Roma istanbul via milano

Natale 2004 Il 27 dicembre sono a Roma. Non so ancora se riusciremo a realizzare il viaggio che volevamo: partire alla volta di Istanbul in auto passando per la Grecia e tornando in Italia attraversando i paesi dell’ex Juguslavia. Ma, ...

Diario letto 2618 volte

  • di Elena Di raddo
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Di nuovo in marcia passando attraverso la Bulgaria, primo dei Paesi che attraversiamo sulla via verso l’Italia. La sensazione di desolazione e di povertà che ci aveva preso alla frontiera con la Grecia non è molto diversa, anzi dopo più di un’ora di dogana, l’ingresso in Bulgaria è ancora più traumatico. La via di collegamento che sulla cartina assomigliava a un’autostrada si rivela in realtà una vecchia e accidentata strada di campagna.

E’ buio, ma abbiamo l’impressione che attorno a noi non ci sia assolutamente nulla da vedere. Quando arriviamo a Sofia, la capitale, è oramai notte e decidiamo di dedicarci alla visita della città la mattina seguente. E’ molto freddo, il termometro è attorno allo zero. Nella chiesa ortodossa di Santa Sofia, la mattina, l’atmosfera è molto raccolta e allo stesso tempo solenne: il patriarca sta celebrando la funzione, le sottili candele accese illuminano e scaldano i bei mosaici delle pareti. Fuori però la città è fredda e non solo per il clima. Si coglie ovunque l’austerità del passato regime: i monumenti inneggianti alla guerra, i palazzi governativi e le ampie e spoglie piazze. Solo le luci di Natale e le chiese rimaste dopo la dominazione ottomana scaldano un po’ l’ambiente, ma non i freddi marciapiedi dove vivono molti senzatetto rannicchiati nei cartoni. La malinconia di questa città fa rivivere a Gianluigi i ricordi della Russia di trent’anni fa quando viveva con la sua famiglia in una sperduta provincia della Siberia. A Sofia il tempo sembra davvero essersi fermato, nonostante la frenesia della gente che si sposta sui taxi cumulativi per andare al lavoro. Ripartiamo nella tarda mattinata. Il Museo di Arte Moderna – per la gioia di Lu - non si poteva visitare. Mi rifarò in una delle prossime città! Dopo essere incappati nella seconda multa per eccesso di velocità – 3 Km orari sopra i 60 – ma, si sa, con la nostra auto non si passa inosservati in questi paesi - arriviamo alla seconda tappa della lunga giornata, Belgrado, in Serbia. Luca ci aveva detto di andare alla fortezza. Attraversiamo tutto il centro dove ancora rimangono i resti della guerra, interi palazzi squarciati dalle bombe, per raggiungere il punto più alto della città. Dai giardini del castello osserviamo la città grigia con i suoi palazzi anni Sessanta distendersi sulle rive del Danubio. Sarà il cielo un po’ cupo, saranno i volti spenti e le voci poco chiassose della gente, ma questa città dalla via centrale costellata di negozi firmati non riesce del tutto a cancellare le tracce del suo recente triste passato. Decidiamo di partire subito per Zagabria. Altro Paese altra frontiera: dalla Serbia alla Croazia. Le cose vanno decisamente meglio alla dogana. Solo un rapido controllo. I paesaggi sembrano man mano che ci si sposta verso ovest sempre più vicini ai nostri, la qualità delle costruzioni migliora. Zagabria è una piccola bomboniera: la sua storia incastrata nei due vecchi quartieri luogo di scontri e lotte appassionate. Sulle tegole del tetto colorato della chiesa campeggiano le bandiere della città, mentre la gente vive la propria cattedrale come fosse il salotto di casa. Mi colpisce la loro quotidiana religiosità. Riesco persino a visitare la casa dello scultore Ivan Mestrovic, che ho sempre e solo incontrato sui cataloghi d’epoca e un museo un po’ deludente di arte moderna, dove scopro, a sorpresa, esserci anche un dipinto di Hayez.

A pochi chilometri dalla città, subito dopo la frontiera con la Slovenia, il paesaggio che aveva caratterizzato fino ad ora un po’ tutte le nazioni della ex Juguslavia cambia bruscamente e ci si ritrova immersi in boschi bucolici campeggiati qua e là da casette dai tetti spioventi e da piccoli castelli. Sembra di essere in Svizzera! Impressione confermata anche dal piccolo centro di Lubiana dove facciamo una sosta per un caffè e per passeggiare sul lungofiume animato dalle bancarelle. Prima di partire anche un giro romantico al tramonto nel castello che domina la città. Si comincia a sentire oramai il clima di casa. L’Italia è vicina e ci accoglie con l’elegante città di Trieste con la Piazza Unità d’Italia colorata dal blu delle luci natalizie. Nel mare Adriatico che abbiamo idealmente circumnavigato via terra nuotano delle enormi meduse. Ancora una foto... da portare al mio nipotino insieme ai ricordi dei luoghi e soprattutto delle sensazioni così particolari e inedite, e così incredibilmente vicine a casa.

  • 2618 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social