Viaggio di nozze low cost in Turchia

Due settimane tra Istanbul, la Cappadocia, l'Anatolia Sud-Orientale e il Mar Nero, raccontata con un pizzico di humour e di leggerezza

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  • di hugh.79
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

E fu a coronamento di una delle più incredibili e inaspettate storie d’amore mai raccontate, che alla fine io e Mels tornammo insieme. Ci sposammo in un casale disperso tra le fauci dell’Appennino Tosco-Emiliano il 22 Giugno 2013, un caldo giorno d’estate, tra pochi cari amici e le nostre famiglie. Quello che segue è il racconto del nostro viaggio di nozze.

Tra le tante mete che avremmo amato vedere, alla fine abbiamo scelto la Turchia, anche e come solitamente accade, per scendere a compromessi coi nostri sogni. Un posto alla portata delle nostre tasche che ci permettesse di continuare ad inseguire i tanti altri progetti nascosti nel cassetto. I progetti di una famiglia che stava nascendo.

L’idea di fondo prima della partenza era quella di lasciare al caso un ampio insieme di decisioni. Località, sistemazioni, itinerari e pasti. Scegliamo così di prenotare soltanto le prime 3 notti ad Istanbul, e l’andata/ritorno da e per Bologna, con in più 2 voli interni per coprire le amplissime distanze del paese. Un volo da Istanbul a Kayseri, e uno da Trabzon per tornare ad Istanbul. Tutto il resto, decidiamo di stabilirlo sul posto.

Partiamo nel tardo pomeriggio di martedì 25 Giugno da Bologna alla volta dell’aeroporto Ataturk di Istanbul. Durante il volo, ci sorprende l’accoglienza del personale della Turkish Airlines. Arrivano tanti bei pasti caldi tipici, richiamo alla cucina turca, ma a me e Mels – che avevamo voluto fare i fighi al check-in on line – rifilano rispettivamente, come ordinato, due penosi menù: solo frutta e per intolleranti al lattosio. La consolazione al nostro spirito autolesionistico sono unicamente i “Turkish delights”, serviti come dessert a tutti i passeggeri (per fortuna) indipendentemente dalle prenotazioni.

All’arrivo a Istanbul la fila al controllo passaporti è infinita… oltre un'ora in coda in attesa della timbratura del passaporto da parte degli ufficiali doganali. Rimaniamo bloccati in aeroporto fino alla mezzanotte inoltrata. Fuori dai gates di arrivo, ci attende paziente l’autista del Saruhan Hotel il quale, a passo tranquillo, ci guida in città tra le sfavillanti luci della modernissima autostrada aeroporto-centro. Il Saruhan Hotel è una piccola e graziosa struttura alle porte del quartiere Sultanahmet, a poche centinaia di metri dalla Moschea Blu ed Haghia Sophia, con vista sul mare al di là della tangenziale. Un piccolo campo da calcetto di fronte all’Hotel lo rende più “familiare”, facendolo quasi sembrare l’ostello del quartiere. Ci corichiamo a notte inoltrata, stanchi ma pronti per godere delle bellezze di Istanbul nei 2 giorni successivi. [OMISSIS].

Ci svegliamo relativamente presto il mattino successivo, per cercare di sfruttare al massimo le 2 giornate ad Istanbul. La colazione al Saruhan Hotel è molto gradevole e tipica, e la collocazione sul terrazzo ci permette di godere di una bellissima vista su tetti e comignoli del quartiere popolare di Sultanahmet. Ricopro il piatto con salamini di pollo, galbanino turco, uovo sodo, burro di arachidi e pane caldo, ed accompagno il tutto con l’immancabile thé caldo. Piccioni e pellicani si accovacciano tra i tetti minacciando i nostri piatti. Mi godo la disputa, a tratti verbale, tra mia moglie – terrorizzata da sempre da qualsiasi forma di volatile – e un pellicano che non vuole saperne di allontanarsi dai nostri pressi. Ci incuneiamo tra le stradine di Sultanahmet, cartina del centro storico alla mano. A poche centinaia di metri dal nostro albergo c’è un grazioso parchetto con una grande fontana nel mezzo, dove le donne giocano coi loro bimbi; la prima impressione che ci trasmette la Turchia è un’immagine di serenità. Ci dirigiamo verso la Punta del Serraglio dove troneggia l’immenso Palazzo di Topkapi, fatto costruire nel XV secolo dall’imperatore ottomano Mehmet II e sede, per 400 anni, dei sultani e delle donne dell’Harem. La visita del palazzo, che si compone di 4 ampi cortili di cui 1 esterno e 3 interni alle mura, nonché di svariate costruzioni al proprio interno, impegna tutta la nostra mattinata. Il primo cortile fuori dal palazzo ospita la bella chiesa di Haghia Eirene. Passeggiando arriviamo alla Porta dei Saluti, che comunica col secondo cortile e rappresenta il vero e proprio ingresso al Palazzo di Topkapi

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Commenti
  1. Paolo Rozzo
    , 3/10/2013 18:22
    bellissimo racconto. mi hai fatto emozionare.

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