Turchia fai da te

Un viaggio attraverso la Cappadocia, la costa mediterranea, Pamukkale, senza dimenticare Istanbul.

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  • di AnnalisaC
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

La scelta per le vacanze di questa estate 2019 è ricaduta sulla Turchia. Grazie ad alcuni nostri amici di Istanbul, che ci hanno fatto venire la voglia di tornare; merito di questa terra meravigliosa, che invita ad essere conosciuta ed esplorata, abbiamo pianificato un viaggio che potesse permetterci di visitare Istanbul, la Cappadocia, la costa mediterranea e l’interno della regione Egea con Pamukkale. Il nostro viaggio si è sviluppato in 12 giorni, arrivando e ripartendo da Istanbul; per i nostri spostamenti, oltre ai voli di Turkish Airlines, Pegasus Airlines e Anadolu Airlines, e all’auto noleggiata per 3 giorni presso Europcar, abbiamo utilizzato bus di linea e taxi. I prezzi sono decisamente convenienti e la rete dei trasporti copre con efficienza moltissimi punti delle località visitate.

L’itinerario è stato il seguente: Istanbul tre notti, Uchisar in Cappadocia tre notti, Kaş sulla costa Mediterranea tre notti, Denizli nell’entroterra della regione Egea due notti e nuovamente Istanbul per l’ultima notte prima del rientro in Italia.

16.08.2019 – 18.08.2019

Essendo la seconda volta per noi a Istanbul, abbiamo optato, anche grazie ai nostri amici locali, per visitare zone leggermente al di fuori dei classici circuiti turistici, pur trascorrendo del tempo nelle zone più centrali, come Piazza Taksim, la celebre Istiklal Caddesi, la via più commerciale, costeggiata di palazzi del XIX secolo e ambasciate europee, Galata o il celebre Bazar Egiziano (Mısır Çarşısı).

Abbiamo soggiornato nel quartiere Beşiktaş, assolutamente consigliato in quanto molto ben servito dai mezzi di trasporto. Le vie di Beşiktaş sono piene di coloratissimi mercati, negozi, bar e ristoranti; c’è una via famosa per i locali che servono le tipiche e abbondanti colazioni turche, composte da uova cucinate in vari modi, un’ampia selezione di formaggi, verdure, olive, miele ed altre marmellate, panini freschi e pancakes. Il quartiere è frequentato da molti giovani, infatti è sede di diverse università. Da Beşiktaş partono anche i battelli per Üsküdar sulla sponda asiatica della città. Confinante con Beşiktaş si può trovare Ortaköy, in passato un villaggio di pescatori, oggi è un vibrante sobborgo pieno di vita e bancarelle che vendono oggetti di ogni genere. Se visitate questo luogo, non potete non assaggiare il Kumpir: un’enorme patata bollita aperta a metà con all’interno gli ingredienti più disparati, come mais, bulgur, pomodori, olive, insalata russa… che scegliete voi direttamente dal chiosco: uno spettacolo! A Ortaköy è presente anche una suggestiva moschea, lungo la riva del Bosforo, da dove si gode anche di una splendida vista del Ponte sul Bosforo.

Il secondo giorno a Istanbul purtroppo siamo stati accompagnati da un violento e inaspettato nubifragio, che ha creato diversi disagi alla viabilità e al traffico. In Turchia però si dice che se si arriva con la pioggia significa che il viaggio sarà benedetto… e noi, forti di questo buon auspicio, non ci siamo fermati e abbiamo visitato la Moschea Suleymaniye, una delle più importanti di Istanbul, costruita su uno dei sette colli intorno alla metà del 1500 dall’architetto Mimar Sinan, che fu nominato dal sultano Solimano I capo architetto imperiale; Sinan progettò e costruì oltre 300 edifici. Il grandioso complesso della moschea comprende anche scuole, un ex ospedale, un caravanserraglio, una mensa popolare, un bagno pubblico e le tombe del sultano e della moglie.

Il terzo giorno ci siamo infine dedicati alla visita della sponda asiatica di Istanbul: partendo da Beşiktaş siamo approdati a Üsküdar e poi ci siamo diretti a Çengelköy, un piacevole villaggio sul Bosforo dove è possibile rilassarsi e godersi l’atmosfera in un tradizionale giardino del te affacciato sul Bosforo e all’ombra di un grandioso acero secolare. Ci siamo poi spostati verso Kadıköy, un altro punto di approdo per i battelli provenienti dalla sponda europea, un quartiere vivo, animato e famoso per la sua via in cui provare il tipico “apericena” turco: rakı, un liquore all’anice smorzato dall’acqua, e un’infinità di meze, una sorta di tapas che comprendono piatti freddi e caldi di pesce, carne e verdure. Tipicamente turche, le serate a base di rakı e meze si concludono chiacchierando di politica e di come rendere migliore l’avvenire. Siamo infine scesi al più tranquillo ed elegante quartiere di Moda, affacciato sul Mar di Marmara, dove sono presenti numerosi caffè e pasticcerie, e da dove è possibile tornare a Üsküdar passeggiando su un ampio lungomare in cui si possono incontrare persone in bicicletta o gente che fa jogging.

19.08.2019 – 21.08.2019

La successiva tappa del viaggio prevedeva tre notti in Cappadocia. Dal nuovo aeroporto di Istanbul siamo atterrati a Nevşehir e abbiamo scelto per il nostro soggiorno il villaggio di Uҫhisar, a nostro parere un ottimo punto di partenza per visitare i principali siti di questa regione. L’albergo in cui siamo stati è il Caldera Cave, un piccolo hotel in fase di ampliamento, con le camere scavate nelle grotte di tufo, veramente particolare e suggestivo, proprio sotto il castello di Uҫhisar, che serve un’ottima colazione turca e con una vista meravigliosa sulla valle da dove, appena prima del sorgere del sole, le celebri mongolfiere si alzano in volo. Sempre a Uҫhisar consiglio caldamente una cena nel ristorante House of Memories: i prezzi sono economici e i piatti che offre sono squisiti, dalla zuppa di lenticchie con la fettina di limone, agli spiedini di agnello per finire con lo speciale piatto del posto: il pottery kebab, uno stufato di agnello cotto a lungo in un vaso di terracotta, accompagnato da riso e insalata, ma il vero tocco di magia è il rito dell’apertura del vaso di terracotta, che si compie dai proprietari in modo spettacolare direttamente al tavolo. Dopo la visita in autonomia del castello di Uҫhisar, per i due giorni seguenti ci siamo affidati alle agenzie locali che organizzano vari tour in inglese nella regione: il giro dura approssimativamente 7-8 ore, il mini bus passa a prendere i partecipanti direttamente in hotel e le guide che accompagnano sono persone preparate, disponibili e molto simpatiche; le agenzie che li organizzano sono molte e i tour differiscono di poco, sicuramente l’hotel saprà consigliarvi e aiutarvi nella prenotazione. Rispetto alla nostra esperienza, posso dire che i luoghi imperdibili sono il museo all’aria aperta di Göreme, dove si possono trovare molte cappelle e monasteri con meravigliosi affreschi; Paşabağ, con i celebri camini delle fate; Devrent Valley, detta anche la valle del cammello, dove le formazioni rocciose prendono le forme di animali e persone; Il monastero di Selime, il più grande della regione scavato nella roccia; la valle di Ihlara, un canyon attraversato sul fondo da un fiume, costeggiato da chiese e cappelle con splendidi affreschi e infine la città sotterranea di Derinkuyu, un complesso di tunnel e stanze profondo 8 piani, in cui le persone si rifugiavano temporaneamente per proteggersi da pericoli e da invasioni. Al termine dei tour i partecipanti vengono accompagnati nelle fabbriche locali di tappeti, ceramiche, gioielli o dolciumi per assistere ad una breve dimostrazione di come si lavorano le materie o di una degustazione. Un’altra esperienza che ci sentiamo di consigliare, ma che purtroppo noi non abbiamo avuto modo di fare, è il giro in mongolfiera, dicono sia davvero emozionante

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