Thailandia, tra religione, cibo e mare

Una toccata e fuga in Thailandia, alla scoperta delle città, della cucina e della natura: Bangkok, Chiang Mai e Ko Phi Phi

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  • di stele90
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Itinerario: 3 notti a Bangkok, 2 notti a Chiang Mai, 4 notti a Ko Phi Phi Spese:

Voli intercontinentali: €630 voli interni €207 alberghi €600 traghetti e trasporti €79 attività €219 assicurazione €100

App utili: Grab: come Uber, ma utilizzato in Asia. Fondamentale per non farsi “fregare” da tuktuk e tassisti, e per comunicare esattamente dove si vuole andare.

Maps.me: mappa offline per muoversi ovunque.

Note utili: i prelievi sono possibili dappertutto, ma molto costosi. Qualsiasi carta o circuito abbiamo provato, prevedeva un costo fisso di 220 baht (quasi 7 euro).

La carta di credito è quasi sempre accettata, ma spesso applicano un 5% di commissione.

Portarsi sempre in borsa dei pantaloni lunghi, o una gonna al ginocchio, o una sciarpa per coprirsi prima di entrare nei templi. A differenza di Bali, non sempre vengono forniti Sarong.

6 aprile, arrivo a Bangkok - Arrivo a Dubai a notte fonda. Per poco non perdiamo l'aereo perché da questo aeroporto, alle 3 di mattina, partono due voli per lo stesso posto a distanza di mezz'ora. Dai due poli opposti del terminal. In un aeroporto silenzioso, ovvero dove non si fanno annunci, con un pavimento scivoloso fatto apposta per non poter correre. Avrò il fiatone ancora per settimane. Arriviamo a Bangkok, e per pochi baht prendiamo il treno che dall'aeroporto ci porta fino al capolinea, al confine con il centro “storico”. Da lì prendiamo il taxi fino al nostro albergo, Lamphu Tree House Boutique Hotel. Abbiamo un primo assaggio del traffico di Bangkok: ci vogliono 15 minuti per fare 5 km. Sono le 15, ci cambiamo e partiamo a piedi alla scoperta della città. Obiettivo visitare il Palazzo Reale e Wat Pho. Scopriamo che il palazzo reale è già chiuso, litighiamo con un tuktuk che vuole venderci il giro in barca del fiume, e che per ripicca ci scarica in un posto a caso. Prendiamo un altro tuk tuk che ci porta al Wat Pho. Al Wat Pho l’ingresso costa 200 b, qui noleggiano un sarong ma si tengono in ostaggio il passaporto. Torniamo a casa a piedi, e abbiamo un secondo incontro ravvicinato con il traffico di Bangkok, questa volta come pedone. Ci vuole mezz'ora buona per attraversare la strada. È il 6 aprile, festa della dinastia reale. Le strade della zona attorno al Gran Palazzo sono deserte, e ai lati delle strade la gente è seduta a terra in attesa del re, in silenzio. Doccia (finalmente!) e cena da Juntun (padthai così così, spiedino di salmone in salsa teriaki buonissimo, cocktail non male ma poco alcolici). Litigata notturna con l'aria condizionata (io mi sono dichiarata sconfitta e ho messo i tappi, mio marito non ha gettato la spugna e ha tirato due cazzotti allo split. Poi si è messo i tappi).

7 aprile, Bangkok - Giornata dedicata al Palazzo Reale e al mercato di Chatuchak. Testiamo Grab (identico ad Uber, con in più la funzione di tradurre i messaggi in automatico), che dal nostro albergo al palazzo chiede 180 b. Scopriamo così che qualsiasi trasporto che abbiamo preso dall'arrivo a Bangkok ad ora ci ha fregato. L’ingresso al Palazzo Reale costa 500 b a testa, occhio perché non noleggiano Sarong, ma vendono gonne, pantaloni e magliette per chi è poco vestito. Anche mio marito ha dovuto mettere i pantaloni lunghi. Il complesso è molto bello, ma sicuramente è troppo caldo. Usciti dal palazzo cerchiamo disperatamente un Grab, ma ci vorrà un'ora e un km a piedi per trovarne uno che riesca a domare il traffico della zona e raggiungerci. Consiglio: spostarsi a piedi nell'area attorno al Gran Palazzo, e cercare un taxi fuori dal traffico. Andare a Chatuchak costa 200 b + 50 di pedaggio. Passeggiamo per Chatuchak tutta la domenica pomeriggio, vagabondando senza meta. Molto interessante, c’è veramente qualsiasi cosa. Un modo divertente di immergersi nella cultura thailandese. Entrando al Gate 1 c'è un punto visitatori che fornisce gratuitamente la mappa del mercato; con quella ci si orienta bene. O meglio, ci si perde sempre, ma è facile ritrovare la strada. In serata andiamo a Chinatown a mangiare street food, un’esperienza da fare. Mangiamo gyoza di maiale, spiedini di maiale e INSETTI! Mio marito berrà fino a svenire per dimenticare l'esperienza e disinfettare il palato. Comunque, sanno di guscio di gambero

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