"Pellegri-viaggio" in Turchia dell'Est

In tour in Cappadocia e Turchia dell'Est aggregati ad un gruppo di fedeli emiliani in pellegrinaggio.

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  • di FULCOLA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

La voglia di rivedere una terra così vicina (ci separano poche ore di aereo ) ma tanto diversa e ricca di contrasti da sembrare lontanissima ci ha spinto ad intraprendere un nuovo viaggio verso un paese magico: la Turchia. E’ il nostro quinto viaggio in questo paese e questa volta vogliamo concentrarci sulle zone meno turistiche: le terre di confine dell’Est, le province a maggioranza curda ai confini con Siria, Iran ed Armenia. L’Est è una meta poco conosciuta dalla maggioranza dei turisti che preferiscono affollare le spiagge delle coste turchese ed egea e i siti archeologici più noti. In internet si trovano molti racconti di viaggiatori fai-da-te e spesso di comitive di motociclisti o camperisti, a posteriori sicuramente uno dei modi migliori per visitare queste zone Invece per me e mia moglie, che viaggiamo quasi sempre con viaggi organizzati , la scelta del T.O. È stata difficile: sono pochi quelli che propongono il Tour dell’ Est a prezzi accessibili e ancor meno quelli che riescono a raggiungere il numero minimo di partecipanti ed in più noi avevamo scelto il mese di settembre (per evitare la canicola d’agosto). Quando ormai avevamo praticamente desistito convinti di dover rinviare il viaggio ad un prossimo anno, la “scoperta” su internet dell’ Eteria Viaggi di Fidenza, un tour operator specializzato soprattutto in pellegrinaggi e viaggi religiosi che propone anche la “nostra” agognata meta. Il primo contatto non è stato incoraggiante: anche loro non avevano in programma delle partenze a causa della scarsa richiesta! Ma ci hanno proposto di aggregarci ad un gruppo di una trentina di fedeli emiliani che aveva già prenotato un viaggio con caratteristiche similari al tour che ci interessava, anche se con una più marcata impronta religiosa . E sia! La voglia di partire era tanta che abbiamo deciso di aggregarci al pellegrinaggio per la “Cappadocia e Turchia dell’Est” dal 20 settembre al 01 ottobre 2010.

Il tour era strutturato sulla visita della Cappadocia in una giornata, poi trasferimento a Sud sulla costa per la visita di Tarso e nei giorni successivi la visita in senso antiorario di molti dei luoghi più significativi dell’ est: Harran, Sanliurfa, i monasteri siriaci dei dintorni di Mardin, Diyarbakir, Van e l’omonimo lago, Dogubayazit con l’Ararat e l’Ishak Pasha Saray, Kars e le rovine di Ani, Erzurum e Trebisonda (un po' "tirato per i capelli" chiamarlo pellegrinaggio in quanto solo alcune zone visitate fanno riferimento alla religione cristiana ma tant'è, a noi interessava soprattutto l'aspetto storico-culturale e paesaggistico). Buona l’organizzazione che si appoggiava al T.O. Locale TenTur, già conosciuto in quanto utilizzato anche da “ I viaggi del Turchese” con cui abbiamo viaggiato spesso. A detta di Erhan, la guida locale che ci ha accompagnato durante tutto il tour, il viaggio però poteva esser meglio strutturato sostituendo alla Cappadocia la salita al monte Nemrut ( più “in zona” per la successiva visita dell’est..), eliminando la visita di uno dei tre monasteri siro-ortodossi ( molto simili tra loro) a favore della città di Mardin ed infine escludendo la visita di Diyarbakir che a suo dire non ha molto da offrire in termini di monumenti ed è pericolosa per la presenza di numerosi borseggiatori ( ma qui subentra la “diffidenza” dei turchi verso i curdi di cui Diyarbakir è considerata la “capitale”). Partenza dall’aeroporto di Bologna con volo Turkish Airlines e scalo ad Istanbul. Causa ritardo del volo da Bologna abbiamo perso la coincidenza per Kayseri ma Erhan, incontrato all’aeroporto, ha subito organizzato una breve escursione della città con cena by night nei pressi dell’ippodromo. Poi partenza per la Cappadocia ed arrivo nel cuore della notte. La Cappadocia non si può descrivere facilmente, va vista. Le formazioni rocciose della valle di Devrent spronano la fantasia a trovare l’animale o il soggetto più simili ed allora vedi il cammello, la foca, la madonnina del Duomo di Milano e tutto un mondo di altri folletti e fate di cui poi trovi in giro i famosi “camini”, pinnacoli di tufo sormontati da un “cappello” di granito a mo’ di fungo. Passando di valle in valle vedi rocce che a me ricordano le “onde” del gelato alla crema nelle vaschette che fanno bella mostra di sè nelle gelaterie artigianali : ci si meraviglia di continuo su come la Natura possa sbizzarrirsi nella Sua opera ed anche l’uomo ha contribuito a render speciale il tutto, scavando nel corso dei secoli abitazioni e chiese all’interno del morbido tufo come a Goreme o ad Uchisar. Il paesaggio assume poi una colorazione ancora più magica con la luce del tramonto

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Commenti
  1. olivana
    , 29/11/2010 00:18
    Ho letto con molto interesse il diario del vostro viaggio perchè anch'io a metà del prossimo anno ho intenzione di fare lo stesso viaggio con un gruppo organizzato dalla parrocchia. Vi ringrazio delle preziose notizie.
    Quest'anno abbiamo visitato la Turchia occidentale fino alla Cappadocia e, guarda caso, la nostra guida era proprio il simpatico Erhan. Trovare il resoconto del vostro viaggio mi rende felice e mi aiuta. Grazie con un saluto e un augurio per altri virtuali incontri, Olivana

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