Turchia... Cappadocia e Anatolia orientale

Viaggio itinerante fai da te in Turchia

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  • di paola.1966
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Dopo aver letto un racconto di viaggio decidiamo di visitare una parte poco turistica: la Turchia orientale.

Partiamo da Malpensa domenica 4/9 con un volo della Austrian che fa scalo a Vienna, prenotato a giugno con Govolo (344,00 euro), che ci porterà ad Istanbul.

Arrivati all’aeroporto Ataturk prendiamo la metropolitana e il tram per andare a Sultanahmet dove abbiamo prenotato un albergo trovato tramite booking.com (hotel Meddusa euro 59,00 a notte con colazione). L’albergo non è facile da trovare perché nascosto tra altri locali. Quando arriviamo in camera ci accorgiamo che l’aria condizionata non funziona. Con qualche difficoltà (parlano poco l’inglese) riusciamo a farci cambiare la stanza che però è piccola e il bagno ha un sanitario che perde; cosa usuale in tutta la Turchia, come scopriremo in seguito.

Alloggiamo per un paio di giorni ad Istanbul cercando di visitare quanto ci era sfuggito durante il nostro ultimo viaggio di qualche anno fa.

Ci rechiamo all’Aghia Sofia nel tardo pomeriggio quando non ci sono code e il turismo di massa delle crociere è sparito; attenzione ai giorni di chiusura dei luoghi da visitare sono giorni infrasettimanali e non sono tutti uguali.

Ci siamo inoltrati nelle vie vicino al mercato delle spezie che sono piene di negozi dove puoi trovare qualsiasi cosa ed abbiamo avuto conferma che il detto “se cerchi qualcosa e qui non la trovi, allora non esiste!” è proprio vero. Abbiamo scovato anche un Pide Salun che sfornava sotto i nostri occhi delle gustosissime pide.

Alla sera abbiamo cenato in un self service in Istikal Caddesi dove ci sono piatti in esposizione al posto del menù e c’è sempre pane a volontà. Peccato che i nomi dei cibi siano incomprensibili in compenso è tutto molto buono.

Il nostro itinerario prevede di spostarci in Cappadocia così andiamo al terminal degli autobus per prenotarne uno notturno. Il terminal mi ha impressionato per la sua grandezza. Abbiamo fatto fatica a comunicare perché l’inglese, come scopriremo meglio poi, (Sultanahmet fa eccezione) si parla molto poco per cui è difficile farsi capire ma soprattutto capire il turco!

Comunque prenotiamo per la sera seguente con la Suha (60tl a persona) il trasferimento notturno di 12 ore che ci porterà a Kayseri dove abbiamo noleggiato una macchina dall’Italia tramite internet dal sito www.rent.it (16 gg circa 387 euro senza cauzione).

L’autobus è confortevole ed ha il doppio autista in previsione del lungo viaggio. Si possono vedere film, la tv o ascoltare musica perché sul retro di ogni poggiatesta vi è uno schermo e alla partenza vengono consegnate delle cuffie. Sul bus è presente una hostess. La nostra era una biondona con la divisa di una taglia più piccola e quindi molto attillata, una dose molto abbondante di profumo e non parlava una parola di inglese. Insisteva a porci delle domande in turco ed era molto scocciata perché non le rispondevamo. Il bus fa tre soste e durante il viaggio la hostess distribuisce acqua o the, l’unico handicap è il bagno. Il bus ne è provvisto ma non è agibile perché utilizzato come deposito di beveraggi ecc.

Arriviamo al terminal di Kayseri la mattina presto così decidiamo di acquistare già il biglietto per il bus notturno di ritorno visto che il viaggio è stato buono. Purtroppo non ci riusciamo perché, a parte il solito problema linguistico, insistono nel dire che i bus sono tutti prenotati e quindi rimandando il tutto, andiamo in cerca di un taxi che ci porti dove dobbiamo ritirare l’auto.

I taxisti turchi sono fortissimi, quando non conoscono un indirizzo incominciamo a telefonare ovunque per farsi spiegare la strada e anche se la prima volta pensi che si sia perso alla fine ti porta nel posto giusto

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Commenti
  1. goricchio
    , 11/5/2012 21:40
    Sarebbero queste le conclusioni di 20 giorni di Turchia?!? 20 giorni sprecati!

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