Un weekend... pendente

Due giorni intensi per visitare l'affascinante Pisa: una vera full-immersion tra chiese e monumenti, nonstante il diluvio torrenziale.

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  • di ireste
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

A volte i compleanni sono un’ottima occasione per realizzare piccoli desideri che, per mancanza di tempo o pigrizia, rimangono in sordina per il resto dell’anno. Detto fatto, per festeggiare il compleanno del mio ragazzo, Walter, ho deciso di regalargli (o meglio, regalarci...) un weekend a Pisa, perché la Toscana ci affascina e vogliamo scoprirla poco per volta, a partire dalle sue città più famose. Ed eccoci qui, in un nevoso mattino di gennaio, su un treno non troppo affollato e stranamente puntuale, diretti verso la nostra meta. Premessa: il tempo non è stato clemente neanche un po’: la pioggia battente ci ha dato tregua solo sabato sera. Ma questo non ci ha certo impedito di girare in lungo e in largo tutta la città entro le mura!

1° giorno

Girovagando su internet avevo prenotato un Bed & Breakfast vicino alla stazione e al centro, “Il Giramondo”: diciamo che, rispetto ad altre occasioni, in questo caso la realtà era abbastanza attinente a quanto detto (e visto) sul sito. Comunque, la nostra permanenza a Pisa inizia sabato ad ora di pranzo: appena il tempo di depositare i bagagli e via, alla scoperta della città. La prima cosa che ci colpisce è Santa Maria della Spina, minuscola e caratteristica chiesetta costruita (e poi spostata più in alto) proprio sulle sponde dell’Arno: beh, forse l’interno non vale i 2€ spesi per entrare (a parte due statue, di cui una è una copia, e l’architettura interna col soffitto cassettonato, non c’è altro da vedere), ma pazienza. A proposito di fiumi: in quelle settimane (siamo nel periodo dell’esondazione del lago Massaciuccoli) l’Arno era in piena, gigantesco e fangoso, davvero spettacolare! Dopo la chiesetta, eccoci di nuovo in marcia, diretti, ovviamente, verso Campo dei Miracoli: devo dire che il maltempo non ha tolto nulla alla bellezza della piazza, col suo prato curatissimo da sembrare finto e i suoi monumenti (certo, fare foto con l’ombrello non è il massimo...). Decidiamo di pianificare bene la visita per riuscire a vedere tutto entro l’orario di chiusura. La scelta ricade subito sul Campanile: visto dal vero è ancora più maestoso, non vediamo l’ora di ammirare il panorama dall’alto! Il biglietto d’ingresso fredda un po’ il nostro entusiasmo: 15€ a testa per salire 300 gradini ci sembrano un po’ eccessivi, ma poi pensiamo ai grandi lavori di ristrutturazione a cui è perennemente sottoposta la torre e decidiamo che saranno soldi spesi per una buona causa. Premetto: io sono un’appassionata di torri, campanili e cupole, ovunque ci siano scale a chiocciola claustrofobiche che preannunciano vedute spettacolari, state pur certi che io ci sono salita. Proprio per questo devo dire che la Torre mi ha delusa: ok, da lì si ha una vista perfetta a 360°, ma la salita non è stata per nulla faticosa, a dispetto del lungo foglio di raccomandazioni, e poi lo spettacolo della città vista dall’alto non era quel granché. Forse la colpa è da attribuire alla pioggia, ma non mi sento di consigliare la salita ad altri turisti. Ritornati coi piedi per terra, ci dirigiamo verso il Battistero: che meraviglia! Arriviamo giusto in tempo per goderci il meraviglioso spettacolo sonoro che, ogni 30 minuti, mette in risalto l’acustica straordinaria del luogo. Da qui iniziamo a calarci veramente nell’atmosfera un po’ mistica che avvolge tutta la piazza, e che culmina nel Camposanto: muniti di una buona guida illustrata, percorriamo in rigoroso silenzio, rotto solo dallo scrosciare della pioggia, i lati dell’ampio porticato, leggendo le iscrizioni sulle lapidi, quasi intimoriti dall’austerità del luogo. Infine, eccoci giunti all’ultima tappa del nostro pomeriggio pisano: il Duomo. Come non ammirare il pulpito o il pendolo di Galileo! Se devo trarre un bilancio, direi che complessivamente la nostra sete di cultura per oggi è stata ampiamente saziata

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