paesaggio interessante specialmente quando si entra in città brulicante di gente e di traffico con gli svettanti minareti che si fanno strada tra i palazzi accatastati sulle colline e che sostituiscono i nostri campanili. Lo sappiamo tutti Istanbul è il punto d’incontro di due mondi, una grande città dove si sono incontrate e scontrate civiltà e religioni, vivace brulicante di vita e di contrasti. Bellissima! L’avevamo già visitata accuratamente, ma prima di fare il balzo in Cappadocia non abbiamo potuto fare a meno fare una rapida tappa. Dopo una breve sosta in albergo facciamo una passeggiata serale a Sultanahmet tra AyA Sofia e la moschea Blu splendidamente illuminate. In occasione della tradizionale festa dei tulipani è stato allestito con questi coloratissimi fiori un tappeto che risulta essere il più grande del mondo.

Aya Sofia apre i cancelli alle 9 e così dopo una breve fila (i prezzi dei biglietti sono aumentati!) entriamo per la visita che non è possibile saltare. Voluta da Giustiniano fu la più grande chiesa cristiana fino a che non fu moschea (1453) e poi museo. È splendida con i suoi bellissimi mosaici e l’immensa cupola sorretta dalle colonne nascoste. Non mi dilungo, ma uscendo consigliabile è la visita alle tombe di tre sultani che succedettero a Maometto II il conquistatore di Costantinopoli. Quella di Selim è particolarmente bella completamente decorata con le famose piastrelle di Iznik. Particolare non trascurabile e piuttosto toccante è che i mausolei contengono anche moltissimi sarcofagi (verdi) con i resti dei famigliari (figli,fratelli…) che il sultano faceva tranquillamente strangolare al momento del suo insediamento per evitare problemi di successione. Sono comunque luoghi di culto ed è necessario togliersi le scarpe. Questa macabra usanza terminò alla fine del XVI quando i famigliari venivano, più umanamente, imprigionati ! Tralasciamo il grandioso palazzo di Topkapi e la straordinaria Cisterna Basilica già visitati, ma assolutamente da non perdere, per rivedere la Moschea Blu che secondo me è più affascinante di AyA Sofia con le sue piastrelle di Iznik, le vetrate policrome e gli enormi e pur leggeri lampadari che quasi sfiorano i tappeti

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