Sacra di San Michele: tra voci del passato e suggestioni arcane

Gita tra voci del passato e suggestioni arcane

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  • di corfiati.marco
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 7
    Spesa: Fino a 500 euro

“Come ci inerpicavamo per il sentiero scosceso che si snodava intorno al monte, vidi l’abbazia (…) mi stupì di essa la mole dell’Edificio (…) i cui lati meridionali si ergevano sul pianoro dell’abbazia, mentre quelli settentrionali sembravano crescere dalle falde stesse del monte, su cui s’innervavano a strapiombo. Dico che in certi punti, dal basso, sembrava che la roccia si prolungasse verso il cielo, senza soluzione di tinte e di materia, e diventasse a un certo punto mastio e torrione (opera di giganti che avessero gran familiarità e con la terra e col cielo”

La descrizione di un’abbazia avvolta in un mistero di sangue e testimone di eventi mirabili e terribili che sferzarono, come un vento di tempesta, le sue mura. Un’abbazia che vive nelle pagine del “Nome della rosa” di U. Eco, ma che si fa materia qui in Val di Susa.

Nel raccontarvi questa mia esperienza di viaggio non ho la pretesa di farvi conoscere un posto esotico o una meta agognata nella fantasia di molti vacanzieri; vi propongo invece un posto forse poco conosciuto a chi non è del Piemonte e che invece merita di essere visitato… se vi trovate in zona! La Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte, si erge sul monte Pirchiano, all’imbocco della Val di Susa, e costituisce sicuramente una delle mete più gettonate per chi viene a visitare Torino e il Piemonte, ma la sacra è molto di più. Essa costituisce il centro di una via di pellegrinaggio antica di secoli e lunga oltre duemila chilometri che unisce quasi tutta l’Europa occidentale, da Mont-Saint-Michel a Monte Sant’Angelo; dunque tre siti micaelici allineati lungo una retta che, prolungata in linea d’aria, conduce a Gerusalemme.

Per arrivare dalla valle alla vetta del Pirchiano su cui è arroccata la Sacra si può scegliere tra l’antica via dei pellegrinaggi (consigliata per buoni camminatori), per i più temerari la via ferrata Carlo Giorda, oppure per gli amanti delle due ruote (o dell’auto…come noi!) la strada che da Avigliana si inerpica sul monte. Tra i comuni della valle da cui è possibile cominciare la scalata, merita sicuramente una citazione Avigliana, che incanta con i suoi laghi, forieri di pace nei torridi pomeriggi estivi. Arrivati in cima, la statua dell’arcangelo nell’atto dell’uccisione del drago campeggia all’ingresso del monastero micaelico e saluta il visitatore che si prepara ad accedere in questo luogo di pace e serenità, custode di una memoria millenaria.

Affascinati e soggiogati dall’imponenza architettonica del sito, rimaniamo ancor più sconvolti scoprendo che gran parte della costruzione poggia su un basamento eretto sul picco del monte Pirchiano e che proprio la punta di tale monte costituisce la base di una delle colonne portanti della chiesa: il “culmine vertiginosamente santo” (visibile all’interno della chiesa e assolutamente da fotografare!). Entrati nel complesso, si rimane sbigottiti e attoniti dal ripido scalone dei morti, sfruttato per la sepoltura di uomini illustri e abati del monastero, che ospitava fino al 1936 alcuni scheletri di monaci nella nicchia centrale. Scalone letteralmente mozzafiato che sfida molti degli attuali turisti, come un tempo sfidò la costanza dei pellegrini.

Alla sommità dello scalone si attraversa il Portale dello Zodiaco, opera dello scultore romanico Maestro Nicolao, con stipiti scolpiti con i segni zodiacali e le costellazioni australi e boreali. Superato il Portale si affronta l’ultima rampa di salita alla chiesa da cui si ammira una vista spettacolare della valle sottostante. Ci conduce all’ingresso della chiesa una solenne scala di pietra verde sovrastata da quattro imponenti contrafforti e archi rampanti, progettati nell’ottocento dal D’Andrade a seguito della decisione del re Carlo Alberto di far risorgere il complesso abbandonato dai benedettini nel 1600, rinascita a cui contribuì anche Antonio Rosmini che accettò la proposta del re di collocare nel complesso monacale una congregazione religiosa(ancora oggi presente)

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Commenti
  1. corfiati.marco
    , 19/7/2011 15:03
    grazie isabella
  2. Natasha Metaxa
    , 8/5/2011 17:43
    La Sacra di S. Michele si trova sul monte PIRCHIRIANO, non Pirchiano !
    saluti
    Isabella

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