Thailandia, antico regno del Siam

Luogo ideale per una fuga sulle splendide spiagge bianchissime, ma anche verso la giungla rigogliosa, le cascate scintillanti, i templi buddisti e le palme di cocco

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  • di curiosona
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Per il giorno seguente abbiamo prenotato un tour per visitare il famoso tempio Phrathat Doi Suthep non raggiungibile a piedi dal nostro hotel. Situato a 15 km dalla città, posto a 1676 metri s.l.m., costruito nel 1383, è raggiungibile attraverso una rampa di 290 scalini o, per i più pigri, una comoda funicolare raggiunge la cima in una manciata di minuti. Mentre saliamo lentamente i gradini ci accompagna il suono vibrante delle campane, e improvvisamente ci appare lo stupa d’oro che contiene alcune sacre reliquie di Buddha e che svetta luminoso verso il cielo terso. Da quassù il colpo d’occhio sulla città e sulla campagna circostante è sorprendente. Un grande pannello di legno scolpito illustra la leggenda del Tempio. Suthep era un monaco che consegnò la reliquia del Buddha all’elefante bianco che da Sri Lanka la portò a Chiang Mai sul monte. Suthep non vide mai il Tempio costruito in suo onore. Oggi è frequentato dai fedeli buddisti e a settembre i ragazzi dell’Università di Chiang Mai fanno la processione sino quassù. La guida ci mostra un libro antico: chiede a ognuno di noi l’anno di nascita al quale abbina la posizione del Buddha. Io sono il Buddha sdraiato relativo alle ultime ore trascorse prima di raggiungere il Nirvana. Chissà quale arcano significato avrà mai. Firmiamo anche un rotolo di seta gialla a ricordo della nostra visita. Proseguendo sulla strada dai piedi del Tempio incontriamo il Palazzo Phu Phing, la residenza reale d’inverno costruita nel 1961. Sontuosi giardini e splendidi parchi sono aperti al pubblico ogni giorno, tranne quando la Famiglia Reale è all’interno del palazzo.

Il nostro tour comprende anche la visita al villaggio tribale Doi Pui. Questo villaggio Hmong è abitato da 120 famiglie provenienti una settantina di anni fa dal Tibet. All’epoca coltivavano oppio, poi, quando il re visitò la zona nel 1979, proibì la coltivazione di questa droga e convinse i contadini a coltivare prodotti agricoli biologici. Entriamo nel giardino botanico con fiori tipici della zona, vediamo campi di succose fragole e piantagioni di caffè profumato. Oggi vivono di turismo, preparano costumi tradizionali, oggetti tipici e vendono frutta. Sulla terrazza panoramica beviamo un buon caffè espresso che coltivano e tostano loro artigianalmente. Il gusto e il profumo non sono niente male anche per noi italiani amanti di questa bevanda.

Visitiamo qualche casa/museo per vedere come vivono: sono case di bambù, al centro i fuochi della cucina e due pareti di legno ai lati costituiscono le due camere da letto. Il pavimento è di terra battuta. All’esterno una terrazza di legno completa la piccola struttura. Ovunque galline e pulcini razzolano nell’erba. Entriamo in una scuola infantile, dove i bambini aspettano i genitori sulla scalinata esterna perché le lezioni sono finite. Le facce rotonde e sorridenti, gli occhi a mandorla, gli zigomi alti e i capelli scuri denotano l’origine di questi bimbi.

Chan Mai è anche un centro conosciuto per l’artigianato locale costituito da manufatti in seta, legno, argento e ceramica. Numerosi mercati sono sparsi ovunque e gli aromi del cibo invadono ogni angolo della città. La sera ci attende il giro nel mercato notturno (night bazar market) illuminato da lanterne che espone oggetti eccentrici in seta, legno teak e gioielli. Dalle ore 18.00 aprono i locali disposti in un reticolo di vie, dove si cena accompagnati da musica thai.

La mattina seguente, come nostra consuetudine, visitiamo un mercato cittadino: andiamo al mercato Warorot, dove gli abitanti di Chiang Mai vengono a comperare di tutto. È situato in un edificio di tre piani con un’incredibile varietà di merce posta su bancarelle stipate una accanto all’altra. Ci perdiamo nei corridoi tra spezie, tessuti e curiosità varie. Questa città ha un fascino particolare, l’atmosfera incantata colpisce il viaggiatore che viene accolto con cordialità dalla popolazione locale. Nella piazza principale di Chang Mai

Dietro le mura medioevali assistiamo allo spettacolo di alcune ragazze che cantano e ballano per festeggiare la Festa della Donna. Molti giovani dediti al volontariato si sono dati appuntamento qui per una festa molto sentita da tutti

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