Breve escursione tra borghi e tarocchi

Viaggio fra antichi borghi murati e l'incredibile mondo dei Tarocchi

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  • di battirena
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Iniziamo l’anno alla grande, con l’idea di continuare... I nipoti sono sistemati e ci permettiamo un piccolo viaggio alla scoperta del fantastico mondo di Niki de Sait Phalle e cioè il Giardino del Tarocchi. Il Giardino si trova nei pressi di Capalbio ai confini sud della nostra splendida Toscana che non è certo prodiga di grandi e piccole bellezze. Decidiamo così di visitare alcuni piccoli e suggestivi borghi, che in parte avevamo già ammirato, prima di raggiungere la meta finale. Venendo da nord, seguiamo la SS 1 e dopo averla lasciata nei pressi di Grosseto, saliamo verso Scansano terra di olivi e vigne e del buonissimo Morellino. Nel piccolo centro storico un tempo racchiuso da mura (era feudo degli Aldobrandeschi poi passato a Siena) tra vecchie case e palazzotti sono stati allestiti piccoli presepi che allietano i ripidi vicoli e le scalinate. Breve visita e acquisto di due buone bottiglie di rosso… Proseguiamo verso Roccalbenga alle pendici del monte Amiata, ma con una piccola deviazione ci fermiamo a pranzo alla trattoria da Beppe tra le poche case di Vallerona. Pranzo splendido in una piccolo locale familiare (cucina la nonna) con pici, trippa e baccalà: da non perdere! Torniamo indietro e per strade provinciali che attraversano le dolci colline maremmane eccoci a Montemerano raccolto, delizioso borgo murato appartenuto agli Aldobrandeschi a Orvieto e poi a Siena. Si entra dalla porta Grossetana e il piccolo borgo con le case in pietra perfettamente conservate vi affascinerà immediatamente. Visitate la parrocchiale di S.Giorgio ben affrescata che conserva pregevoli opere del XV secolo compresa la famosa Madonna della gattaiola per il buco attraverso il quale i gatti entravano in chiesa quando il parroco si serviva del dipinto come porta. Proseguiamo e in breve raggiungiamo Manciano il centro più importante della zona e anche qui saliamo fino al castello Aldobrandeschi che domina sulle colline sottostanti e su una bella fontana con delfini. A Manciano non dimenticate di acquistare l’ottimo pecorino locale. È quasi sera e la nostra meta è Magliano, un’altra perla fra le tante che si trovano da queste parti! Ci arriviamo quando le possenti mura aldobrandesche (ma guarda!) rinforzate dai senesi che circondano il borgo antico sono illuminate: è veramente uno spettacolo ! Entrando nel borgo, anche questo mirabilmente conservato, si può percorrere un tratto di mura lungo i camminamenti sapientemente restaurati. La passeggiata notturna tra i vicoli del paese, palazzotti e un paio di antiche chiese è veramente suggestiva. Ma non è finita: per cena raggiungiamo un altro borgo ancora più piccolo e circondato addirittura da due cinte murarie che ormai sono parzialmente inglobate nelle abitazioni costruite successivamente. Anche qui non si può fare a meno di salire al vecchio castello e alla torre che sovrasta il piccolo abitato. Un ottimo dopocena! Si tratta di Pereta a pochi chilometri da Magliano e nel quale si entra dalla monumentale porta di Ponente. Si può anche visitare una delle due chiesette che anche in tarda serata è aperta. A proposito di cena: a Pereta si mangia benissimo alla trattoria da Maria: il menù è fisso, ma difficilmente potrete assaggiare tutto (mi raccomando di non rinunciare al maialino). Grande accoglienza, ma è piccolo e spesso affollato. Ora una bella dormita non ce la toglie nessuno. La facciamo presso il B&B Le Tartarughe a due passi dal centro storico: non male!

Con calma, la mattina seguente prendiamo la strada per Capalbio e il Giardino dei Tarocchi. Poco fuori Magliano ci fermiamo presso i suggestivi ruderi del medioevale monastero di S. Bruzio, isolato in mezzo agli ulivi. Nei pressi di Capalbio proseguiamo per pochi chilometri per raggiungere il Giardino che ci appare su una collinetta con le sue fantasmagoriche e coloratissime figure. Secondo noi qui siamo nel geniale... È uno scoppio di fantasia, di follia un po’ visionaria, ma affascinante. Niki de Saint Phalle si è ispirata a Gaudì, ma credo che la sua visione fantastica di quello che ha realizzato se possibile, sia ancora più spinta. La storia di Niki e delle sue opere si legge da tutte le parti, ma bisogna vedere di persona per cercare di entrare nel suo mondo. Come ha detto lei "Come in tutte le fiabe, lungo il cammino alla ricerca del tesoro mi sono imbattuta in draghi, streghe, maghi e nell’Angelo della Temperanza... i Tarocchi sono solo un gioco o indicano una filosofia di vita?" Questo è un luogo che vale un viaggio… Un po’ storditi dall'irreale e sorprendente mondo di Niki si ritorna alla realtà visitando Capalbio, qualche tempo fa terra di VIP, non so ora ! Anche il suo centro storico è racchiuso tra mura dalle quali si gode un bel panorama sulla Maremma fino al mare. Un po’ al di sotto rispetto a Magliano ,Montemarano e Pereta, ma naturalmente da vedere. Buon pranzo presso il ristorante Tullio con ottimi pici al sugo bianco di chianina e funghi fritti. Escursione terminata, a sera siamo a casa, 180 km più a nord

Piccola riflessione: a volte (anzi spesso) penso che le Maldive siano una "giacchettata" (esagerando) in confronto a quello che abbiamo e non sappiamo vedere! (giacchettata, termine livornese per definire cosa da poco!)

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