Tibet, Cina, Kathmandu 2013: appunti di viaggio

Dalla spiritualità del Tibet alla frenetica e imponente Cina, passando per Kathmandu

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  • di ziorico45
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

APPUNTI DI VIAGGIO IN TIBET, CINA e KATHMANDU

15-10 17-11-2013

Dunque quest'anno Cina e Tibet. Abbiamo deciso di fermarci qualche giorno a Kathmandu, per 2 motivi: 1°- benchè siamo stati 2 volte in India (1979 viaggio di nozze e 2011) non lo abbiamo mai incluso, 2°- essendo Lhasa in Tibet situata a 3600 metri di altitudine, abbiamo pensato che stazionare qualche giorno a quota1300 metri di Kathmandu ci renderà più agevole respirare a Lhasa, anziché saltare piè pari dal livello del mare a quella quota.

Abbiamo invitato i nostri cognati Floriana e Marino ad accompagnarci, Flo è stata subito conquistata da questo progetto, Marino ha accettato, ma senza entusiasmo, speriamo venga conquistato cammin facendo.

Avremmo voluto poter visitare il Tibet da liberi turisti, ma purtroppo questo non è possibile, quindi abbiamo dovuto affidarci ad una agenzia cinese, la quale ci ha proposto un pacchetto di 6 giorni, comprendente: rilascio dei permessi, trasporto da e per l'aeroporto, trasporto per le varie escursioni, fra cui l'escursione fino al Campo Base dell'Everest (se il nostro fisico ce lo permetterà) pernottamenti e prima colazione, esclusi i pasti, per la somma di US $ 1250, a testa. Flo e Marino hanno rinunciato al Tibet, preferendo dedicare più giorni al Nepal (che se li merita), non ultimo motivo il timore per le elevate altitudini, fino a 5150 metri. Patty ed io ci tenevamo particolarmente al Tibet. In vita nostra non abbiamo mai partecipato ad un viaggio organizzato, ma stavolta ci siamo trovati di fronte ad un perentorio “prendere o lasciare”. Che potevamo fare? Abbiamo preso!

1° giorno martedì 15 ottobre 2013

Si decolla da Bologna, alle ore 11, atterraggio a Istanbul alle 13,15 abbiamo circa 5 ore e mezza di attesa, prendiamo un taxi e ci facciamo accompagnare in città. Per 3 volte in precedenza sono transitato da Istanbul: 1973, 1975, 1979, ebbene non sono mai riuscito a vedere il museo Topkapi, a causa di festività, sciopero oppure giorno di chiusura. quindi decidiamo di riprovarci!! Il martedì è chiuso!! punto!! Andiamo a visitare la maestosa e sempre bellissima Moschea Blu, poi facciamo un giretto per la città, rimarcando quanto sia evoluta da quando la visitammo alcuni decenni fa.

Alle ore 21 si riparte, destinazione Kathmandu, arrivo alle ore 07,15 locali, (curioso: fra Italia e Nepal ci sono ore 2,45 di differenza di fuso orario) Ottimi i voli, buona la compagnia Turkish.

2° giorno mercoledì 16/10/13

Impieghiamo un'ora circa per ottenere il visto (costo $ 25 a testa) poi saliamo su di uno scassatissimo taxi che ci conduce alla Guest house Potala, abbastanza pulito, nel centrale e caratteristico quartiere Thamel, con le sue vivacissime viuzze piene di negozi, ristoranti ed alberghi. Il direttore del Potala, parla anche italiano. Il tempo di lasciare i bagagli in camera, rinfrescarci un attimo. Chiamiamo al telefono il signor Norbu, quelli dell'agenzia cinese che ci sta gestendo il nostro itinerario in Tibet, ci hanno pregato di contattarlo al nostro arrivo a Kathmandu, per consegnargli dei documenti, coi quali ci deve procurare presso l'ambasciata cinese in Nepal il permesso speciale per il Tibet, verrà all'albergo verso le ore 13. Sono le ore 10, siamo stanchi, non abbiamo dormito più di 2 o 3 ore durante il volo, ma abbiamo voglia di uscire, ci incamminiamo verso l'altura (poco più di mezz'ora di cammino) sulla cui sommità è situato il magnifico tempio buddista di Swayambunat, o Tempio delle scimmie, si tratta di un importante complesso religioso, con al centro lo scintillante e gigantesco stupa bianco, sormontato da una guglia dorata, sulla cui base sono dipinti gli occhi del Buddha. Dall'alto dello stupa partono in ogni direzione dei cavi, sui quali sono affisse le bandiere di preghiera, che sventolando, emanano le preghiere nel vento. Alla base dello stupa ci sono innumerevoli calici dove i fedeli accendono candele fatte con burro di yak. Lungo il perimetro dello stupa, ci sono tanti tamburi di preghiera che i fedeli, con le mani li fanno ruotare, sempre in senso orario, a recitare il mantra inciso sui tamburi stessi. sempre lo stesso: “om mani padme hum” che si traduce: “saluto il gioiello nel loto”

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