Il nostro viaggio in Thailandia del Nord

Chank Mai, Pai, Sukhothai, Ayuttaya, Bangkok, Pattaya: il nostro bel viaggio itinerante, rilassante, lungo ma mai frenetico

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  • di laurasergio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Abbiamo trovato un volo per Pattaya con la Qatar Airways, per 500 euro a/r . Faremo 13 giorni, dal 1° al 13 ottobre. Dopo vari approfondimenti, decidiamo di dirigerci a Chiang Mai, nel Nord della Thailandia, di girare quella zona e poi pian piano di tornare verso Sud. Il volo è comodissimo, l'aereo è praticamente vuoto. Fino a Doha 50 persone e da Doha a Pattaya solo 20 persone in un aereo da 250 posti. Pare sia una nuova rotta. In effetti l'aeroporto di Pattaya è un piccolo ex aeroporto militare, senza taxi e un solo minibus ogni ora.

Atterriamo il 2 ottobre alle 8.30 e organizziamo di farci accompagnare a Philo Beach, a 10 km di distanza; il costo dell’auto, una limousine che per noi è fuori luogo, è assolutamente spropositato, 900 bath che corrispondono a 23 euro, ma è l’unica soluzione. La spiaggia di Philo è carina, una lunga pineta, il mare mosso e grigio, il cielo coperto e minaccioso. La pineta è attrezzata per un turismo più ampio, ma oggi forse data l’ora, non c'è proprio nessuno; ci sistemiamo sotto l’unico gazebo accanto ad un piccolo bar e mangiamo riso con verdure, ci riposiamo e sperimentiamo il nostro primo monsone. Ottobre è ancora tempo di monsoni e le nuvole minacciose arrivano in fretta insieme al temporale e alla pioggia che allaga tutto velocemente. Fiumi di acqua. Per fortuna smette proprio quando è ora di tornare, il taxi torna a prenderci e possiamo imbarcarci con la Asia Air per la nostra meta, Chiang Mai. Arriviamo in perfetto orario e ci facciamo accompagnare allo Swiss Lanna Lodge, un bellissimo lodge un po’ fuori dal centro cittadino, dal quadrilatero storico, ma tranquillo e molto accogliente, perfetto per recuperare il fuso orario e il sonno. Dalla stanza c’è un accesso privato al comodo terrazzino del piano di sopra e una porta si affaccia sull’originalissimo e inconsueto bagno con ampia doccia sotto le stelle. Ampia e comodissima la zona relax all’aperto, riparata da un tetto, per una deliziosa colazione e per due chiacchiere con altri viaggiatori. Mangiamo in un buon ristorante nelle vicinanze, con pedane galleggianti sul fiume impetuoso e con musica dal vivo. Bello. Buono. Stiamo bene. Questa vacanza promette bene.

3 ottobre 2018 - Chang Mai - una sorpresa questa città del nord Dopo una dormita con i fiocchi, una buona colazione, un po' di info turistiche, decidiamo di noleggiare una moto tipo vespa per visitare la città. Andiamo subito in centro. Siamo un po’ disabituati all’intenso traffico e incerti sul percorso. Forse sembriamo ubriachi pericolosi dato che ci ferma la polizia e verifica che non abbiamo la traduzione della patente e quindi dovremmo pagare 500b di multa. Qui, in circostanze come questa, saltano fuori le nostre qualità che non possiamo scrivere, e riusciamo ad evitare la salassata. La città: molta gente, turisti, tuktuk, street food, agenzie per escursioni irripetibili, una marea di templi buddisti. I templi: ne giriamo un po’, anche quello più importante, ci sono dei monaci buddisti che pregano e i devoti portano doni offerte e pregano; alla nostra destra ci sono i monaci anziani, in profonda meditazione e indifferenti al mondo materiale. Ci fermiamo per un po’, fotografiamo con discrezione, cerchiamo di capire come funzionano questa religione e il rito, con cibo e pacchi regalo per i monaci. Solo alla fine, per puro caso, ci accorgiamo che i nove monaci anziani, fermi immobili, a cui molti fedeli portano doni e offerte, sono in realtà delle statue… di cera !!! Increduli! Rimaniamo a bocca aperta. Non è possibile, sono perfetti , o forse noi siamo accecati. Non possiamo crederci, come non essercene accorti prima!! Eravamo a pochi metri! Siamo un po’ storditi, sicuramente, ma queste statue sono fatte meravigliosamente. Lo stordimento ci rimane appiccicato per tutta la giornata. E così non ci resta che andare a provare il massaggio thailandese, dopo un veloce street food, e frullato del tipico drago fruit molto gustoso. Il massaggio, in un centro massaggi gestito da ex carcerate è davvero rilassante, oltre a costare poco. Contiamo di riprovarci ogni giorno. La giornata è ancora lunga e il fuso non ancora assorbito: un breve riposino al lodge e riprendiamo la giornata per dirigerci in moto al tempio Doi Suthep, arrancando su una strada di montagna che ci porta a 1000 metri di dislivello. Imbocchiamo però un sentiero laterale che ci conduce ad un meraviglioso tempio nella giungla tra cascate e pavoni e alberi che cantano. E’ il Wat Pha Lat Una meravigliosa ed emozionante sorpresa. Alcuni edifici del complesso erano in ristrutturazione, ma abbiamo potuto godere della pace più profonda nel tempio e accanto alla cascata. Quando i pullman dei tour sono già ripartiti, al tramonto, Doi Suthep ci appare in tutto il suo spettacolo. La lunga scalinata per raggiungerlo è una sorta di iniziazione alla pace che troveremo. I monaci cantano e pregano. I colori e le forme. La cupola dorata, il percorso tutto intorno, le decorazioni, i Buddha di tutti i colori. Molto suggestivo. Ma la giornata non è ancora finita, scendiamo con la moto che è già buio e, per non farci dimenticare che siamo ancora nel periodo dei monsoni, scendono le cateratte dal cielo. Riusciamo a fermarci per un’ora dentro un negozio, finché spiove, ma ancora nell’ultimo chilometro il cielo si apre di nuovo: siamo attrezzati e ben coperti ma ora è impensabile fermarci di nuovo. Arriviamo provati al lodge. Come ieri, cena a base di noodle e riso con maiale in agrodolce. Giornata piena, incluso il monsone, ma pienamente soddisfacente

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