Thailandia, paradiso all'improvviso

Spiagge da sogno, siti archeologici mozzafiato e sorrisi sconfinati

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  • di federica21
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
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Sono del parere che ci vorrebbero delle ferie per pianificare un viaggio, poi altre ferie per fare la valigia forse con un attimo più di calma invece che "traventare" due paia di costumi dentro a casaccio quando sei già sull'uscio di casa e hai già chiuso la manopola del gas.

Uno strano silenzio accompagna l'atterraggio in terra cinese per uno scalo che è più una sosta perché dobbiamo uscire, cosa che non è stata poi così tanto semplice tra impronte digitali e altri millemila controlli, riprendere il bagaglio, per poi rientrare e riconsegnare il bagaglio al desk per un altro check in. Altra fila, altro volo per atterrare finalmente a Bangkok e dopo mille peripezie raggiungiamo anche l'hotel a pochi metri dalla metropolitana. Camera pulita, spaziosa e silenziosissima: una buona base d'appoggio per goderci al meglio la città. È tardi, siamo provati da un viaggio lunghissimo, ma abbiamo una spasmodica voglia della prima volta con la cucina Thai. I profumi acuti e i vapori ti entrano nel naso, nella gola e gli occhi che non smettono di bruciare. Poi si placano e sembra tutto più familiare.

Non lontano dal nostro hotel c'è un centro commerciale immenso dove al pian terreno è riprodotto un floating market di street food prettamente Thai e lei è così carina e prepara delle bellissime zuppe fumanti e profumate attingendo da ciotole colme di vari ingredienti e attira la nostra attenzione. La mia zuppa tradizionale (70b) mi fa innamorare all'istante; i gamberetti essiccati, le foglie di combava, le polpettine di carne e i noodles si amalgamano in un sapore agropiccante unico. Come si dice love at first sight. Con Le labbra ancora piacevolmente informicolate ci dirigiamo all'uscita sul fiume dove è tutto addobbato e illuminato per natale e scopriamo che Icon Siam (il nome del centro commerciale) ha una barca a motore che fa la spola gratuitamente fino all'altra sponda del fiume. E perché l'impatto sia forte ci facciamo anche gran parte di China Town, con la miriade di bancarelle del cibo più disparate, incorniciato dalle insegne luminose e dal traffico della via, tra i clacson, lo sfigolio dell'olio bollente e il rumore delle scodelle sui tavolini. I tuoi sensi, tutti, si sentono come un calzino dopo la centrifuga della lavatrice. Storditi, ma piacevolmente stupiti, ci trasciniamo fino all'albergo con una lunga passeggiata.

Il vantaggio di uscire all'alba ti fa vedere il lato nascosto e ancora un po' assonnato delle grandi metropoli, ma a Bangkok non si smette mai di mangiare e non è affatto raro incontrare i monaci buddisti che raccolgono offerte.

Prendiamo prima il bus n57 e poi il 511 per SAI MAI TAI o southern bus station e poi da lì con soli 70b a testa raggiungiamo il Daemnang Seduack floating market e con 300b a testa ci godiamo il mercato galleggiante a bordo di una tradizionale barchetta a motore. La parte centrale del mercato è affollatissima nel weekend che in alcuni punti non si riesce neanche a vedere l acqua che in questi canali ha il colore della terra con cumuli di alghe che galleggiano, strappati dal fondale per le lunghe eliche dei motori. Con un taxi e 100b a testa raggiungiamo in appena 15minuti il Maeklong Railway market e capisci che quello che hai visto prima di arrivare sui vari blog era reale. La merce è esposta fino alla longarina di ferro del binario da entrambi i lati e i tendoni delle bancarelle si toccano sulle nostre teste. Alle 14e30 un fischio in lontananza fa ritirare i tendoni uno a una e i carrelli delle merci esposte più in alto. Poi i fischi si fanno più forti e prolungati e arriva la motrice colorata che con il suo lento passaggio sfiora appena, talvolta sovrastandola, la merce posta più in basso tra i turisti esterrefatti. Non mi ero mai trovata con la faccia a pochi centimetri da un treno in movimento, seppur lento, tra lo stupore e la paura che portasse via qualcosa

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