Tunisia: La via dei pozzi

ERG ORIENTALE , TUNISIA RoboGabr’Aoun Scendo dai colli coperti di neve sull’autostrada per il mare in questo mattino di dicembre gelido. L’aria sembra solidificarsi nei polmoni ad ogni respiro, la galaverna rende alberi e cespugli simili a grotteschi personaggi fantasy, ...

  • di RoboGabr'Aoun
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

ERG ORIENTALE , TUNISIA RoboGabr’Aoun

Scendo dai colli coperti di neve sull’autostrada per il mare in questo mattino di dicembre gelido. L’aria sembra solidificarsi nei polmoni ad ogni respiro, la galaverna rende alberi e cespugli simili a grotteschi personaggi fantasy, complici la luce incerta dell’alba e la bruma che sale dalle valli sottostanti ancora immerse nel buio. Appuntamento alla stazione di servizio, la stessa stazione di non so quanti anni di viaggi: è un luogo scaramantico, porta bene...I grossi fuoristrada arrivano alla spicciolata, uno ad uno. Una colazione breve, dopo un momento di brivido per una riparazione fortunosa dell’ultimo minuto, e si parte.

Genova, ancora più gelida dei colli; le solite navi allineate ai pontili, le solite insensate code con attesa di ore per il controllo dei passaporti, gli ancora più eterni incolonnamenti per l’imbarco...Carthage, stessa nave, stesso immenso “circo” multicolore, il brulicante popolo di fuoristradisti che si accalca verso il ponte abbassato sulla banchina; già respiro Africa, di nuovo.

Tunisi arriva e scivola via velocemente, la nuova bretella sospesa sul Lago di Tunisi snellisce il percorso ed in un attimo le ruote rotolano sull’autostrada. Cielo nero piombo, qualche goccia di pioggia e nuvole minacciose sul Jebel Zagouan ma puntiamo dritto su Kairouane, prima tappa di questa breve discesa in Sahara, altro “spuntino” d’Africa dopo un durissimo , fisicamente e forse ancor piu’ psicologicamente, mese intero di campo in Botswana, quest’estate. Ho bisogno di ritrovare questa mia Africa, sentirla, togliermi questo continuo senso di vuoto che inesorabile mi segue da un po’ di tempo e non guarisce...Kairouane la tocchiamo appena, giusto il tempo di cenare e dormire e l’alba successiva già ci vede in viaggio verso i Chott; scendiamo a sud, verso il deserto.

Douz, la sempre splendida sonnacchiosa Douz ci accoglie in un mezzogiorno tiepido, intorpidito da un cielo scolorito e privo di brezza. Hedj, il mio amico Hedj; più di 10 anni di conoscenza, discorsi, parole, progetti e mai una volta insieme tra le sabbie...Fino ad oggi; oggi finalmente partiamo insieme verso l’Erg, entrambi curiosi di scoprire come sarà il viaggiare insieme, entrambi assetati di apprendere l’uno dall’altro, di arricchirsi a vicenda; Lui un’istituzione di questo lembo di Sahara...Io un viaggiatore che la vita ha portato ad essere una guida in questo immenso Continente; due realtà simili e diverse. Sarà un’esperienza importante. Per entrambi.

I gavoni delle auto si colmano degli ultimi rifornimenti; si fa il pieno di acqua, gasolio, frutta, verdure, pane...E’ tardo pomeriggio quando finalmente partiamo, direzione El Faouar, asfalto. Deviamo per Nouil, la strada si fa sempre piu’ sottile mentre si addentra nell’immenso Jerid. Superiamo Jarzine, altra minuscola, rigogliosa oasi del Chott e, finalmente, le ruote mordono sabbia, svoltiamo nel lago salato. Corriamo quasi paralleli alla strada per Rjem Maatoug, qualche chilometro spostati a Nord, nel Jerid. Questa pista è attualmente l’unica tratta percorribile (legalmente) attraverso il Chott in fuoristrada.

Il sole tocca l’orizzonte quando facciamo campo al riparo di veri e propri faraglioni di arenaria che sbocciano come scogli dalla pianura di sale. Delicate discese di sabbia bianca fanno da cornice a questa sorta di fortezza naturale in mezzo al niente più assoluto.

Primo campo, prima gelida notte sahariana, primo mio nuovo respiro ad inalare a pieni polmoni aria che sappia di ocra e cumino, medicina per l’anima..

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