Turchia, da Istanbul ad Antalya

La romantica Istanbul per il nostro venticinquesimo di matrimonio, e molto altro con tour organizzato

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  • di carabattola
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Per il venticinquesimo di matrimonio ci siamo regalati un tour della Turchia. Essendo soci di un noto club di libri, da diversi anni riceviamo delle offerte per questo tipo di viaggi; diverse volte siamo stati tentati e stavolta, vista l’occasione particolare, il programma ed il prezzo, abbiamo deciso di partecipare. Non siamo turisti da viaggi organizzati, però in Turchia devo ammettere che eravamo un po' timorosi, e poi tutto sommato cedere ogni tanto alla pigrizia non è così male…

Il tour, di una settimana, prevede le visite di Istanbul, Bursa, Hierapolis e Pamukkale, e Antalya, percorrendo più di 900 km in pullman. Volo con Pegasus, compagnia low cost turca, con scali Orio al Serio e Istanbul Sabiha Gokcen. Al ritorno volo interno da Antalya a Istanbul Sabiha Gokcen, e poi Italia.

Gli alberghi quattro stelle, tutti buoni tranne quello di Antalya, da dimenticare.

1° giorno

Partenza. Da ricordarsi che in Turchia bisogna spostare le lancette degli orologi di un’ora avanti! In aeroporto ci attende la guida, una ragazza, che ci accompagnerà per tutto il tour. Spostamento verso l’albergo, Mim Hotel, che è nella parte nuova di Istanbul; belle stanze, buon buffet, purtroppo è abbastanza defilato e per muoversi la sera bisogna per forza prendere il taxi.

La prima cosa che ci colpisce è il traffico… tantissime auto in colonna a passo d’uomo… se si calcola che nell’area di Istanbul sono censite 17 milioni di persone ci si fa un’idea di cosa possa essere un’ingorgo…

2° giorno

Dopo un’abbondante colazione, il pullman ci porta in Piazza Sultanhamet per le imperdibili visite alla Moschea Blu, ad Haghia Sophia ed alla Cisterna Basilica. Questi monumenti sono così famosi che non mi ci dilungherò… in due giorni del resto si può pretendere solo di avere un’idea di quello che è questa città, non certo scoprirla tutta.

Attraversiamo l’Ippodromo, e con la fantasia cerchiamo di immaginare come doveva essere ai tempi dell’Impero d’Oriente… un grande Circo Massimo dove si svolgevano corse di carri, gare atletiche, che fu teatro anche di sommosse e rivolte sanguinose. Pranziamo nelle vicinanze, un ristorantino con cucina turca, non male, e poi il primo tributo allo shopping: il Bazar Egiziano, o Mercato delle Spezie. Ogni tipo di spezia, di thè, dolci, in un trionfo di colori e sapori… non si può non cedere. Di fronte all’entrata del mercato c’è la Moschea Nuova, dove siamo entrati solo nel primo cortile.

Fa molto caldo, ma per fortuna girano tanti venditori di bottigliette d’acqua minerale…

Dopo, ci rechiamo alla Chiesa di San Salvatore in Chora, con all’interno degli stupendi mosaici bizantini, trasformata ora in museo (come del resto Santa Sofia).

Ci tuffiamo ancora nel traffico per il ritorno in albergo (più di una volta il nostro pullman deve manovrare a causa di parcheggi selvaggi in curva… abbiamo un autista bravissimo). Dopo cena, essendo il nostro anniversario, ci facciamo portare in taxi a Besiktas, dove ci sono diversi localini con vista sul Bosforo.

I taxi a Istanbul non sono cari, nonostante invece la benzina sia carissima; ma i tassisti, vi assicuro, sono fuori di testa. Mi piacerebbe leggere una statistica dei passeggeri morti d’infarto!

3° giorno

Oggi è la volta del Palazzo Topkapi. Per quattro secoli è stata la reggia dei vari Sultani Ottomani, ha una splendida vista sul Bosforo ed all’interno, tra gli innumerevoli padiglioni, ci sono quelli più famosi del Mantello Sacro (con reliquie del profetta Maometto) e del Tesoro, con pezzi famossimi come il Diamante Kasikci e il pugnale Topkapi. All’esterno gli appartamenti privati del Sultano, ovvero l’Harem. Qui ci si immerge nell’atmosfera da Mille e una Notte, immaginando il sultano tra mogli, favorite, concubine, eunuchi…

Poi il pullman ci porta all’imbarco per la Crociera sul Bosforo, dove Europa e Asia si fronteggiano. Tra le curiosità, le case in legno del periodo ottomano e gli appartamenti stramilionari…

Al ritorno, ristorante con menu turco (anche se vicino al porto c’erano delle griglie che arrostivano pesce che facevano venire l’acquolina in bocca) e poi ci dirigiamo verso il quartiere Eyup, il più tradizionalista di Istanbul (qui quasi tutte le donne sono coperte da capo a piedi), all’estremità del Corno d’Oro, dove prendiamo la Teleferica e saliamo fino al Caffè Pierre Loti. Da quassù si gode un panorama spettacolare del Corno d’Oro; al ritorno, passeggiando in mezzo ad un cimitero, apprendiamo di come i morti vengono accuditi in Turchia. Ad esempio che la cura delle tombe è a carico del comune; che i morti vengono sotterrati senza cassa (sarà per questo che il cimitero è pieno di gatti?)

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